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PROVINCIA, MOZIONE CONSILIARE PER NON CANCELLARE LA REALTA' DEI CONSORZI DI BONIFICA

Redazione

PROVINCIA, MOZIONE CONSILIARE PER NON CANCELLARE LA REALTA' DEI CONSORZI DI BONIFICA

Ven, 11/02/2011 - 12:16

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Lo scorso 27 gennaio, di concerto con il Consigliere e Sindaco di Bevagna Bastioli, è stata presentata una mozione con la proposta di modifica dell' art. 22 c.l, lett.D del DLR sulla Riforma del sistema endoregionale. Nello specifico l'atto consiliare impegna il Presidente e la Giunta Provinciale a farsi promotori di una iniziativa nei confronti della Giunta Marini, affinché nella riforma non venga cancellata la realtà dei Consorzi di Bonifica, o quantomeno, che si inseriscano dei criteri oggettivi di valutazione che determinino, come nel caso del Consorzio della Bonificazione Umbra di Spoleto (un consorzio che ha sempre operato con grandi sinergie con le istituzioni locali, con grandi benefici per il territorio e che ha saputo rappresentare un esempio virtuoso di trasparenza e servizi per i cittadini), la reale qualità dei servizi offerti dagli Enti che si vuole sopprimere, al fine di una scelta razionale, efficace e non dettata da esigenze di taglio indiscriminate e tout court. Tutto questo reputando ovviamente necessaria una razionalizzazione degli enti e di conseguenza della spesa pubblica nella gestione del bene comune regionale.

Questo il testo completo della mozione:

“Premesso che è attualmente in discussione presso il consiglio regionale dell'Umbria il Disegno di legge “Disciplina dell'esercizio associato delle funzioni comunali. Soppressione delle Comunità montane e istituzione dell'Agenzia forestale regionale. Conseguenti modifiche normative”; che l'art.22 del Disegno di legge in questione alla lettera d, affida alla costituenda Agenzia forestale regionale, “l'esercizio delle funzioni in materia di bonifica, come disciplinate nella l.r. 23 dicembre 2004, n. 30; che tale dispositivo va a rettificare una precedente versione del Disegno di Legge del 24 novembre u.s., nel quale veniva specificato che tale esercizio delle funzioni in materia di bonifica operava “nei comprensori di bonifica ove non operano i consorzi di bonifica, compresa l'emissione dei ruoli per il recupero delle spese inerenti i servizi prestati”. Visto che l'attuale versione del Disegno di legge va di fatto a svuotare di qualsiasi funzione i consorzi di bonifica attualmente presenti, come ad esempio il Consorzio della Bonificazione Umbra con sede a Spoleto; che tale Consorzio, per il ruolo che ha svolto e continua a svolgere in un vasto territorio regionale, rappresenta un fondamentale soggetto nelle politiche di tutela del territorio e dell'ambiente, con particolare riferimento alle risorse idriche anche per la trasformazione ed il miglioramento degli ordinamenti produttivi; Considerato che la riforma endoregionale così come attualmente proposta, cancellerebbe di fatto il Consorzio della Bonificazione Umbra, un consorzio che ha sempre operato con grandi sinergie con le istituzioni locali, con grandi benefici per il territorio e che ha saputo rappresentare un esempio virtuoso di trasparenza e servizi per i cittadini; che, pur reputando necessaria una razionalizzazione degli enti e di conseguenza della spesa pubblica nella gestione del bene comune regionale, si ritiene che quest'opera di razionalizzazione segua un criterio di reale necessità, non colpendo indiscriminatamente anche quegli enti che invece operano in maniera virtuosa, corretta e con reali benefici per la cittadinanza. Per tutto ciò detto in premessa il Consiglio Provinciale di Perugia impegna il Presidente e la Giunta Provinciale a farsi promotore di una iniziativa nei confronti della Giunta Regionale, affinché nel Disegno di Legge sulla riforma endoregionale non venga cancellata la realtà dei Consorzi di Bonifica così come prospettata dall'art 22 – c. 1, lett. d, quantomeno, che si inseriscano dei criteri oggettivi di valutazione che determinino, caso per caso, la reale qualità dei servizi offerti dagli Enti che si vuole sopprimere, al fine di una scelta razionale, efficace e non dettata da esigenze di taglio indiscriminate e tout court”.


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