La prestigiosa manifestazione nazionale celebra la sua trentesima edizione a due giorni dal ricordo della strage di Capaci, tra i premiati anche Luca Rampini, l’investigatore che arrestò i killer del “giudice ragazzino”
(Perugia) A due giorni esatti dall’anniversario della strage di Capaci, Perugia si appresta a diventare il fulcro nazionale della cultura della legalità e dell’impegno civile. Lunedì 25 maggio 2026, la monumentale Sala dei Notari ospiterà la trentesima edizione del Premio Internazionale “Livatino Saetta Costa”, un evento di altissimo rilievo istituzionale volto a rinnovare la memoria dei magistrati Rosario Livatino, Antonio Saetta (ucciso insieme al figlio Stefano) e Gaetano Costa, eroi della giustizia che hanno pagato con la vita il proprio senso del dovere.
La manifestazione, patrocinata dal Comune di Perugia, prenderà il via alle ore 8:00 con l’apertura della sala, per entrare nel vivo alle ore 9:00 sotto la conduzione di Luca Ginetto, Presidente del Panathlon Club di Perugia (organismo benemerito riconosciuto da CIO e CONI, da sempre in prima linea per la promozione dei valori sociali attraverso lo sport).
L’articolata macchina organizzativa è il frutto di una stretta sinergia territoriale. Un ringraziamento centrale va alla segreteria provinciale del SIULP di Perugia e al suo Segretario Massimo Pici, che in qualità di Presidente dell’Associazione Libertas Margot ha curato il coordinamento logistico della Sala dei Notari e il coinvolgimento attivo del mondo della scuola; sarà presente anche dott. Alessandro Varricchio official patner del siulp.
A partire dalle ore 9:50 avrà inizio la cerimonia di premiazione. Al tavolo d’onore siederanno Pippo Di Vita, Massimo Pici e Antonio Ingroia. I premiandi , personalità dello Stato, della cultura, dello sport, dello spettacolo e cittadini comuni distintisi per l’alto senso morale nella propria quotidianità , riceveranno una pregiata pergamena, accompagnati sul palco dagli studenti umbri che leggeranno le loro biografie in un ideale passaggio di testimone generazionale all’insegna della giustizia.
Tra i premiati anche Luca Rampini, l’investigatore che partecipò le indagini sull’uccisione del magistrato e assicurarono alla giustizia i responsabili.