Perugina, incontro al Mise | Per la cassa integrazione è ancora attesa

Perugina, incontro al Mise | Per la cassa integrazione è ancora attesa

Nestlé al Ministero del Lavoro il 22 febbraio | Ora trattativa territoriale


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La Perugina Nestlé si ritrova oggi a Roma per il tavolo previsto al Mise. La discussione sul destino dei lavoratori dello stabilimento di San Sisto scuote animi e istituzioni, preoccupa a pochi giorni dalle elezioni del 4 marzo e pesa sugli annunciati 364 esuberi. L’incontro era stato convocato per le 10 del mattino di oggi, ma è iniziato con circa un’ora di ritardo, intorno alle 11.

Presenti nella sala del Ministero allo Sviluppo Economico, con il vice ministro Teresa Bellanova, la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, insieme a Michele Fioroni, assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Perugia; i rappresentanti dell’azienda con il direttore relazioni industriali, Gianluigi Toia, in prima linea, e naturalmente i rappresentanti dei sindacati.


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Con un tweet la presidente Marini, poco prima dell’inizio del tavolo, ha annunciato il suo impegno: “a Roma al Ministero dello Sviluppo economico per la riunione sulla vertenza Perugina-Nestlé. Irrinunciabile il ruolo ed il futuro industriale della fabbrica di San Sisto e la tutela dell’occupazione“.


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 I 364

Grande nodo della discussione, la richiesta di attivazione, da parte della multinazionale, della cassa integrazione “speciale” prevista per gestire le crisi delle grandi aziende. Gli ammortizzatori scadranno infatti il 30 giugno, ma tutto si complica al momento, soprattutto per via delle elezioni che si terranno tra due settimane. Gli attori al tavolo potrebbero infatti non essere più gli stessi e quindi sembra esserci tutta la volontà di chiudere la partita il prima possibile.

Dopo il primo dato di 364 esuberi previsti a seguito della considerazione fatta dall’azienda che lo stabilimento di San Sisto non può assorbire più di 616 persone tra full-time e part-time, nelle ultime settimane si sono susseguite voci e possibili soluzioni al problema, con richieste di uscita anticipata, promesse di ricollocamento, part time “spinto” e lo scenario della possibile della cassa integrazione.

Dopo l’incontro di oggi, si procederà con la gestione degli esuberi, partendo proprio da un numero: i 150 lavoratori che resteranno in azienda con contratti part-time. Si dovrebbe poi andare avanti anche con gli altri 80 dipendenti, da allocare nelle industrie del territorio. Resta inoltre al centro la questione della cassa integrazione, di cui l’azienda dovrebbe discutere con il Ministero del Lavoro il prossimo 22 febbraio.


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Ora trattativa territoriale

Quello di oggi è stato un passaggio importante del confronto tra azienda ed organizzazioni sindacali che ora deve proseguire in sede territoriale”. E’ quanto ha affermato la presidente della Regione Umbria al termine dell’incontro. Secondo la Regione Umbria “è stato importante anche aver formalizzato tutti gli aspetti della trattativa in un verbale di incontro che, tra l’altro, ribadisce la condivisione di tutte le parti delle prospettive industriali e degli investimenti per lo stabilimento di San Sisto, ed allo stesso tempo si afferma che occorre garantire al massimo l’occupazione, il lavoro ed anche la protezione sociale dei lavoratori. Una protezione sociale che sarà possibile anche grazie ai recenti provvedimenti approvati dal Governo, relativi proprio alla “cassa integrazione straordinaria” per ristrutturazioni in grandi aziende, e la gestione della pensione anticipata”.

Per le istituzioni il tavolo nazionale al Mise – continua Marini – è e resta il luogo unitario dove azienda, organizzazioni sindacali, governo e istituzioni locali possono definire una positiva soluzione della vertenza, che dia maggiori garanzie ai lavoratori e riconfermi le prospettive industriale dello stabilimento di San Sisto. Per quanto riguarda la Regione Umbria saranno messi a disposizione tutti gli strumenti disponibili nell’ambito delle politiche attive del lavoro, a supporto del piano e degli accordi che saranno sottoscritti”.

Dai sindacati

Durante l’incontro l’azienda ha confermato il piano di ristrutturazione dell’impianto che prevede che la Perugina sia l’HUB internazionale del cioccolato e conferma i contenuti del piano sociale di accompagno al piano di ristrutturazione della fabbrica e avvierà le procedure, presso il Ministero del Lavoro – per la proroga per la cassa integrazione straordinaria e l’utilizzo dell’isopensione che consentirà ai lavoratori, che ne abbiano i requisiti, sette anni di anticipo dell’età pensionabile”. Lo dichiara Mauro Macchiesi, Segretario nazionale Flai Cgil.
“L’incontro di oggi – prosegue Macchiesi – è stato importante perché, dopo una fase di grande incertezza dovuta alle scelte unilaterali dell’azienda nella gestione del piano sociale, si riapre un percorso di confronto tra le Parti che, partendo dal piano industriale, possa avere una gestione condivisa del piano sociale.
Nelle prossime settimane si terranno incontri in sede locale fra le Parti per valutare lo stato di attuazione dello stesso, con la Regione Umbria e il Comune di Perugia per attivare gli strumenti per gestire le politiche attive del lavoro. A seguito di queste incontri si ritornerà in sede di Mise per una valutazione complessiva dello stato della vertenza”.
“La vertenza Perugina purtroppo non è ancora conclusa, non c’è al momento nessun accordo e il percorso da compiere è lungo ed incerto”, ad affermarlo, all’indomani del tavolo ministeriale tra sindacati e Nestlé è Michele Greco, segretario generale della Flai Cgil Umbria. “Dal Ministero dello Sviluppo Economico ora passiamo al ministero del Lavoro – spiega Greco – per il ricorso agli ammortizzatori sociali, finalizzato alla tutela immediata dei lavoratori, che altrimenti al 30 giugno sarebbero stati completamente scoperti. Restano però ancora da sciogliere i nodi salienti – prosegue il segretario Flai – a cominciare dagli esuberi, mai scongiurati e tanto meno ridotti, malgrado i numerosi tavoli aperti. C’è poi la strategia sul cioccolato che Nestlé intende perseguire in Europa, ancora non chiarita, malgrado gli annunci fatti al Cae un anno fa”.
Per questo, la Flai dell’Umbria considera i prossimi appuntamenti, a cominciare da quello del 28 febbraio in Confindustria a Perugia, l’occasione utile per entrar nel merito di tante questioni ancora aperte.
“Questa vertenza partita nel 2015 è ancora lontana dalla soluzione – insiste il segretario Flai – la complessità e le difficoltà che la caratterizzano non ci permettono facili entusiasmi. C’è ancora troppa incertezza e troppe sono le tensioni tra i lavoratori che ci impongono serie e realistiche valutazioni”. Per il sindacato ottenere la proroga della cassa è decisivo, “ci consentirebbe di avere il tempo e la tranquillità per potere davvero focalizzarci sulle soluzioni e sulle modalità concrete e risolutive”.
“Insomma  – conclude Greco – eviterei di dare per concluso il piano sociale, visto che i numeri disegnano una realtà molto diversa, e ancora restano aperti i termini per proporre le proprie candidature, a cominciare da quelle per l’insourcing. Al momento abbiamo un saldo del tutto negativo e dietro quei numeri ancora appesi ci sono vite e famiglie che non possiamo dimenticare”.

Immagine da profilo Twitter Catiuscia Marini

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