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REFERENDUM, I RISULTATI COMMENTATI SU TO® DAI CAPIGRUPPO NEL CONSIGLIO COMUNALE DI FOLIGNO

Redazione

REFERENDUM, I RISULTATI COMMENTATI SU TO® DAI CAPIGRUPPO NEL CONSIGLIO COMUNALE DI FOLIGNO

Mer, 15/06/2011 - 11:15

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E alla fine ha vinto il “sì”. A stabilirlo il 57,04, 57,05, 57,01 e 57 per cento degli elettori italiani che, rispettivamente nel primo, secondo, terzo e quarto quesito del referendum abrogativo del 12 e 13 giugno hanno scelto di invalidare le attuali norme sui servizi idrici, l’energia nucleare e il legittimo impedimento. Se in Italia l’affluenza media degli elettori recatisi alle urne è del 57,02 per cento e in Umbria del 59,20 per cento, la città di Foligno ha risposto con un 58,50 per cento di afflusso alle urne per tutti e quattro i quesiti. Nello specifico, sono 25.392 i folignati che hanno votato per il primo quesito (23.867 sì e 1.137 no), 25.394 per il secondo quesito (24.047 sì e 1.013 no), 25.371 per il terzo quesito (23.680 sì e 1.405 no) e 25.376 per il quarto quesito (23.727 sì e 1291 no). Prima della votazione e in vista della stessa, TuttOggi.info aveva chiesto ad alcuni capigruppo in consiglio comunale la loro posizione (ed eventuali indicazioni di voto) in merito ai 4 referendum abrogativi. Oggi, alla luce dei risultati, li abbiamo risentiti per un commento: come hanno preso il risultato? Se lo aspettavano? Ecco cosa hanno risposto.
Per Giovanni Patriarchi del Pd il risultato delle votazioni è stato, “Una soddisfazione grande. Altrettanto grande è stata la partecipazione dei cittadini che hanno finalmente scelto di andare a votare per un referendum, un elemento, questo, di democrazia e partecipazione importante. È chiaro dunque che gli italiani vogliono prendere parte alla vita pubblica. Siamo soddisfatti soprattutto alla luce dei risultati ottenuti – che sono andati oltre le nostre aspettative – perché sono quelli che auspicavamo. Gli stessi danno indicazioni chiare, che credo vadano tenute conto, su importanti linee guida del programma di Silvio Berlusconi. Ora questa scelta responsabilizza chi governa e chi, a livello nazionale, fa opposizione. Il centrosinistra deve responsabilizzarsi per diventare un’alternativa vera che tenga conto di questo riavvicinamento dei cittadini con politiche tese al comune e non agli interessi personali con leggi ad personam, come ha fatto il centrodestra”.

“Uno straordinario risultato che conferma che in questo paese è cambiato il vento” ha invece affermato a TO® Ivano Bruschi di Sinistra Ecologia Libertà. “Un risultato che più contro Berlusconi è contro il berlusconismo. Questo attacco diretto ai beni comuni, che almeno per i prossimi 20 anni è stato arginato, come l’invito a non andare a votare, è stato l’ennesimo boomerang contro il presidente del consiglio. Ma la stragrande maggioranza degli italiani non è suscettibile ai suoi umori”. “Una grande e bella soddisfazione” è stata anche per Alessandro Pacini, capogruppo in consiglio comunale di Rifondazione Comunisti Italiani, “che fin da subito è stata dentro al movimento per il sì quando tutti ci ignoravano. Abbiamo combattuto contro l’affondamento del referendum e siamo riusciti a mandare la gente al voto. La cosa nuova di queste votazioni è che la tv è stata battuta da internet: questo significa che c’è una società civile che si informa. La sconfitta di Berlusconi è stata dunque doppia: una di tipo politica e l’altra di tipo mediatica. Berlusconi non ha potuto controllare la rivoluzione della rete. Ora, i risultati del referendum ci danno più giustizia ed equità, ci dicono che l’acqua non può essere trattata con le regole del profitto. Noi, poi, sono 15 anni che stiamo combattendo contro il nucleare. Ora l’Italia si allinea al mondo per le rinnovabili, ma questo non significa che la ricerca sul nucleare debba fermarsi, anzi. In più, questo referendum non è stato solo per noi, ma anche per i nostri figli. È stato commovente vedere come uomini e donne di 90 anni, col bastone e col loro senso di democrazia, si sono recati alle urne a votare. Quelli che sono mancati un po’ all’appello sono invece i diciottenni figli del Grande Fratello. Ma anche i giovani hanno risposto”.
Stefania Filipponi di Impegno Civile non si sbilancia invece sul risultato. “Come lista civica siamo trasversali ed evitiamo di prendere posizioni su questioni di linee generali” ha affermato il capogruppo. “Tra di noi, ad esempio, c’è chi non è andato a votare e chi è andato e ha scelto il sì. Posso invece dire che il referendum è uno strumento di democrazia e come tale è giusto e positivo che i cittadini si esprimano su questioni che ritengono importanti e che li riguardano in prima persona”.

È un po’ quello che crede anche Massimo Metelli di Udc. “Quando ci sono quesiti che interessano la gente perché riguardano le problematiche e le questioni del Paese, la gente risponde”. Il capogruppo, però, si sbilancia. “Mi aspettavo questo risultato per due motivi: il primo è che questi quesiti sono in un contesto di crisi. Il secondo è che è stato un referendum nei confronti del governo. Un voto di protesta. L’attenzione deve però andare sul dato concreto e cioè che ci sono dei problemi che interessano alle persone. È dal 2008 che Udc ha scelto di non entrare in un partito contenitore ma di rimanere soli privilegiando risposte a determinate idee. Non abbiamo fatto la scelta dei numeri delle poltrone ma quella dei problemi e il referendum risponde a questa logica”.
Sul fronte del centrodestra, nello specifico per Riccardo Meloni del Pdl, quello del referendum è “un risultato frutto della libera scelta dei cittadini che vogliono tornare a dire la loro. Lo slancio è venuto soprattutto dal nucleare, che ha fatto raggiungere il quorum. È evidente che alcuni voti sono stati contro il governo visto che i referendum sono abrogativi e vengono fatti quando non piace una legge. Ora il governo deve prenderne atto, fare delle correzioni e riprendere lo slancio dell’inizio della legislatura. È necessario ridare forza”.

Infine, per Daniele Mantucci di Rinnovamento, leader del centrodestra folignate, “bisogna prendere atto del risultato del referendum e darne immediata attuazione, anche perché riguarda da vicino anche il comune di Foligno. Rapida deve dunque essere l’effettuazione della modifica per rispetto della scelta dei cittadini e per evitare il disordine. La confusione è sempre negativa, è un fatto lesivo per il valore democratico del referendum. Se ciò non avvenisse dobbiamo pensare che il referendum non sia stato promosso per leggi non condivise, ma per speculazione sulla politica del governo. Se è per migliorare i servizi allora siamo d’accordo. Se mi sorprende il quorum raggiunto? No, i sondaggi già lo annunciavano e comunque è stato un quorum di misura, con un margine del 7 per cento. Un risultato dunque non straripante e non del tutto sorprendente. Ora chiediamo l’attuazione”.

(Elisa Panetto)

© Riproduzione riservata

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