Potrebbe finire tra le carte bollate lo spostamento di Porchettiamo da Gualdo Cattaneo a Todi annunciato dall’organizzazione del Festival delle porchette nei giorni scorsi. Uno spostamento per cui il Comune promette battaglia, riservandosi “di tutelare in ogni sede competente gli interessi della comunità, il legame storico con la manifestazione e il patrimonio collettivo che essa rappresenta, che – si legge nella nota su Facebook – non può essere ricondotto alla sola titolarità formale di un marchio”.
“Il Comune di Gualdo Cattaneo – l’incipit – prende atto con stupore della decisione unilaterale assunta da Setteposte Events – titolare del marchio “PorchettiAmo” dal 2009 – di spostare la sede dell’evento per l’edizione 2026. Tale scelta si pone in palese contrasto con il protocollo d’intesa sottoscritto nel 2025 tra il Comune e l’azienda, che prevede espressamente la realizzazione della manifestazione anche per l’anno 2026 nel territorio comunale. Nel corso dei mesi scorsi, l’Amministrazione ha sempre garantito il confronto, la piena disponibilità sia operativa e organizzativa e nonostante ciò il percorso condiviso è stato unilateralmente interrotto senza alcuna motivazione”.
Diversa invece la ricostruzione degli organizzatori: “Lasciare un luogo che per tanti anni ci ha accolti, sostenuti e accompagnati nella crescita di un progetto non è mai una decisione semplice. Per Porchettiamo, Gualdo Cattaneo – e in particolare San Terenziano – non è stata soltanto una sede, ma una casa, un punto di partenza, un territorio che ha creduto in un’idea quando era ancora agli inizi. Proprio per questo, la scelta di non proseguire nel 2026 rappresenta un rammarico umano e professionale, maturato però nel tempo e reso inevitabile da criticità crescenti che negli ultimi anni hanno riguardato principalmente la logistica e la sicurezza del pubblico, aumentato in modo costante ed esponenziale con la crescita della manifestazione”.
Gli organizzatori ricordano che la location fu individuata oltre 15 anni fa, con dimensioni e flussi completamente diverse in spazi che oggi “non risultano più idonei a garantire standard adeguati di sicurezza, gestione dei flussi, accessibilità e organizzazione, temi che per noi rappresentano una priorità assoluta. Da diversi anni l’organizzazione ha segnalato queste problematiche, manifestando perplessità e chiedendo un confronto concreto per individuare soluzioni condivise (…) ma nonostante ripetuti tentativi di interlocuzione, non è seguita una risposta concreta da parte dell’Amministrazione comunale, né un percorso strutturato di ascolto o supporto rispetto alle criticità evidenziate. Questo prolungato silenzio, a fronte di richieste motivate e documentate, ha rappresentato un elemento di forte delusione per l’organizzazione”. Da qui lo spostamento, anche se “Il legame affettivo con Gualdo Cattaneo resta, così come la gratitudine per gli anni condivisi. La decisione assunta guarda però al futuro, alla sicurezza e alla sostenibilità di un progetto che, da sempre, mette al centro le persone prima di tutto”.