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Piano offerta formativa, la Regione dice di sì a tutte le scuole | Porzi: sbagliato, ecco perché

Redazione

Piano offerta formativa, la Regione dice di sì a tutte le scuole | Porzi: sbagliato, ecco perché

Accolte anche le istanze su cui l'Ufficio scolastico regionale aveva dato parere contrario
Sab, 14/12/2019 - 09:49

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Piano offerta formativa, la Regione dice di sì a tutte le scuole | Porzi: sbagliato, ecco perché

Per evitare di scontentare qualche territorio, la Giunta regionale ha deciso di accogliere nel Piano dell’offerta formativa tutte le richieste arrivate, anche quelle sulle quali c’era il parere negativo dell’Ufficio scolastico regionale.

Una non-scelta che viene criticata dalla consigliera regionale Donatella Porzi, che ha visto il Piano dell’offerta formativa licenziato dall’amministrazione Tesei e trasmesso all’Assemblea legislativa.

Ora, se legittime possono essere le richieste delle singole amministrazioni locali e degli Istituti scolastici – commenta l’esponente del Pd – un po’ superficiale è il concedere tutto a tutti senza valutare le ripercussioni
che questo comporta per la tenuta generale del sistema scolastico regionale
nel suo complesso
”.

In primis – spiega Porzi – andrebbe valutata la sostenibilità del nuovo assetto: risorse umane-professionali, strutture e laboratori, attrezzature e
strumenti. Aspetti non secondari che non sono stati sottovalutati dalle
Istituzioni chiamate ad esprimere i parerei preventivi. Il confronto con
sindacati, Provincia di Terni e Perugia, Ufficio scolastico regionale è
stato relegato a mero formalismo, da assolvere senza entrare nel merito delle specifiche valutazioni espresse. La Regione, promuovendo tutto, senza un processo di valutazione ed eventuale sostituzione di indirizzi
– prosegue Porzi – rinuncia al suo ruolo di regia che deve analizzare le istanze dei
territori, fare sintesi e rendere compatibile l’offerta dei diverse aree
rispettandone, per quanto possibile, la vocazione, esprimendo in una parola
il Piano regionale
”.

La concorrenza tra territori

E poi c’è il rischio della concorrenza tra territori attraverso l’attivazione degli stessi indirizzi scolastici, con il rischio che possano venire penalizzati i territori più deboli. “A soffrire – profetizza Donatella Porzi – saranno sicuramente gli indirizzi professionali già da tempo in crisi“.

Meno studenti, indirizzi doppioni

L’esponente del Pd rileva che il Piano dell’offerta formativa adottato non tiene minimamente conto del fatto che, già da diversi anni, la popolazione scolastica sta calando a causa della crisi demografica. “Non si capisce – attacca – a cosa può servire questo moltiplicarsi di indirizzi molti dei quali, per effetto della normativa nazionale sul numero degli alunni per la composizione delle classi, non verranno attivati o, nel migliore dei casi, verranno articolati accorpandoli ad altri indirizzi. Di fatto non c’è sostenibilità per chi avvia nuovi indirizzi e si indeboliscono quelli già esistenti“.

La proposta: legare la formazione all’economia dei territori

A giudizio di Porzi “bisognerebbe piuttosto legiferare per innalzare la qualità dell’istruzione, collegandola ulteriormente alle realtà economiche e produttive e non assecondare la proliferazione di indirizzi che disorientano i ragazzi e non aumentano le loro possibilità di accedere al mercato del lavoro”.

Mi auguro – conclude Donatella Porzi – che la maggioranza avvii al più
presto una vera ed analitica fase partecipativa, con la convocazione in
audizione presso le Commissioni di tutte le parti sociali coinvolte, a
partire dai sindacati, al fine di valutare profondamente un Piano
dell’offerta formativa che, così come è stato adottato dalla Giunta, non
tiene conto del delicato policentrismo che è alla base della civile
convivenza della nostra Umbria
”.


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