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Primo Maggio a Perugia – Angeletti, Bonanni e Camusso: “Per la questione lavoro non c'è più tempo, agire ora”

Redazione

Primo Maggio a Perugia – Angeletti, Bonanni e Camusso: “Per la questione lavoro non c'è più tempo, agire ora”

Gio, 02/05/2013 - 02:07

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Sara Cipriani

“Ciao Margherita, ciao Daniela, ci vediamo domani”, è iniziato con il ricordo di un saluto l'intervento di Elisabetta Mancini, collega delle due dipendenti della Regione Umbria uccise lo scorso 6 Marzo, nel loro ufficio a Palazzo del Broletto. Il primo Maggio, giorno dei lavoratori, quest'anno è dedicato a loro, al loro sacrificio, alla questione dell'impiego così controversa e difficile tanto per chi ce l'ha e per chi non ce l'ha. Elisabetta, con evidente emozione, ma con grande forza, è riuscita a ricordare le due colleghe alla folla che riempiva Piazza VI Novembre, questa mattina, “per non dimenticare”. Sulla piazza il grande palco, le bandiere, i palloni, i simboli di una festa che ben poco ha da celebrare.

La giornata era iniziata puntuale alle 10:00 in piazza Partigiani dove si erano raccolti i lavoratori e i pensionati delle tre maggiori sigle sindacali italiane, ora “consorziate” in un nuovo mutuo sodalizio che dovrebbe aiutare a traghettare il mondo del lavoro verso sponde più sicure e fertili. Il corteo, affollato ma non sicuramente delle 10.000 persone attese, risale ordinato aperto dalla banda di San Sisto. in testa alla marcia i tre segretari nazionali di CGIL, CISL e UIL assediati dai giornalisti. A seguire politici e sindaci umbri, i segretari regionali, i gonfaloni a testimoniare il sostegno alla manifestazione: Terni, Spoleto, Foligno, Castigion del Lago, Pietralunga, Campello sul Clitunno, Marsciano, Todi, Paciano, Umbertide.

Le foto del corteo e del palco

Ad aprire gli interventi istituzionali è il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali: “Oggi è una giornata non rituale. E' una giornata che conserva tutti i tradizionali contenuti del Primo Maggio legati alla storia del lavoro, ma che assume unsignificato speciale perchè il Primo Maggio 2013 può e deve segnare una svolta in questa Italia ferita. Un'Italia lacerata da una crisi che crea un disagio profondo e diffuso, che talvolta sconfina nei territori bui della disperazione. Il Primo Maggio è la festa dei lavoratori, ma dalla festa non può restare fuori la preoccupazione, l'allarme per i vistosi segnali di cedimento del tessuto sociale. L'Italia non puo'' prendere questa strada. Dignità del lavoro, sicurezza, occupazione, sviluppo, diritti: non si esce dalla crisi profonda che viviamo, se non si restituisce al lavoro la centralità fissata dalla stessa Costituzione repubblicana. Occorrono, però politiche incisive e finalmente concrete, perchè crescita fino ad oggi è stata solo una parola senza contenuti”. Il Sindaco ha anche richiamato ad una maggior coesione del territorio regionale, ricordando: “Il Primo Maggio a Perugia ha anche un forte valore simbolico. L'Umbria e Perugia hanno pagato un prezzo alto alla crisi, ed i dati dell'occupazione, del numero dei cassintegrati, delle difficoltà e delle chiusuredelle aziende, di arretramento dei consumi, solo per richiamare alcune voci, sono drammaticamente eloquenti. Il Primo Maggio è l'occasione per gridare forte, tutti, che occorre una inversione di tendenza''.

A seguire, incalzanti, i tre interventi dei segretari generali:

Luigi Angeletti – UIL: “E' una festa amara che festeggiamo oggi tra problemi e alcune gravi tragedie. Abbiamo scelto perugia per ricordare due lavoratrici vittime di una atto criminale e folle, che hanno perso la vita lavorando, evento tragicamente significativo e emblematico di un male oscuro che pervade il nostro paese: abbiamo dimenticato che tutta la qualità della nostra vita dipende dal lavoro e questo è stato offuscato. La priorità del Paese è creare posti di lavoro, riducendo le tasse: non e' l'unica soluzione, ma e' quella che abbiamo a disposizione oggi. La disoccupazione e' una vera tragedia, la gente ha sempre meno soldi in tasca”. Queste le parole di Angeletti che sollecità il nuovo governo a “rispettare i patti cominciando a risolvere il problema delle risorse per la cassa integrazione in deroga e per gli esodati. Ogni euro disponibile va destinato a queste priorità”.

Raffaele Bonanni – CISL: “Occorre un impegno straordinario e da parte di tutti per difendere l'occupazione e frenare la disoccupazione” questo il cuore del discorso del segretario CISL, che pone l'accento sulla priorità del lavoro e sulla urgenza di abbassare le tasse sui lavoratori dipendenti, i pensionati e le imprese che investono ed assumono. ''Il nostro impegno e' chiamare tutti i lavoratori a raccolta per affrontare con coraggio una situazione che non si affronta con scaricabarili. Chiediamo all'Italia, alla classe politica di cambiare, di non dedicarsi ai litigi ma di occuparsi dei fondamentali dell'economia, delle questioni concrete. Il governo deve avere il coraggio di cooperare con i poteri locali e le parti sociali. L'Italia si salva se tutti la salviamo. Basta a litigi e furbizie, l'Italia deve essere percossa da uno spirito nuovo di servizio. Il servizio è potere.” Così Bonanni richiamando, in chiusura, le parole di Papa Francesco.

Susanna Camusso – CGIL: “Senza lavoro il Paese muore e questo Paese non puo' morire” è il grido di accorato del segretario della CGIL. Molti i punti toccati, nel crescendo del discorso: stabilità del lavoro, coesione sociale, IMU “Pensiamo sia necessario che si esentino dall'Imu i possessori di una sola casa che ha un valore relativo. E che non si faccia, invece, un intervento nè di riduzione nè di eliminazione generica su tutte le prime case, perchè questo ancora una volta si tradurrebbe nel 'chi più ha paga meno tasse e chi meno ha ne paga di più'”, scuola “ripartire dalla formazione pubblica, nazionale, laica, perchè ogni ragazzo che abbandona la scuola è una ferita per il paese”, governo “dal governo Letta abbiamo ascoltato la necessita' di ripartire dal lavoro, ma i titoli non bastano, non bastano annunci e promesse. Ci sono stati sei anni di promesse e di provvedimenti opposti. Ora bisogna fare i provvedimenti giusti” e riunificazione del mondo del lavoro “non vogliamo più dividerci, vogliamo riconoscerci e rispettarci. La rottura sindacale e' aumentata quando si è pensato che eravamo tutti contro tutti, che c'era il nemico. Ora bisogna dare risposte al lavoro, dare certezze ai giovani, pagare gli ammortizzatori sociali, ripartire dalla solidarietà”.

Un passaggio sulle grandi questioni economiche ancora irrisolte in Umbria è stato fatto dai segretari Bonanni e Camusso, che hanno citato Basell e Thyssen Krupp.

Poco prima dell'ora di pranzo gli interventi terminano, i tre segretari si portano in visita alle famiglie delle vittime del Broletto, i sostenitori – molti i pensionati, pochi, si presume, i lavoratori – e qualche fischietto contestatore si disperdono. Le parole e i buoni propositi restano fermi a mezz'aria, in attesa trasformarsi prima o poi in realtà o magari in lavoro.

Riprese di Leonardo Perini

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