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Popolare Spoleto, utile in profondo rosso: -12 milioni euro. Ok a ricapitalizzazione per 30 mln. Aggiornamenti: il precedente

Redazione

Popolare Spoleto, utile in profondo rosso: -12 milioni euro. Ok a ricapitalizzazione per 30 mln. Aggiornamenti: il precedente

Mar, 27/03/2012 - 00:13

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Popolare Spoleto, utile in profondo rosso: -12 milioni euro. Ok a ricapitalizzazione per 30 mln. Aggiornamenti: il precedente

Carlo Ceraso
E’ in rosso il bilancio di Banca Popolare di Spoleto. Le preoccupazioni e i rumors che hanno accompagnato la vigilia del Cda che si è tenuto questo pomeriggio a piazza Pianciani hanno trovato un puntuale riscontro. Anzi, per certi aspetti ancor più ‘nero’ delle stesse previsioni. Perché il documento contabile approvato dal board per il 2011 riporta una perdita netta di esercizio pari a 11,99 milioni di euro, in pratica 12. Un segno ‘-‘ che pesa come un macigno sull’istituto di credito che, se la memoria non inganna, non ha mai superato la soglia del baratro nella ordinaria amministrazione. Un dato che mette definitivamente il sigillo sull’era di Giovanni Antonini, il presidente defenestrato lo scorso inverno da Palazzo Koch dopo 10 anni di guida di Bps e ciononostante tornato subito in sella della controllante Scs. Un risultato che coinvolge, quanto meno formalmente, il presidente Nazzareno D’Atanasio (in sella da 13 mesi) e il d.g. Francesco Tuccari (11 mesi) che questo bilancio hanno firmato e inviato alla Consob. Troppo poco tempo per verificare se il nuovo corso è destinato a produrre gli effetti sperati dagli azionisti. Bisognerà comunque attendere la lettura del bilancio vero e proprio per capire cosa è successo nel quarto trimestre, atteso che le prime tre trimestrali avevano chiuso, ora più, ora meno, tutte con il segno positivo. Rivediamole: + 940mila il 31 marzo, +1,61 mln il 30 giugno e +112mila il 30 settembre. Per non parlare della chiusura 2010 che aveva segnato un + 9,103 mln di utile (se rapportato a questo negativo del 2011 la differenza percentuale è –231,7%).
Il precedente – un precedente c’è ma risale al periodo del commissariamento imposto da Bankit alla fine del 1985. Ecco i dati forniti da una fonte storica della Bps e che, ovviamente, devono essere letti in lire. Il bilancio di esercizio del 1985 venne chiuso con un utile di 5,077 miliardi. Poi fu il buio, lungo 25 mesi (dal 1 gennaio 1986 al 29 febbraio 1988) e che si concluse con una perdita di 50,146 miliardi. L’avvio del nuovo corso segnò subito l’inversione di tendenza: 35 milioni fu l’utile registrato nei restanti 10 mesi del 1988, 1,4 miliardi nel 1989, 3,1 miliardi nel 1990 e 3,6 miliardi nel 1991. Nel 1992 nuova flessione dovuta però allo scorporo di Bps quale SpA (101 milioni di lire). Il 1993 registra l’arrivo a piazza Pianciani del d.g. Marcello Nasini (vice era Fausto Protasi) e l’istituto spoletino spicca il volo: +4,3 miliardi nel 1993, 4,03 miliardi nel ’94, 8,2 miliardi nel 1995 per arrivare al 1996 quando i soci di Bps si ritrovano nelle casse della banca utili per 15,6 miliardi di lire.
Gli altri indici 2011 –
riprendiamo l’analisi del comunicato diramato da piazza Pianciani questa sera. In flessione, anche questa consistente, il Core Tier 1 a 7,87% (era il 9,44% al 31.12.2010; il 9,16% al 30 settembre dello scorso anno) mentre il Total Capital Ratio si ferma a 9,32% (11,35% nel 2010). In crescita le attività deteriorate (sofferenze, esposizioni scadute, incagli, crediti strutturati) che, al netto dei dubbi esiti, ammontano invece a 276,5 mln con un’incidenza del 10,5% sugli impieghi netti (erano € 269,3 lo scorso settembre, € 250,6 mln. a giugno 2011). Il rapporto Cost/income, al lordo delle rettifiche, è pari al 74,4% (67,7% nel 2010). Anche i segnali positivi sono tutti da analizzare. La base della clientela si attesta a 140.915 (+4,5% rispetto al dicembre 2010, erano 139.393 il 30 settembre scorso), i conti correnti 127.318 (+4,8% rispetto al 31.12.2010 ma – 60 c/c rispetto al 30 settembre 2010). Una curiosità: gli umbri rappresentano il 79,2% della clientela totale. Recupera la raccolta complessiva che si attesa a 3.870 mln (+1,5 rispetto al 2010) e la raccolta diretta a 2.488 mln (+0,5 rispetto allo stesso periodo); il portafoglio titoli di proprietà ha inoltre “fornito un contributo positivo” di 14,9 mln (+28,3% sul 31.12.2010).

Il personale – dalla sintesi offerta nel comunicato serale si apprende di un sorprendente incremento dell’organico che registra + 47 unità “al netto delle uscite”. Assunzioni che hanno innalzato i relativi costi del personale del 19% anche se Bps precisa che l’incremento “è ascrivibile a oneri non ripetibili per 3,4 mln di euro connessi sia alla transizione con il precedente D.G. che ad altri oneri erogati ‘una tantum’ a fronte delle assunzioni di figure specialistiche”. Queste ultime non sono altro che la squadra di consulenti che Tuccari ha ingaggiato dalla sua precedente banca, Ubi Banca, anche se in città si mormora di almeno un paio di assunzioni di personale con qualifica di autista.
Aumento di capitale – sempre nel pomeriggio odierno il board ha indetto una assemblea straordinaria per il prossimo 27 luglio quando i soci saranno chiamati ad approvare la proposta di aumento del Capitale sociale di 30 milioni di euro “mediante emissione di azioni ordinarie del valore di 2,84€ (oggi la Borsa ha chiuso a 2,0€), di cui 3 mln da offrirsi al personale dipendente, 27 mln da offrirsi agli azionisti”. Ad oggi il capitale sociale è pari a 84.487.861,48 euro pari a 29.749.247 azioni ordinarie del valore nominale di 2,84€.
Assemblea ordinaria – ma gli azionisti, prima della assemblea estiva si ritroveranno (la prima convocazione è per le 10.30 di giovedì 26 aprile, la seconda per il giorno seguente) per discutere e approvare 3 punti inseriti all’ordine del giorno dell’assemblea ordinaria convocata per giovedì 26 aprile alle 10.30 (in seconda convocazione venerdì 27 alla stessa ora): approvazione del bilancio, conferma di 2 amministratori cooptati, relazione informativa sulla politica di remunerazione e sulla sua applicazione nell’esercizio 2011.

(Aggiornato alle 16.30)
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