di Gianmarco Profili (*)
“Il nuovo Piano Regolatore approvato definitivamente nell'autunno del 2008, cosi come il pagamento dell'ICI sui terreni di nuova edificabilità, sono stati oggetto di dibattito durante la campagna elettorale. Secondo me il nuovo PRG, sarebbe dovuto essere dimensionato e basato sul reale andamento demografico della popolazione residente: i piani comunali non possono essere “lievitati”, ossia basati su previsioni decennali di crescita demografica al di fuori della realtà e sovradimensionati. Il nuovo Piano si sarebbe dovuto attenere ad una crescita demografica attendibile, in questo modo le nuove urbanizzazioni sarebbero state contenute, nonché le opere pubbliche sarebbero state realizzate e non troppo spesso come accade, disegnate promesse ma mai eseguite. Le campagne elettorali finiscono, i cittadini democraticamente hanno stabilito vinti e vincitori. A tutti noi che siamo stati rieletti, nel rispetto dei ruoli, corre l'obbligo di dare continuità all'azione cominciata nella precedente amministrazione e rispettare gli impegni presi con gli elettori durante la campagna elettorale. L'invio di avvisi di pagamento sulle aree rese edificabili dal nuovo PRG è stato oggetto in passato di miei numerosi interventi tesi a chiarire i molteplici aspetti di una materia tanto complicata e su cui è stata fatta un po'di chiarezza solo dopo circa quindici sentenze della Cassazione e dopo il Decreto Bersani. La chiarezza si intende esclusivamente per il fatto che è stato stabilito in modo inequivocabile che i proprietari di un terreno devono pagare un valore diverso rispetto a quello per i terreni agricoli, dal momento che venga approvato anche il primo atto del lungo iter del Piano Regolatore. La giurisprudenza stabilisce pure che, se è vero che non può essere applicato il valore del reddito domenicale, non può altresì essere applicato, per il pagamento dell'ICI, il valore di une terreno edificabile fino a quando non è esigibile la reale edificabiltà. Su questo aspetto verteva l'Ordine del Giorno del novembre del 2008 da me presentato, e nonostante il Consiglio Comunale con votazione palese a maggioranza lo abbia respinto, la Giunta è stata comunque costretta ad annullare circa 200 (duecento) avvisi di pagamento impegnandosi, in occasione del Consiglio Comunale, a rivedere in riduzione il Piano Regolatore per accogliere le domande di coloro che volevano classificare come agricolo il loro terreno. Per dovere cronaca in seno alla commissione urbanistica venne fatta una discutibile proposta alla quale, però, non è stato dato seguito perché l'allora maggioranza rifiutò tale proposta. Un breve inciso deve essere fatto per quelle aree definite “perequative” per le quali ad oggi il diritto di edificabiltà non è reale. E' notizia di questi giorni, che la costituzione della commissione di tecnici mista pubblico-privata, voluta dalla precedente amministrazione per facilitare la costituzione dei consorzi inizierà i lavori nei primi giorni di Novembre. Passo questo indispensabile perché possa essere dato inizio alla presentazione di un progetto edilizio complessivo per quelle aree. Di seguito vengono riportate le richieste che vengono fatte al Sindaco, con il nuovo Ordine del Giorno da me presentato e firmato anche da tutti i capogruppo dell'opposizione:
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Una variante in riduzione del P.R.G. per accogliere le richieste di coloro che hanno chiesto e chiederanno di classificare i propri terreni da edificabile ad agricoli, visto le difficoltà sia di edificare, sia di pagare l'ICI;
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Per gli anni che vanno dal 2004 al 2008, far pagare il 7 per mille di una cifra poco superiore del valore venale di un terreno agricolo e non, come ha fatto la precedente Amministrazione, la cifra minore per le macrozone edificabili;
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Per le zone perequative fino a quando non partiranno i consorzi e quindi la edificabilità dei terreni non sarà esigibile, il pagamento sarà ridotto al 7 per mille di una cifra poco superiore al valore venale di un terreno agricolo;
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Per quelle aree da subito edificabili, ma che il mercato edilizio colpito da una profonda crisi non richiede, di predisporre una nuova forma di pagamento e cioè:
Pagheranno una quota fissa pari a circa il 60% del dovuto, tutti gli anni fino a quando non presenteranno un progetto mentre la parte restante, moltiplicata per gli anni che vanno dal 2008, anno di approvazione del PRG, a quando presenteranno il progetto, sarà pagato in un'unica soluzione. Auspichiamo che i soldi risparmiati in un primo momento per l'ICI servano per presentare nuovi progetti in maniera da rimettere in moto l'edilizia e conseguentemente l'economia.”
(*) Consigliere comunale di Spoleto- Gruppo Misto