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Presidenti assemblee regionali “Regioni mantengano loro ruolo su ricostruzione”

Redazione

Presidenti assemblee regionali “Regioni mantengano loro ruolo su ricostruzione”

La Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome riunita a Reggio Calabria approva risoluzione contro il declassamento del ruolo delle Regioni del centro Italia contenuto nel decreto Emergenze
Lun, 29/10/2018 - 16:16

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Presidenti assemblee regionali “Regioni mantengano loro ruolo su ricostruzione”

Sulla ricostruzione del centro Italia post sisma del 2016 no al declassamento dei presidenti delle quattro Regioni interessate. E’ quanto chiede la Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome riunita in assemblea plenaria oggi a Reggio Calabria che ha approvato una risoluzione contro quanto contenuto nel decreto Emergenze, vale a dire il solo potere consultivo di Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio in merito alle ordinanze del nuovo commissario straordinario per la ricostruzione, Farabollini.

Questo il testo della risoluzione approvata dai presidenti dei Consigli regionali (per l’Umbria c’era Donatella Porzi).

“Premesso che in fase di conversione del decreto legge 28 settembre 2018 n. 109, c.d. decreto Genova, nel corso dell’esame della competente commissione alla Camera dei Deputati è stato approvato un emendamento all’art. 37, relativo a misure per gli eventi sismici verificatisi in Italia centrale negli anni 2016 e 2017 con cui ‘l’intesa’, attualmente prevista  per l’emanazione di ordinanze tra il Commissario straordinario ed i presidenti delle Regioni interessate nell’ambito della cabina di coordinamento, è stata sostituita con la necessità che i presidenti delle Regioni siano solo ‘sentiti’;

premesso che tale disposizione ha tolto ai presidenti delle Regioni, subcommissari al terremoto, il potere di condivisione sui decreti commissariali, declassando la loro funzione a un ruolo ‘consultivo’;

ritenuto che sia necessario mantenere l’intesa con i presidenti di Regione al fine di salvaguardare il massimo raccordo tra la programmazione della Regione e l’azione amministrativa in considerazione del fatto che un presidente di Regione meglio conosce e rappresenta le peculiarità e le esigenze del territorio ed è quindi in grado di calibrare sulla scorta delle stesse gli interventi e le scelte in materia di ricostruzione post sisma;

considerata anche la necessità di mantenere un ruolo chiave di co-decisione in capo ad un soggetto che sia comunque espressione della rappresentatività democratica del corpo elettorale regionale;

ritenuto, pertanto, che ragioni di opportunità istituzionale e di garanzia della rappresentatività democratica dei territori rendono oltremodo auspicabile che vengano mantenute le attuali funzioni dei subcommissari – presidenti di Regione;

chiede

che in sede di conversione definitiva del decreto legge 28 settembre 2018 n. 109 sia stralciata la norma che modifica il comma 2 dell’art. 2 del d.l. 17 ottobre 2016 n. 189 e venga mantenuta l’attuale disposizione che prevede l’intesa preventiva con i presidenti di Regione ai fini dell’emanazione delle ordinanze da parte del commissario straordinario”.


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“Un gesto di attenzione, che va al di là degli schieramenti politici perché su certi argomenti le strumentalizzazioni non hanno senso e risultano pericolose e dannose”. Così la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Donatella Porzi, commenta la risoluzione approvata dalla Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative.

“Abbiamo chiesto che venga mantenuta l’attuale disposizione – spiega la presidente Porzi – che prevede l’intesa preventiva con i presidenti di Regione ai fini dell’emanazione delle ordinanze da parte del Commissario. Tale impostazione è da salvaguardare perché, come abbiamo scritto nella risoluzione, è necessario il massimo raccordo tra la programmazione della Regione e l’azione amministrativa, in considerazione del fatto che un presidente di Regione meglio conosce e rappresenta le peculiarità e le esigenze del territorio ed è quindi in grado di calibrare, sulla scorta delle stesse, gli interventi e le scelte in materia di ricostruzione post sisma. L’auspicio – continua la presidente Porzi – è che la norma possa essere corretta in sede di conversione definitiva, riconoscendo che il modo migliore per la gestione della ricostruzione è quella di attribuire maggior potere ai livelli istituzionali più vicini ai cittadini. Solo procedendo in questo modo – conclude – si potrà intervenire nelle singole situazioni, dove spesso la burocrazia e le regole imbrigliano una veloce ripartenza”. 


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