Più rotte e polo commerciale per far volare l'aeroporto

Più rotte e polo commerciale per far volare l’aeroporto

Massimo Sbardella

Più rotte e polo commerciale per far volare l’aeroporto

Lun, 06/12/2021 - 13:05

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Prima assemblea dei soci dopo il rimpasto delle quote | La governatrice Tesei detta le linee guida del piano industriale che chiede entro gennaio

Più rotte, magari anche nel periodo invernale. E un polo commerciale che non richiami soltanto i passeggeri. Queste alcune delle direttive che la Regione Umbria, sempre più proprietaria dell’aeroporto internazionale dell’Umbria, ha dato a Sase in vista del nuovo Piano industriale. Il quinto, da agosto 2020, quando si è insediato il nuovo Cda della società. Perché il Covid ha costretto più volte a rivedere i piani di compagnie aeree e società che gestiscono gli scali di tutto il mondo.

Nel 2021 300mila passeggeri, ma il 70% umbri

Per quello umbro il 2021 sarà ricordato come un anno positivo, nonostante l’emergenza Covid non sia ancora cessata. Con un numero di passeggeri che si attesterà intorno ai 300mila, rispetto ai 37mila inizialmente stimati. Grazie soprattutto all’estate, in cui si è tornati a volare come prima della pandemia. Anche se l’emergenza sanitaria, con le restrizioni adottate in vari paesi, ha invertito le percentuali di utilizzo dell’aeroporto: quest’anno il 70% di quei 300mila passeggeri sono umbri che hanno usato l’aeroporto per raggiungere altre mete, per vacanza o lavoro. Prima della pandemia avveniva il contrario. Una tendenza che si deve provare ad invertire subito. Perché nell’investimento della Regione, oltre al servizio agli umbri che si spostano, c’è ovviamente l’obiettivo di usare la leva dell’aeroporto per aumentare i flussi turistici in entrata. Insomma, l’aeroporto come leva del Pil regionale. Dato che, si stima, 100mila passeggeri lasciano in Umbria qualcosa tra i 45 e i 50 milioni di euro.

Le indicazioni di Tesei

“L’aeroporto è un importante moltiplicatore del Pil regionale” ribadisce la presidente Tesei. Che però guarda anche al ruolo dello scalo nella più complessa strategia delle infrastrutture e dei servizi viari: “L’Umbria deve uscire dall’isolamento in cui è stata relegata per troppi anni”.

La governatrice ha chiesto a Sase l’elaborazione di un piano industriale in tempi rapidi, entro il prossimo gennaio. Così da poter iniziare nel 2023, sperando che l’emergenza Covid sia nel frattempo finita, quel percorso che dovrà portare verso i 500mila passeggeri che è il limite massimo dell’aeroporto umbro.

“Un obiettivo ambizioso, che cercheremo di raggiungere per gradi” frena un po’ il presidente di Sase, Orazio Stefano Panato, che ha ricordato alcuni limiti oggettivi in termini di bacino, ma anche infrastrutturali. Attualmente lo scalo umbro è stato concepito per ospitare in contemporanea tre grandi aerei. Si possono gestire quattro voli al giorno, a rotazione. Ma poi bisogna riempirli. Ed è questo l’altro aspetto su cui Tesei chiede di lavorare. Contando anche sugli effetti della campagna promozionale turistica su cui la Regione sta investendo molto. E appunto implementando ulteriormente i voli (nel corso del 2022 si arriverà a 15 rotte), anche nel periodo invernale.

Il polo commerciale

Sui conti pesano i mancati introiti degli spazi dell’aeroporto. L’idea è quella di far diventare lo scalo un pezzo dell’offerta turistica della regione. Con servizi non solo per i viaggiatori. Da qui la necessità di valorizzare gli spazi commerciali, da cui possono derivare il 30% dei ricavi, tra affitti e royalty. Uniti ai maggiori incassi dei parcheggi che deriverebbero da un afflusso di persone nell’area dello scalo.

Il nuovo assetto societario

L’assemblea dei soci di questa mattina (lunedì) è la prima dopo la definizione del nuovo assetto societario di Sase. Che vede la Regione Umbria, attraverso la partecipata Sviluppumbria al 78,71% delle quote. La Camera di commercio scende al 10%. Le altre quote sono così suddivise: Comune di Perugia 6.25%; Comune di Assisi 4.83%. La quota restante è detenuta da Smp srl, Confcommercio, Comune di Bastia r Comune di Gubbio.

Si cerca il socio privato

La Regione è in cerca di un partner privato per sostenere gli investimenti che saranno legati al nuovo piano industriale. “Ci sono interlocuzioni – spiega Tesei a questo proposito – anche con altri aeroporti”. Il San Francesco di Assisi, da questo punto di vista, cerca di sfruttare la sua posizione baricentrica e dell’Italia centrale nel panorama nazionale.

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