Sul caso delle reliquie di Carlo Acutis (ma anche di altri santi) vendute sul web, il vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino, ha sporto denuncia contro ignoti.
L’esposto è stato già trasmesso alla Procura di Perugia guidata da Raffaele Cantone che ha subito avviato gli accertamenti. Ha riguardato in particolare i capelli del giovane milanese (le cui spoglie sono custodite ad Assisi, nel santuario della Spoliazione) per i quali è già stato superato il prezzo di 2mila euro, autenticati dalla Postulazione, messi in vendita da un soggetto coperto da un nick name.
“Ne abbiamo chiesto il sequestro” ha spiegato monsignor Sorrentino. “Non sappiamo se le reliquie siano vere o false – ha aggiunto – ma se fosse anche tutto inventato, se ci fosse l’inganno, saremmo in presenza, oltre che di una truffa, anche di una ingiuria al sentimento religioso”.
La denuncia si è concentrata su una reliquia ma sul web – in base a quanto ha verificato la Diocesi di Assisi-Nocera-Gualdo – ne circolerebbero anche altre attribuite sempre a Carlo Acutis. “Su internet – ha spiegato il vescovo – c’è un mercatino di reliquie che riguarda vari santi, come il nostro Francesco, con tanto di prezziario. Una cosa impossibile da accettare”. Il presule ha spiegato che il Diritto canonico non ammette questo commercio. Le reliquie vengono infatti date attraverso i vescovi gratuitamente. Al massimo si fanno offerte al santuario dal quale provengono. E’ una prassi che risale ai primi secoli della nostra storia”.
Dell’asta che sta riguardando le reliquie si Carlo Acutis, il vescovo ha parlato di “grande offesa al sentimento religioso”. Prima della canonizzazione la famiglia ha donato alla Diocesi di Assisi il corpo dello studente lombardo morto quindicenne di leucemia fulminante, diventato un modello di vita cristiana per tanti giovani fedeli oltre che una sorta di “patrono di internet”, beatificato il 10 ottobre 2020. In vista della sua canonizzazione se ne sta occupando anche la Postulazione che promuove la causa. “Dopo che abbiamo verificato l’asta su Internet – ha detto monsignor Sorrentino – abbiamo deciso di sporgere denuncia. A cosa può portare l’idolo denaro… ho timore che ci sia lo zampino di Satana”