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Perugia, shock anafilattico per un uomo di 76 anni

Redazione

Perugia, shock anafilattico per un uomo di 76 anni

Il paziente in condizioni stazionarie / I consigli dai medici dell'ospedale Santa Maria della Misericordia
Mer, 18/06/2014 - 14:33

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Un uomo di 76 anni di Pianello è stato ricoverato a metà mattina in codice della massima gravità, soccorso dal personale del 118 di Perugia, per uno shock anafilattico provocato da una puntura di un insetto. Il fatto è accaduto nell’abitazione dell’anziano ed a provocare la lesione sembra sia stato un calabrone. Soccorso dagli operatori del 118 di Perugia,  con la Dottoressa Carla Fusaro che ha prestato le prime cure mirate,  l’uomo è stato poi  trasferito nella Sala d’urgenza ed emergenza “ Domenico Tazza”  del Pronto  Soccorso del S. Maria della Misericordia, dove il medico di turno Dott.ssa Zelda Fabbri,  accertato lo shock  anafilattico  provocato dalla puntura, ha effettuato le terapie necessarie per mettere in sicurezza il  paziente che è stato poi trasferito nella S.C. di Medicina Interna. Le condizioni dell’uomo vengono definite stazionarie dai medici che continuano  a monitorarne i parametri vitali. In una nota  l’Ufficio Stampa dell’Azienda Ospedaliera precisa che nella giornata di ieri si sono registrati altri due casi di punture da insetti. Si tratta di due uomini, uno di 33 anni di S. Nicolò di Celle ed un altro di  58  di  Deruta, entrambi curati ed ora ricoverati nei reparti di Medicina. Le loro condizioni al momento sono stazionarie. Sempre l’Ufficio Stampa ha sollecitato un intervento di una esperta, la Dottoressa Anna Rita Gabrielli della S.C di Medicina del Lavoro del S. Maria della Misericordia.

“La  puntura degli insetti  rappresenta una  insidiosa minaccia per i soggetti allergici. A favorirle sono oltre al caldo anche le abitudini di tenere  braccia e gambe spesso scoperte, di trascorrere il  tempo libero su  prati o sulle spiagge , a volte senza calzature  e attività fisica svolta all’aperto”, ricorda  la Dottoressa Anna Rita Gabrielli. Non tutte le punture d’insetto  sono pericolose per la salute, mentre  alto è il rischio  potenziale delle reazioni allergiche da punture di imenottero nelle persone che risultano ipersensibili  al loro veleno. Fortunatamente solo nel 3%  dei soggetti punti si manifestano le  reazioni allergiche più severe, che spesso provocano reazioni drammatiche, con rischio per la vita. In questi casi il  trattamento d’emergenza  si rende  indispensabile “.

Per dare più forza al messaggio che parte dai medici del Santa Maria della Misericordia  si ricorda che la  mortalità per puntura d’imenottero  in Europa,  verosimilmente sottostimata, è di circa 20 casi l’anno, il  numero scende a 10 casi l’anno in Italia. Proprio nei giorni scorsi  è stato sottoscritto o l’accordo  fra i Servizi di Sanità pubblica della Regione Umbria ed  i Vigili del Fuoco, per  fronteggiare sempre più  le diffuse infestazioni di questi insetti, che trovano ambiente ideale nelle temperature calde  e, probabilmente, nello sviluppo di edilizia “orizzontale” -villette a schiera, case per vacanze , agriturismi – che sembrano oltremodo favorire i pericolosi insediamenti degli insetti. “ Alle nostre latitudini –precisa sempre la Dott.ssa  Gabrielli – gli imenotteri più temibili  sotto l’aspetto allergologico sono soprattutto apidi e vespidi; la loro arma offensiva   è rappresentata dal pungiglione, che viene estroflesso dall’addome quando l’insetto punge. La vespa e il giallone sono i vespidi che più frequentemente pungono nei nostri climi. Il calabrone, il cosiddetto vespide “extra-large” della famiglia,   è in grado di iniettare le maggiori quantità di veleno; la puntura è estremamente dolorosa e può avvenire anche di notte, quando l’insetto, durante i suoi rumorosi voli, si muove attratto dalle luci artificiali delle abitazioni.

Le reazioni allergiche alla puntura si possono manifestare con gradi di intensità differenti , che vanno dalla reazione locale estesa sulla cute, alla reazioni  “generalizzate” , comprensive di eventi di gravità crescente come il prurito , l’orticaria diffusa, la difficoltà respiratoria e, nelle forme più severe, lo shock  anafilattico. In genere le forme più gravi si presentano  entro i primi minuti dalla puntura, ma talvolta  possono insorgere anche dopo mezzora  o più. Quando si viene punti- è il consiglio finale della Gabrielli-  è certamente utile contattare  il proprio medico , anche quando  le   reazioni  sono meno  intense; nel caso  si dovesse manifestare reazioni  più severe, è necessario ricorrere ai sanitari del Pronto o Soccorso”. In ogni caso, superata l’emergenza, è auspicabile che  il paziente venga indirizzato   presso  strutture  specialistiche allergologiche , ove ottenere tutte le informazioni sulle misure di prevenzione verso una  nuova eventuale puntura, nonché   le indicazioni sulla terapia. Presso l’Istituto di Medicina del Lavoro dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia,  diretto dal Prof. Giacomo Muzi, esiste un Servizio Allergologico dedicato alla  diagnosi e cura dell’allergia al veleno di imenotteri. I soggetti che hanno presentato reazioni alla puntura di questi insetti, vengono sottoposti a test sierologici e cutanei per confermare la diagnosi e opportunamente  istruiti sulle modalità di trattamento delle reazioni di ipersensibilità, con prescrizione,  in  casi selezionati, dell’adrenalina con auto iniettore, unico farmaco salvavita per lo  shock anafilattico. Il servizio offre anche la possibilità di effettuare l’immunoterapia specifica per il veleno dell’insetto responsabile della reazione allergica, esclusivo presidio terapeutico in grado di modificare favorevolmente la storia naturale dell’allergia. Sicura e ben tollerata nella maggior parte dei casi, la vaccinazione specifica ha un’ elevatissima   efficacia protettiva (superiore al  90% ). Un rischio  dunque , quello della reazione allergica alla puntura di imenottero, temibile e da non sottovalutare, ma che, con l’aiuto degli esperti,   può essere affrontato e gestito  nella  prospettiva della  guarigione  attraverso la vaccinazione specifica.

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