Non c’è soltanto l’Umbria dell’olio e del vino, ma anche l’Umbria dell’acqua: l’acqua nelle sue molteplici declinazioni minerali e termali, che, insieme a quella che scorre in fiumi, torrenti e si posa in ameni specchi lacustri, costituisce un elemento caratterizzante dell’“Umbria verde”, tanto da farne una “Umbria blu”, che, opportunamente riscoperta, riqualificata e sfruttata, può costituire un potente attrattore turistico, un ingrediente fondamentale di quell’offerta turistica complessiva, che offre ai visitatori l’esperienza di emozioni irripetibili altrove. È questo il messaggio emerso dal convegno “I luoghi dell’acqua/ Un progetto di sviluppo per l’Umbria”, che, per iniziativa della Regione Umbria e l’organizzazione di “Sviluppumbria”, si è tenuto venerdì a San Gemini nel Centro Congressi “Albert Bruce Sabin” delle Fonti Sangemini, al quale hanno partecipato gli assessori regionali all’Ambiente Silvano Rometti e alla Cultura e Turismo Fabrizio Bracco, il presidente della Provincia di Terni, sindaci, imprenditori e addetti ai lavori. Il convegno (moderato dal giornalista Mino Lorusso) è stato altresì l’occasione per presentare un volume, curato da Regione e “Sviluppumbria”, dal titolo “Torniamo alle fonti/ La memoria dell’acqua, il futuro dei luoghi, le acque minerali e termali in Umbria”, un’opera in due parti (la prima di carattere storico, scritta dal professor Luciano Giacchè; la seconda, a cura di Roberto Checcucci, Francesco Di Lascia, Francesco Farabi, Lorenzo Lepri, Francesco Frondini e Chiara dall’Aglio, dedicata ad una analisi del presente e delle prospettive delle acque minerali e termali in Umbria). Con una occupazione di circa un migliaio di addetti, che contribuisce al 10 per cento della produzione complessiva nazionale di acque minerali, e dati di vendita nel 2011 ben superiori e in controtendenza rispetto alla media nazionale, la risorsa acqua – ha detto, introducendo i lavori dopo il saluto del sindaco di Sangemini Leonardo Grimano, l’assessore all’Ambiente della Regione Umbria Silvano Rometti – può dare un significativo valore aggiunto all’economia, tanto maggiore se lo considera in sinergia con le acque termali, un settore – ha sottolineato Rometti – che incontra sempre di più l’interesse e il gradimento dei turisti: soprattutto se alle tre terme oggi in piena funzione si aggiungerà il recupero di altri centri, attivi in passato ed oggi dismessi e abbandonati, che la “Sviluppumbria” sta perseguendo nell’ambito del progetto “Essere bene”.
San Gemini, convegno “I luoghi dell'acqua/Un progetto di sviluppo per l'Umbria”
Dom, 13/11/2011 - 12:10