SAKAMOTO, SPOLETO HA DETTO ‘NO’ AL CELEBRE COMPOSITORE PER IL CONCERTO DI BENEFICENZA PER IL GIAPPONE - Tuttoggi.info

SAKAMOTO, SPOLETO HA DETTO ‘NO’ AL CELEBRE COMPOSITORE PER IL CONCERTO DI BENEFICENZA PER IL GIAPPONE

Redazione

SAKAMOTO, SPOLETO HA DETTO ‘NO’ AL CELEBRE COMPOSITORE PER IL CONCERTO DI BENEFICENZA PER IL GIAPPONE

Ven, 20/05/2011 - 00:19

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Carlo Vantaggioli

E poi dicono che uno s’arrabbia. TO® aveva dato qualche giorno fa l’anticipazione sull’importante concerto di musica contemporanea di Ryuichi Sakamoto, insieme al performer multimediale Alva Noto, al Teatro Morlacchi di Perugia e che si è concluso poco fa (ieri sera per chi legge, n.d.r.). Il concerto, organizzato dalla Dancity di Foligno con la Musicalbox Eventi di Perugia, è stato ideato per raccogliere fondi a favore dei bambini orfani di Sendai, una delle province più devastate dal recente terremoto in Giappone, attraverso l'organizzazione Red Dot Relief.
Parlare del valore musicale e culturale di questo evento è persino sciocco: esistono molti video scaricabili da Youtube dove si può capire il tipo di percorso artistico che da qualche anno a questa parte i due musicisti stanno percorrendo insieme. Il lunghissimo curriculum di Ryuichi Sakamoto poi, a partire dalla Yellow Magic Orchestra, sino alla conquista del premio Oscar con la colonna sonora per il film di Bernardo Bertolucci “L’ultimo Imperatore”, racconta solo in minima parte il valore sperimentale e compositivo di questo artista che conta miriadi di estimatori in tutto il mondo.

Questa introduzione serve per capire meglio che razza di frescaccia è stata compiuta un mesetto fa a Spoleto – ma la notizia è trapelata solo nel pomeriggio – allorquando gli animatori dell’associazione Dancity, insieme agli spoletini della Acme Produzioni, avevano proposto in anteprima l’evento al Comune di Spoleto, segnatamente ai responsabili dell’Ufficio cultura. Costo dell’operazione, quasi niente: Sakamoto e Noto avrebbero suonato gratis (leggi “no cachet”) visto lo scopo solidaristico. L’unico costo vivo sarebbe stato il rimborso spese dei due artisti (vitto, alloggio e trasferimenti), il noleggio del Teatro Gian Carlo Menotti e un service audio video. A conti fatti poco più di 7mila euro, che per il valore artistico dell’evento, unico in Italia, il sicuro richiamo del nome di Sakamoto, ma anche gli stretti rapporti culturali di Spoleto con il Giappone (vedi le tourneè del Teatro Lirico Sperimentale) poteva considerarsi “na caccola”. Due o tre giorni di “mumble mumble”, come fa Paperino quando rimugina, ed eccoti la rispostina degli alti burocrati spoletini: “…ma lasciamo perdere, va”.
Ma si, lasciamo perdere, che di proposte ce ne fanno a iosa, eppoi vuoi mettere, Spoleto è una città profumata al Fabergè, “non deve chiedere mai”, tutto gli viene per concessione divina.
Siamo pieni di titolatissimi Cav. C., cavalieri della cultura che fondano Fondazioni, Dj colorati di strada, pardon da marciapiede, che suonano lo “zumpa zumpa” fino a notte fonda, artisti contemporanei che ci abbelliscono la città con i canestri da basket senza considerare che, quando proprio ci va maluccio, possiamo sempre contare sulle bare griffate.
Così, fatto un passo indietro dalla Acme, l’operazione Sakamoto prende il largo e finisce nelle mani di uno che di musica ne mastica da qualche annetto e capisce al volo di che si sta parlando, tal Sergio Piazzoli di MusicalBox Eventi, il quale con i ragazzi di Dancity si dà da fare e piazza la cosa al Teatro Morlacchi in meno di 36 ore. E per non farsi mancare nulla, a Perugia si organizza anche una “lectura Dantis” con lo scrittore Vittorio Sermonti, in contemporanea con il concerto, al Teatro Pavone. Inutile dire che il botteghino ha segnato il tutto esaurito.
Che magnifica serata di spettacolo sarebbe stata per Spoleto. Quella Spoleto del Teatro Lirico Sperimentale che viene pagato dai migliori teatri giapponesi per andare a diffondere nella terra del Sol Levante la passione del bel canto. Ma anche la Spoleto che 30 anni fa ospitò durante il Festival del 1980, primo in Italia come sempre, una memorabile edizione di Directions to Servants, tutta prodotta da una compagnia giapponese e che rimase famosa per alcune scene di nudo sul palcoscenico. Per giungere allo scorso anno quando la straordinaria “Gogo No Eiko” firmata da Giorgio Ferrara per l’apertura del Festival dei 2 Mondi, doveva servire anche a rinsaldare i rapporti con il Giappone.
Legami che esistono ma che sono finiti nell’oblio di quei protagonisti amministrativi che sembrano decidere sulla scorta del proprio bagaglio culturale. Che a pensarci bene più che di bagaglio sarebbe il caso di parlare di “sportina”: che abbiano scambiato il celebre Sakamoto per un fumetto di Masashi Kishimoto, l’autore di Naruto? o per l’amico di Mototopo ed Autogatto? o per un protagonista della Moto Gp tipo “Ho Fuso Lamoto”?
E’ probabile che all’ufficio cultura occorra una seria rieducazione, una full immersion, almeno in campo musicale e non solo in quello.
Ciò che più stupisce nell’affaire Sakamoto, è l’assenza sulla scena del delitto del numero uno della cultura spoletina, l’assessore Vincenzo Cerami, che da artista con trascorsi di premio Oscar (solo sfiorato), non ha espresso sul tema nemmeno un avverbio, nemmanco “pensieri, parole, opere e omissioni…”, almeno da poter fare il mea culpa come si conviene subito dopo. Sembra che nell'ufficio del sindaco Benedetti, che ha scoperto la cosa solo domenica scorsa, si senta da giorni a tutto volume il pezzo struggente di Forbidden Color (guarda il video), che Sakamoto ha scritto per David Sylvian. Dicono che il primo cittadino lo ascolti disteso su un divanetto mentre lancia freccette a due immaginette messe ad altezza uomo sulla parete: pare siano quelle del dirigente e della funzionaria-Apo, quelli che hanno prodotto all'amministrazione comunale, con la loro scelta, una discreta… come dire…ah sì, figura di merda!
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