San Costanzo, la tradizione della Luminaria e la grande festa di oggi: le foto e il programma - Tuttoggi

San Costanzo, la tradizione della Luminaria e la grande festa di oggi: le foto e il programma

Redazione

San Costanzo, la tradizione della Luminaria e la grande festa di oggi: le foto e il programma

Le celebrazioni del patrono tra fede e tradizione
Mer, 29/01/2020 - 08:58

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San Costanzo, la tradizione della Luminaria e la grande festa di oggi: le foto e il programma

Dopo la tradizionale Luminaria di martedì sera, che ha inaugurato ufficialmente i festeggiamenti per San Costanzo, Perugia festeggia oggi il suo patrono. Una celebrazione che, come al solito, unisce fede e tradizione.

A dare il via alle celebrazioni, di fronte a Palazzo dei Priori, sono state le parole del banditore, che davanti al sindaco Romizi, alla presidente Tesei e alla consigliera della Provincia di Perugia Borghesi, ad altri rappresentanti della Giunta e del Consiglio comunale, nonché delle forze dell’ordine, e al cardinale Bassetti, insieme al vescovo ausiliare Salvi, ha letto la grida con l’editto del Comune di indizione della luminaria di San Costanzo.

Sette secoli fa – era l’11 dicembre 1310 – i nove Priori delle arti del Comune di Perugia istituirono questa celebrazione festosa, civile e religiosa insieme, detta “il lume” o la “luminaria” o il “luminare maggiore” con cui si intendeva invocare il martire Costanzo per la salvaguardia e l’accrescimento della pace e della tranquillità del popolo di Perugia.

Alla manifestazione dovevano partecipare obbligatoriamente i maggiorenti della città, “recando in mano dei lumi”: i priori delle arti, il podestà, il capitano, i consoli della Mercanzia e gli auditori del Cambio, gli artigiani di tutte le corporazioni, ed anche il Vescovo con tutto il clero, oltre al popolo di tutti i borghi.

I figuranti

Come allora, ieri sera tutta la città era presente in centro storico per onorare il vescovo e martire Costanzo. Subito dopo l’accensione delle fiaccole, il corteo si è avviato verso la basilica eretta nel luogo in cui –secondo la tradizione- San Costanzo fu sepolto dopo il martirio, avvenuto a Foligno. Ad aprirlo i figuranti in costume di Perugia 1416, con i cinque Magnifici Rioni cittadini, il Gruppo Balestrieri di Assisi con chiarine e tamburi che hanno scandito i tempi della processione e della preghiera lungo il percorso, la Compagnia del Grifoncello, la Confraternita del Santissimo Sacramento di Ponte Valleceppi 1746, quella di San Giacomo e la Confraternita del Santo Anello, infine la reggenza comunale. Ogni Rione ha portato uno dei doni da offrire al Santo: il cero da parte di Porta Sant’Angelo, la corona d’alloro da parte del Rione di Porta Eburnea, l’incenso da parte di Porta San Pietro, il torcolo di San Costanzo da parte di Porta Sole, e, infine, la brocca di vin santoda parte del Rione di Porta Santa Susanna.

La processione

La processione ha attraversato tutto il centro storico, procedendo, torce alla mano, lungo via Fani, Piazza Matteotti, via Oberdan, le Scalette di Sant’Ercolano, i Tre Archi, Corso Cavour e Borgo XX Giugno.

Il richiamo alle radici

All’interno della Basilica intitolata al Santo Patrono ha, quindi, avuto luogo la tradizionale offerta dei doni, preceduta dal discorso del cardinale Bassetti, che ha voluto ricordare come “San Costanzo non appartenga solo ad una parte della città, ma sia il santo di tutti i perugini. Ancora una volta, oggi, – ha proseguito il cardinale – siamo scesi fino a qui come un tempo, attraversando la nostra bella Perugia, che ha trovato nel cristianesimo comuni e condivise radici. Se facciamo seccare queste radici, anche l’albero a cui siamo tutti aggrappati si seccherà. San Costanzo ci richiama a queste comuni radici, perché si possa crescere nella pace”.

La speranza

Il cardinale ha quindi sottolineato che nonostante la precarietà del vivere di molti cittadini, ci si debba impegnare in prima persona per ricostruire la speranza, credere che la fede possa aiutare a realizzare il sogno di un tempo migliore, e ha invitato soprattutto i giovani “a tenere accesa la fiaccola della fede”. “Radicati nella speranza che viene da Dio – ha concluso – guarderemo al futuro, chiedendo al Signore una nuova primavera, in cui possiamo amarci come fratelli, sull’esempio di San Costanzo”.

I vespri

Nella preghiera dei Vespri il cardinale ha fatto molti riferimenti alla situazione della città: “San Costanzo – ha detto Bassetti – ci ricorda questa comune discendenza, documentata, per quanto lo riguarda, dalle decisioni dei magistrati cittadini in suo onore. Ecco perché, ancora oggi, ci invita alla condivisione e alla serietà di vita, perché si possa crescere nella pace e nel progresso civile. Scendendo verso questa storica chiesa, abbiamo attraversato una parte significativa della città. Abbiamo costeggiato antiche case e palazzi; ci siamo soffermati dinanzi a monumenti storici che hanno segnato la grandezza della nostra città: il fiorire delle arti, del benessere, dei valori sociali e religiosi. Una storia avvincente che ancor oggi ci emoziona e ci stupisce”.

La precarietà del vivere.

“Al presente, certo, non mancano le difficoltà – ha commentato il cardinale –. Non sfugge a nessuno la precarietà del vivere per molti concittadini. La crisi economica, dalle caratteristiche planetarie, non ha risparmiato la nostra terra. Da anni si sono acutizzate alcune situazioni di malessere: la scarsità del lavoro, soprattutto per i giovani; i problemi all’interno delle famiglie; l’invecchiamento della popolazione, con i problemi che ne conseguono”.

L’attenzione per i disagi sociali ed economici.

“Come comunità ecclesiale – ha evidenziato Bassetti – siamo stati sempre vicino a chi soffre, ai bisogni della gente. La Caritas ha organizzato servizi di prima necessità ben diffusi sul territorio, con grande attenzione per i disagi sociali ed economici. Ma siamo stati vicini soprattutto con la presenza vivificante in tante realtà sociali e comunitarie. Fede e carità sono sinonimi, favoriscono la dignità umana e salvaguardano la convivenza”.

I doni

La polizia municipale ha quindi deposto sull’altare la corona d’alloro, simbolo del servizio alla concordia e alla sicurezza, subito dopo il sindaco Romizi ha acceso il cero votivo, a rappresentare la disponibilità e l’attenzione ai bisogni dei più deboli e a pensare con onestà e saggezza al bene comune.

Terzo dono il Torcolo, simbolo visivo del martirio, per invocare benedizione sul lavoro degli artigiani e dei commercianti perugini e di tutti coloro che contribuiscono alla prosperità della comunità cittadina. Una coppia di sposi ha donato il vin santo, simbolo dell’unione della famiglia.

Infine, da parte del vescovo e della Chiesa locale, l’incenso testimonianza di fede viva e coerente nel Vangelo.

Gli appuntamenti di oggi

La festa di San Costanzo prosegue oggi, a partire dalla mattina, con la tradizionale Fiera di Borgo XX Giugno, aperta dalle 8,00 alle 20,00 (inaugurazione ore 11,00) e la degustazione del torcolo in Corso Vannucci a mezzogiorno, in collaborazione con i Fornai di San Costanzo e le associazioni di categoria CNA, Confartigianato e Confcommercio, insieme ad AIS.

Per l’intera giornata, inoltre, si terranno al Centro camerale G. Alessi (via Mazzini) i laboratori gratuiti per bambini “La scienza del Torcolo” a cura del Post.

Le celebrazioni religiose proseguiranno con le messe nella Basilica di San Costanzo alle ore 8,00, 10,00 e 11,30 e con la messa solenne alle ore 18,00 nella Cattedrale di San Lorenzo, celebrata da S.E. il Cardinale Gualtiero Bassetti, alla presenza dei vescovi umbri, delle autorità e dei parroci della diocesi.

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