Ponte delle Torri, bando per il restauro: cosa prevede il progetto - Tuttoggi

Ponte delle Torri, bando per il restauro: cosa prevede il progetto

Sara Fratepietro

Ponte delle Torri, bando per il restauro: cosa prevede il progetto

Domande entro il 18 giugno per il restauro del Ponte delle Torri e del Fortilizio dei Mulini. I progettisti sono tutti spoletini: gli interventi previsti nel dettaglio
Sab, 16/05/2020 - 10:12

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Ponte delle Torri, bando per il restauro: cosa prevede il progetto

Finalmente qualcosa si muove per il restauro del Ponte delle Torri, chiuso all’indomani del terremoto del 2016. E’ stato infatti pubblicato il bando per il restauro, dal valore di 1,2 milioni di euro. Le domande vanno presentate entro il 18 giugno. A renderlo noto è Invitalia, centrale di committenza per il Mibact.

I progettisti sono tutti professionisti spoletini. La progettazione architettonica è stata infatti effettuata dagli architetti Moreno Orazi, Bruno Gori e Riccardo Gori. La progettazione strutturale è invece a cura degli ingegneri Giuseppe Scatolini e Moreno Marziani.

Si recuperano Ponte delle Torri e Fortilizio dei Mulini

L’appalto, del valore di oltre 1,2 milioni di euro, – spiega Invitalia – prevede la realizzazione dei lavori di messa in sicurezza e recupero del Ponte delle Torri. Ma anche del complesso adiacente del Fortilizio dei Mulini. Le opere saranno realizzate nel rispetto della tipologia e dei materiali costitutivi dei manufatti. Sarà tutelata ogni parte di materiale (malte, conci di materiale lapideo o laterizio).

ponte delle torri danni

Il Ponte delle Torri – ricorda Invitalia – è una monumentale struttura muraria sulla cui sommità corre un canale lungo il quale scorreva originariamente l’acqua proveniente dalla sorgente di Cortaccione e dalla sorgente di Patrico. Le condotte di questa doppia rete di alimentazione confluivano nel serbatoio di raccolta, tuttora esistente e funzionante, disposto a monte del Fortilizio dei Mulini.

Quanto al Fortilizio dei Mulini, esso si compone di diversi corpi di fabbrica nati con una duplice funzione. Quella cioè di difesa dell’acquedotto di Spoleto e della via di accesso alla città attraverso il Ponte delle Torri, e quella di mulini veri e propri per la macinazione delle graminacee e delle olive.

Offerte entro il 18 giugno

Per presentare le offerte, come detto, c’è tempo fino al 18 giugno 2020. Tutte le informazioni sono disponibili sulla piattaforma di gare e appalti di Invitalia.

Il progetto, si legge nella relazione tecnica, riguarda:

  • Il consolidamento della centrale T6 lato Monteluco.
  • Il consolidamento e recupero della canaletta.
  • Il consolidamento della parete della canaletta.
  • La rimessa in pristino dell’arco di scarico che collega i due piloni centrali.
  • Gli interventi di messa in sicurezza del Fortilizio dei mulini.

Il progetto delle strutture riguarda gli interventi di riparazione locale e di riduzione della vulnerabilità di alcuni elementi ritenuti maggiormente danneggiati. In particolare si interverrà come di seguito.

La torre centrale del Ponte delle Torri

Consolidamento della torre centrale lato Monteluco in corrispondenza della estesa lesione verticale mediante sarcitura della stessa con malte di calce idraulica naturale e la disposizione di tiranti in acciaio inox quali presidio contro eventuali incrementi del dissesto in atto e del cinematismo innescatosi a seguito della formazione delle grandi lesioni che attraversano le murature per l’intero spessore su entrambi i lati corti della torre stessa. Tre delle catene saranno equipaggiate con celle di carico in grado di rilevare eventuali variazioni di tensione e deformazioni della struttura muraria della torre. Tali dispositivi andranno ad integrare il sistema di monitoraggio già presente sul monumento. Costituiscono essi stessi un presidio per la riduzione della vulnerabilità dell’edificio storico.

La parte crollata

La ricostruzione della porzione crollata e la rimessa in pristino dell’arco rampante tra le Torri centrali mediante la realizzazione di una centina all’intradosso dell’arco in grado di garantire la sicurezza degli operatori e consentire il reintegro delle lacune murarie attraverso elementi lapidei di recupero delle stesse dimensioni degli esistenti e l’utilizzo di idonea malta opportunamente confezionata a seguito di analisi e studi sull’esistente. Successivamente si interverrà per contrastare le cause che hanno determinato il dissesto dell’arco ed in particolare si prevede la posa in opera di tiranti in acciaio inox all’estradosso della volta in posizione “non invasiva” nei confronti della tessitura muraria, la realizzazione di un rinforzo estradossale con rete diffusa in fibra naturale di basalto e geomalta di calce idraulica; la realizzazione di frenelli armati in laterizio; il consolidamento delle pareti in pietra laterali mediante una tecnica tipo “reticolatus”; la realizzazione di una pavimentazione estradossale protettiva in pietra.

La canaletta

Intervento di recupero della canaletta mediante la preventiva rimozione di
vegetazione e la sua pulizia. La ricostruzione del profilo mediante opere di
scuci-cuci con materiale di reintegro di caratteristiche simili a quelle originali e la rincocciatura e riprofilatura mediante malta cementizia a ritiro controllato. Si eseguirà infine l’impermeabilizzazione del canale in funzione della sua riattivazione.

Intervento di recupero della parete della canaletta mediante la sua pulizia e
rimozione della vegetazione, opere di scuci cuci in corrispondenza delle porzioni lesionate utilizzando pietre di recupero di caratteristiche simili a quelle originarie; scarnitura delle connessure, rinzaffo con malta di calce idraulica naturale delle caratteristiche di quella originale e stilatura dei giunti.

Il ripristino funzionale della canaletta che originariamente trasportava l’acqua proveniente dall’antico serbatoio d’accumulo tuttora attivo fino alla città prima che fosse sostituito dalle attuali condotte che passano al di sotto del piano del camminamento.

Le opere di finitura

Le opere di finitura nelle parti di paramento murari corrispondenti alle porzioni dello stesso interessate dagli interventi di consolidamento e di messa in sicurezza. Gli interventi previsti sono:

  • la eliminazione della flora spontanea presente sino ai radiciamenti che sono penetrati nelle murature attraverso un trattamento di prodotti diserbanti idonei che portino alla definitiva essiccazione degli elementi presenti;
  • la eliminazione di tutta la flora batterica e fungina con l’aspersione delle murature con idonei prodotti debiotizzanti che non intacchino la
    consistenza delle malte originali presenti e che agiscano solamente sulla superficie del materiale;
  • il consolidamento delle murature, ove necessario, con iniezione e/o
    impregnazione di soluzioni di malte idrauliche testate eventualmente
    addizionate con pozzolana. Nei casi in cui l’infiltrazione potrebbe essere più difficoltosa a causa della natura del paramento murario come nel caso del basamento della torre 6 si potranno utilizzare calci e/o nanocalci con polveri di carbonato di calcio e silice micronizzati;
  • il consolidamento degli elementi in materiale lapideo e/o di laterizio che evidenzino fenomeni di disgregazione e decoesione del materiale saranno trattati con impregnazioni a più mani e a varie soluzioni di silicato di etile;
  • la reintegrazione delle lacune e delle lesioni mediante interventi di scucicuci realizzati con inserimento di conci di materiale analogo a quello presente. Le malte utilizzate faranno riferimento per composizione e granulometria a quelle rilevate attraverso le campionature ed analisi effettuate. Negli interventi di profondità queste potranno essere additivate con cementi desalinizzati del tipo calce Lafarge;
  • il consolidamento delle malte originali nelle parti in cui queste risultano integre. Là dove il fenomeno di disgregazione ha causato perdite rilevanti come nei lati est ed ovest della torre si provvederà ad una integrazione delle stesse con la stessa metodologia di cui al punto e avendo curata di addivenire ad una finitura finale che non contrasti con le altre parti della torre;
  • la reintegrazione degli stipiti e degli archi delle aperture presenti sulla
    torre operando sia sul consolidamento delle parti in laterizio che sulla reintegrazione delle malte che andranno riportate a filo dei conci;
  • la eliminazione delle eventuali “discromie” nelle parti in cui si interviene con le altre parti del ponte attraverso un trattamento di queste superfici con una velatura a base di terre naturali. Saranno effettuate delle campionature sulle malte utilizzate e quindi potrà essere definito questo trattamento in via preventiva con possibilità di un’applicazione “a fresco” e quindi con una carbonatazione del trattamento;
  • la finitura superficiale delle parti di copertura dell’arco rampante
    attraverso la predisposizione di campionature per la messa in opera di una pavimentazione in battuto di cocciopesto che renda impermeabile la superficie e che sia cromaticamente congruente con il manufatto architettonico.

Il sistema di monitoraggio

Riattivazione del sistema di monitoraggio esistente attraverso l’inserimento di dispositivi aggiornati ed il ripristino o sostituzione ove necessario dei cablaggi e dei collegamenti tra i vari dispositivi e sensori.

Il Fortilizio dei Mulini

Opere di messa in sicurezza del Fortilizio dei Mulini che vista lo stato di
degrado delle murature e delle coperture, il valore architettonico e storico del bene sarà attuato attraverso interventi compatibili con la tipologia ed i
materiali costitutivi del manufatto. Si ritengono non consone opere
provvisionale di diverso tipo e/o coperture provvisorie sia per l’impatto
estetico e ambientale nei confronti dell’area circostante di alto pregio e di
rilevanza turistica che per la scarsa efficacia nei confronti della conservazione del bene stesso. Pertanto tali interventi sono consistenti nella rimozione della vegetazione presente, nel consolidamento dei paramenti murari interni ed esterni con la tecnica della scarnitura delle connessure e rinzaffo con malta idonea; opere di scuci-cuci lungo tutto il perimetro murario sommitale del fortilizio, per un’altezza pari a circa 50 cm; rifacimento delle coperture e dello sporto di gronda. Le coperture saranno ricostruite mantenendo inalterata la pendenza della falda e la tipologia costruttiva esistente, ossia con orditura in legno di castagno e pianelle in laterizio, con malto di copertura in coppi.

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