Prima vittoria dei ciclisti "lumaca" (loro malgrado): via il limite dei 5 km/h

Prima vittoria dei ciclisti “lumaca” (loro malgrado): via il limite dei 5 km/h

Redazione

Prima vittoria dei ciclisti “lumaca” (loro malgrado): via il limite dei 5 km/h

Mer, 12/05/2021 - 20:03

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Il Tar ha sospeso in via cautelare l'efficacia dell'ordinanza con la quale la Provincia di Perugia fissava limiti di 5 km/h su diversi tratti di strada

Prima vittoria dei ciclisti “lumaca” (loro malgrado) del Perugino. Il Tar ha sospeso in via cautelare l’efficacia dell’ordinanza della Provincia di Perugia n. 15/2021 con la quale si fissava il limite di velocità a 5 km/h in bicicletta su circa 125 km di strade. L’istanza era stata presentata da Fiab Perugia Pedala Aps e Fiab Amici della Bicicletta Marsciano, attraverso l’avvocato Alessandra Bircolotti, legale delle due associazioni, la quale aveva ben evidenziato nel ricorso come tale ordinanza non rispondesse ad alcuna oggettiva necessità e la non fondatezza delle motivazioni addotte dalla Provincia di Perugia.

I giudici hanno ravvisato come il provvedimento in esame appaia a prima vista irragionevole e sproporzionato, poiché impone ai ciclisti di mantenere, anche nei tratti di strada non particolarmente deformati, una velocità tale da non poter condurre agevolmente il mezzo in condizioni di sicurezza.

In attesa dell’udienza di merito, fissata per il 26 ottobre, i cartelli vanno dunque rimossi (o comunque oscurati). Sempre che nel frattempo la stessa Provincia non decida di rimuovere quei limiti posti su decine di chilometri di strade, alcune delle quali con asfalto rifatto di recente.

Un pronunciamento, quello del Tar, che arriva a pochi giorni dall’arrivo in Umbria e a Perugia dei corridori del Giro d’Italia. Un accostamento, quello tra l’arrivo dei velocisti delle due ruote a pedale e i limiti “lumaca” sul quale molto si era ironizzato.

Giro d’Italia nella Perugia
dove in bici si va a 5 km/h

Quell’assurda ordinanza

I presidenti delle due associazioni, Paolo Festi e Micaela Doretto, ricordano che le segnalazioni relativamente a quelle strade da parte di alcuni utenti e di alcuni Comuni riguardano per lo più generica presenza di buche e danni arrecati agli automezzi. Nessun reclamo da parte di ciclisti, nessun incidente che li ha visti coinvolti negli ultimi 4 anni, nessun riscontro per il quale una così drastica limitazione di velocità dovrebbe portare alla soluzione dei problemi lamentati o a un miglioramento generale della sicurezza stradale.

La scorciatoia contro i risarcimenti

“La verità – attaccano – è che la Provincia di Perugia cercava solo di tutelarsi da eventuali richieste di risarcimento in caso di gravi lesioni che dovesse subire chi va in bicicletta in seguito a una caduta dovuta alle cattive condizioni stradali”.

Tanto più che già esistono i normali segnali di pericolo per avvertire della presenza di avvallamenti o dissesti stradali.

Tra l’altro, rispettare un limite di soli 5 km/h a lungo risulta praticamente impossibile e pericoloso per i ciclisti stessi su strade transitate da altri mezzi. Insomma, un provvedimento che finiva per scoraggiare l’uso della bicicletta su tanti km di strada.

Bacchettata alle istituzioni

Festi e Doretto lamentano il fatto di non aver potuto avere un dialogo con la Provincia, nonostante le loro richieste in tal senso. Cosa che ha costretto le due associazioni a rivolgersi al Tar. Senza il sostegno, evidenziano, delle altre istituzioni locali.

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