Piromani e "imprudenti": 26 denunciati e un arresto per gli incendi

Piromani e “imprudenti”: 26 denunciati e un arresto per gli incendi

Redazione

Piromani e “imprudenti”: 26 denunciati e un arresto per gli incendi

Gio, 22/09/2022 - 10:20

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Il drammatico bilancio dei carabinieri forestali: in questi 9 mesi in 125 incendi bruciati 1.400 ettari di territorio umbro

Nella primavera e nella prima parte dell’estate segnate dalla siccità, le forze dell’ordine hanno dovuto fronteggiare anche in Umbria la follia dei piromani. I carabinieri forestali ne hanno denunciati 26, mentre uno, a Spoleto, è stato arrestato.

Il bilancio dei carabinieri forestali è drammatico. Nell’anno in corso, finora, si sono registrati 125 incendi boschivi su tutto il territorio regionale, di cui 78 nella provincia di Perugia e 47 nella provincia di Terni, con un aumento del 70% rispetto all’anno 2021 (anno in cui si erano verificati 75 incendi).

In fumo 1.400 ettari di Umbria, di cui 900 di bosco

La superficie complessiva percorsa dal fuoco da gennaio ad oggi risulta pari a circa 1.400 ettari (di cui circa 900 di superficie boscata), nettamente superiore ai 270 ettari bruciati nell’anno 2021. Il solo incendio di Preci a Saccovescio, verificatosi nel mese di luglio 2022 all’interno del Parco dei Monti Sibillini, ha interessato una superficie di 245 ettari.  

Altri incendi rilevanti si sono verificati a Guardea, in provincia di Terni (113 ettari nell’evento del 20 luglio e 164 ettari in quello del 1 agosto), mentre in provincia di Perugia gli incendi più estesi sono stati quelli di Preci monte Saino (98 ettari, incendio del 23 luglio) e Giano dell’Umbria (70 ettari, incendio del 6 luglio).

La siccità da primavera

L’andamento stagionale degli incendi ha segnato un picco degli eventi già nel periodo primaverile (marzo), a causa dell’anomala e prolungata siccità primaverile; tale andamento è proseguito anche nei mesi di maggio e giugno, per cui a inizio estate si erano già registrati numerosi incendi (per la media regionale), con una superficie complessiva bruciata di circa 100 ettari, a cui si è aggiunta – nei mesi estivi da luglio a settembre – una ulteriore superficie di circa 1.200 ettari.

Su 125 incendi boschivi è stato necessario richiedere l’intervento dei mezzi aerei in 26 eventi.

Condotte pericolose e incidenti

Non tutti gli incendi sono causati da piromani. Molti dei numerosi roghi verificatisi tra marzo e aprile sono riconducibili a cause comunque colpose, legate in gran parte alla pratica di bruciare i residui vegetali (derivanti in particolare dall’attività di potatura negli oliveti), messa in atto anche in presenza di condizioni particolarmente favorevoli allo sviluppo di incendio (siccità, presenza di vento, ecc.); nei mesi di giugno e luglio diversi incendi si sono sviluppati dall’utilizzo di mezzi agricoli (mietitrebbia), presumibilmente a causa di guasti o anomalie tecniche.

I roghi di luglio

Nel periodo più critico della stagione, la seconda quindicina di luglio, si sono verificati gli incendi più rilevanti e di più difficile spegnimento.

In tutti i casi è stata svolta dai Carabinieri Forestali attività di investigazione, finalizzata ad individuare la dinamica, il punto di innesco e il responsabile, anche grazie all’applicazione del metodo scientifico delle evidenze fisiche, basata sull’analisi di particolari evidenze lasciate dal fuoco sulla vegetazione e sul terreno, che – se analizzate correttamente – consentono di ricostruire l’area e il punto di innesco, informazioni molto utili per il proseguimento e lo sviluppo delle indagini.

Grazie a tale attività investigativa, nel comune di Spoleto è stato arrestato un piromane in flagranza di reato, sorpreso nell’atto di appiccare il fuoco. Inoltre, sono state deferite all’autorità giudiziaria 26 persone per il reato di incendio boschivo colposo (nel 2021 erano state 10).

Prevenzione e rilievi

Le competenze dei carabinieri forestali non si limitano all’attività investigativa, ma comprendono anche l’attività dall’attività di perimetrazione e rilievo dei dati statistici dell’incendio (superficie e particelle interessate, con distinzione per i vari usi del suolo, mediante rilievo sul campo con GPS, oltre alla rilevazione di tutta una serie di dati quali: tipo di vegetazione interessata, inizio e termine dell’incendio, forze e mezzi impiegati nello spegnimento, ecc.).

I dati degli incendi boschivi rilevati dai carabinieri forestali vengono trasmessi agli Enti e ai Comuni di competenza, contribuendo ad alimentare l’analisi storica dei dati e consentendo l’applicazione dei vincoli (divieto di caccia, pascolo, edificazione, ecc.) previsti dalla normativa vigente, che ultimamente ha introdotto l’ulteriore divieto, per tre anni, di raccolta dei prodotti del sottobosco.

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