Presentato il progetto-concorso per il 2020/21 promosso dall'associazione ‘Nel nome del Rispetto’ - Tuttoggi

Presentato il progetto-concorso per il 2020/21 promosso dall’associazione ‘Nel nome del Rispetto’

Redazione

Presentato il progetto-concorso per il 2020/21 promosso dall’associazione ‘Nel nome del Rispetto’

Mar, 19/10/2021 - 13:02

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Tema, “Il rispetto dell’essere umano tra tradizione ed emancipazione”. Il progetto, alla sua 6^ edizione, si rivolge alle scuole di ogni ordine e grado,

‘Rispetto’ è questa la parola chiave da ripetere, da far capire, da far imparare e da praticare nella vita. Sono state presentate oggi, dalla presidente Maria Cristina Zenobi e della vice presidente Cristina Virili, a Palazzo Donini, le iniziative per l’anno 2021/22 dell’associazione “Nel Nome del Rispetto”. Il progetto principale, giunto alla sua sesta edizione, si rivolge alle scuole di ogni ordine e grado, dal nido alle superiori, all’università agli istituti di pena minorili e per adulti ed è esteso a tutto il territorio nazionale, potendo altresì contare sull’apporto e il riferimento di “Ambasciatori” dell’Associazione presenti in 17 Regioni d’Italia. “Questa edizione – spiegano le organizzatrici – porterà studenti e docenti ad approfondire il rispetto riservato alla figura della donna e dell’uomo nelle loro molteplici vesti e ruoli avuti nella società per coglierne i mutamenti e le evoluzioni. Le tematiche, come per gli anni precedenti, saranno tre: il Rispetto dell’essere umano tra tradizione ed emancipazione; il Rispetto come concetto di pace tra storia ed evoluzione e il Rispetto e l’evoluzione della donna attraverso la musica”.

Presenti in conferenza sono stati Donatella Tesei Presidente regione Umbria, Gianluca Tuteri assessore del comune di Perugia, Erika Borghesi della Provincia di Perugia, Fausto Cardella, magistrato e garante dell’Ateneo perugino e Presidente Fondazione Antiusura, il regista Gianfranco Albano e Antonio Stango, presidente della Federazione Nazionale Diritti Umani.

“Ho visto nascere questa associazione – ha affermato Tesei – e ho sempre creduto in quello che stava facendo. La cultura del rispetto è quella di cui si ha più bisogno, sensibilizzare i ragazzi in questo senso è compito di questa società. La cultura del rispetto va insegnata tra le persone che spesso trascendono il limite del rispetto. Rispetto è anche rispetto della cosa pubblica. Accolgo volentieri, e ci ho lavorato anche da parlamentare, la volontà di istituire la giornata del rispetto”.

“Ringrazio l’associazione Nel nome del rispetto – ha detto Tuteri – , come assessore alla scuola e come pediatra; i ragazzi apprendono meglio attraverso gli esempi, piuttosto che con le parole. Questo è un periodo in cui non c’è fiducia nei confronti della scuola e delle Istituzioni in genere. Per restare sull’attualità, i No vax, dimostrano di non aver fiducia e senza questo elemento non si costruisce una società sana. Dobbiamo pensare, parafrasando un vecchio proverbio che: fidarsi è bene non fidarsi è peggio!”.

“Il rispetto è un grande valore che va costruito e condiviso ogni giorno – ha ricordato Borghesi. Come Provincia di Perugia da anni seguo quello che fa questa associazione nelle scuole e nelle carceri. Sono rimasta molto colpita dalle poesia che hanno elaborati i detenuti. Anche l’ultima Marcia della Pace Perugiassisi che aveva come tema “La Cura” parla di rispetto, perché questi due concetti vanno di pari passo nella società. In ultimo voglio complimentarmi con l’associazione per i temi scelti, tra cui c’è quello del “Rispetto e l’evoluzione della donna attraverso la musica” ricordiamoci come una donna, Aretha Franklin, abbia gridato a tutto il mondo “Respect”.

Fausto Cardella nel suo intervento ha sottolineato come ci sia bisogno di rispetto nel quotidiano e che basterebbe questa parola per arginare la violenza sulle donne che, si consuma prevalentemente tra le mura domestiche. Di rispetto per il patrimonio artistico, che è un bene di tutti, e di rispetto degli ultimi, ha parlato Stango, presidente della Federazione Nazionale Diritti Umani, ricordando che i progetti nelle case circondariali sono essenziali per dare una seconda possibilità a chi ha commesso un errore.

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