Regole della Movida, secondo Schiarea occorre regolare senza reprimere

Regole della Movida, secondo Schiarea occorre regolare senza reprimere

Il capogruppo di Movimento per Foligno interviene nel dibattito sui nuovi provvedimenti

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Un conto è dare delle regole per garantire una pacifica e legittima convivenza tra residenti ed attività commerciali, altro limitare la libera iniziativa privata. La situazione del centro storico, e della Movida, ha portato Foligno ad un centro attrattivo per i giovani, offrendo una grande quantità di locali e ristoranti, che anche per la loro qualità, stanno riscuotendo grande successo. Molte di queste attività sono state create da giovani, che hanno deciso di investire, in un momento economicamente difficile come questo. Di pari passo, è sorta nel tempo la necessità di regolare la Movida per il giusto e legittimo interesse dei residenti del centro, di non subire rumori fino a tarda notte. Quindi- scrive in una nota stampa Lorenzo Schiare, capogruppo del Movimento per Foligno – ritengo che sia doveroso normare questa situazione, come l’orario, il limite di decibel e i varchi elettronici”.
“Non dobbiamo cadere nell’errore di andare ad incidere nella libera attività dei commercianti – sottolinea Schiarea – sono dell’opinione che limitare la possibilità agli esercenti di organizzare eventi all’interno o esterno dei locali, contemporaneamente in un raggio di 150 metri, quando sappiamo che molte attività si concentrano in via Gramsci e le piazze adiacenti, o “fare a gara” per arrivare primo ed aggiudicarsi l’autorizzazione per un determinato giorno, con il limite generale di poter organizzare quindici eventi l’anno ciascuno, sia fuori da una visione di crescita ed investimento – rileva – per un settore che sta dando a Foligno una visibilità, che negli anni passati era impossibile pensare. Un conto è la necessaria e giusta azione di dare delle regole affinché ci sia la giusta convivenza tra residenti ed esercenti – conclude il capogruppo di Movimento per Foligno – un conto andare ad incidere nella libera iniziativa dell’attività privata, aumentando quell’impianto burocratico che soffoca la nostra economia.”

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