San Valentino ostaggio dei fedeli, Vescovo "Burattinai agiscono nell'ombra" -

San Valentino ostaggio dei fedeli, Vescovo “Burattinai agiscono nell’ombra”

Luca Biribanti

San Valentino ostaggio dei fedeli, Vescovo “Burattinai agiscono nell’ombra”

Dopo gli insulti della scorsa notte il vescovo torna sulla polemica "Sceneggiata orchestrata ad arte"
Dom, 14/02/2016 - 12:49

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Mentre nel duomo di Terni si celebrava la liturgia per San Valentino, nella basilica del santo i fedeli hanno continuato a vegliare la sacra teca, recitando il rosario, per tutti i giorni scorsi e anche nella mattinata di oggi. Il simulacro del santo, secondo quanto stabilito da tempo dal vescovo, Mons. Giuseppe Piemontese, avrebbe dovuto lasciare San Valentino per un giorno e mezzo, ma un gruppo di agguerriti fedeli ha impedito la traslazione. Per tre volte il Vescovo , nella concitata serata del 12 febbraio, ha cercato di mediare la situazione e per tre volte è stato ‘ricacciato’ dai fedeli anche con insulti. Non è stato un bello spettacolo vedere il santo ‘conteso’ tra Chiesa ufficiale e chiesa popolare, non è stato un bello spettacolo vedere il vescovo insultato in un luogo sacro e costretto alla ritirata in balia del fervente attivismo di qualche esaltato che, all’interno della chiesa, ha dato vita a liti e battibecchi di bassa lega. Non vogliamo essere maliziosi nel pensare che qualcuno abbia voluto approfittare della presenza della stampa per creare situazioni poco piacevoli, coinvolgendo anche persone che, forse, sarebbe stato più opportuno non coinvolgere.

Ammesso che la decisione di portare via dalla basilica di San Valentino la sacra teca il 14 febbraio sia stata quantomeno discutibile, e in questo il vescovo è stato, forse, mal consigliato, non è tollerabile che un luogo di culto diventi un’agorà o un foro, dove il vescovo viene ricattato dai fedeli di una parrocchia per uno spostamento temporaneo di una reliquia. Roba da medioevo. Al presule non è rimasto altro da fare che battere in ritirata e lasciare i fedeli in custodia della teca.

Così, nella solenne liturgia di oggi, è mancato proprio il festeggiato, per così dire visto che lo spirito non ha residenza se non nell’anima, rimasto in basilica così come voluto dai ferventi fedeli che ne hanno impedito la traslazione. Se veramente si voleva dare battaglia e impedire che il santo venisse spostato, i parrocchiani avrebbero dovuto scegliere una strada più consona al santo dell’amore e non ancorarsi al ‘feticcio’ come una tribù gelosa del proprio totem.

Anche il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, ha rilasciato a TO una breve dichiarazione sulla vicenda: “Mi pare del tutto fuori luogo quello che è successo. Nelle intenzioni di tutti c’era solo il desiderio di condividere con più fedeli possibile la festa del Santo Patrono e di dare lustro alla liturgia”.

L’episodio è stato comunque commentato da Mons. Piemontese durante l’omelia di questa mattina nel duomo. Il vescovo sostiene che dietro tutta la vicenda ci siano dei burattinai che manovrano nell’ombra e che avrebbero orchestrato ad arte la clamorosa protesta, ecco le parole di Piemontese: “La stessa vicenda della traslazione temporanea delle Reliquie di san Valentino in Cattedrale con la finalità di dare respiro più ampio e maggiore ecclesialità e devozione alla festa, è sintomatica di modalità intolleranti, prepotenti e irrispettose di imporsi. La decisione era stata presa dopo ampia consultazione e generale consenso non solo di sacerdoti e diaconi, di diversi gruppi e aggregazioni laicali e degli organismi di partecipazione ecclesiali diocesani, ma anche di Enti e Istituzioni civili. L’unico organo, che ha opposto un muro di dinieghi senza argomentazioni, è stato il Consiglio Pastorale di San Valentino. La raccolte di firme, carpite con informazioni non veritiere e diffusione di notizie fuorvianti (ne ho le prove), non può essere argomento decisivo. L’epilogo è stata una sceneggiata, orchestrata ad arte da burrattinai rimasti all’ombra, di un gruppo di persone vocianti, resistenti ad ogni dialogo e prodighi di insulti e invettive. Mi dispiace, ma la civile convivenza anche ecclesiale non può essere governata dalla disinformazione e dalla prepotenza, per di più di pochi”.

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