Ad Assisi l’ostensione del corpo di San Francesco fino al 22 marzo: celebrazioni, eventi e l’appello alla conversione del cardinale Artime.
“L’ostensione del suo corpo non è uno sguardo nostalgico sul passato. È un invito forte e concreto per il nostro presente. Quel corpo, fragile e povero, ci ricorda che il Vangelo si vive anche con il corpo, con scelte reali, con gesti quotidiani. Francesco non ha amato un’idea di Cristo: ha amato Cristo povero e crocifisso, fino a portarne i segni nella carne. Questo tempo perciò è un segno potente, ecclesiale, che interpella la nostra fede. Sarà un tempo di conversione e di grazia. È come se il Signore, attraverso questo segno, ci dicesse: “Fermatevi. Guardate. Lasciatevi toccare dal mio Amore”. Questo tempo non è un fatto consueto. È un tempo donato. È un appello per rientrare in noi stessi e ritrovare l’essenziale. E questa ostensione è come una grande icona quaresimale: ci pone davanti la concretezza della santità”. Lo ha detto il
cardinale Ángel Fernandez Artime, legato pontificio per le Basiliche papali di Assisi, durante la cerimonia della traslazione del corpo di San Francesco in vista della venerazione pubblica e prolungata delle spoglie.
Fin dalle scorse settimane, la preparazione dell’ostensione ha visto momenti significativi, come la prima ispezione del sarcofago nella notte del 9 gennaio scorso, alla presenza del vescovo diocesano, monsignor Sorrentino. Questa mattina a partire dalle 9 si è proceduto – alla presenza tra gli altri di diversi frati della comunità – all’estumulazione dei resti mortali di san Francesco dal sarcofago in cui riposano. sono stati deposti su una mensa preparata ad hoc nella cripta della Basilica. Da lì è cominciata la celebrazione della traslazione – a partire dalle 16 – e dei vespri in chiesa inferiore alla presenza di circa 300 frati. La celebrazione – presieduta dal cardinale Ángel Fernandez Artime, legato pontificio per le Basiliche papali di Assisi – è stata trasmessa in diretta su Rai1 all’interno del programma “A sua Immagine”.
“L’ostensione del suo corpo – ancora Artime durante la cerimonia della traslazione – diventa per noi una predica silenziosa ma potentissima. Ci ricorda che si tratta di un corpo consumato dall’amore, segnato dalle stimmate, piegato dalla penitenza, ma luminoso di pace. Guardare quel corpo significa contemplare ciò che il Vangelo può compiere quando viene preso sul serio. Mentre il Vangelo ci mostrerà, alle porte della Quaresima, Cristo nel deserto che rifiuta le seduzioni del potere, del possesso e del prestigio, Francesco appare come un uomo che ha realmente vinto quelle tentazioni. Ha scelto – ancora Artime – la minorità contro l’orgoglio, la povertà contro l’accumulo dei beni, l’obbedienza contro l’autosufficienza. Ha scelto il Vangelo contro lo spirito del mondo. Un mese di ostensione è un tempo offerto alla conversione. Non siamo qui per curiosità, ma per lasciarci provocare. Cosa dicono a me queste reliquie? Cosa deve morire in me perché Cristo viva davvero? Quale deserto devo attraversare? La santità di Francesco è per noi come una bussola. Ci indica la via stretta che conduce alla gioia. Ci ricorda che la santità è possibile. Che il Vangelo è vivibile. Che la Pasqua passa attraverso la croce”.
Domani, 22 febbraio, alle 11, sempre in diretta su Rai1 all’interno del programma “A sua Immagine”, sarà trasmessa la celebrazione eucaristica domenicale, sempre presieduta dal cardinale Ángel Fernandez Artime, legato pontificio per le Basiliche papali di Assisi. L’ostensione, come preannunciato proseguirà fino al 22 marzo, è un invito a riscoprire l’eredità di Francesco, un uomo il cui messaggio di pace e fraternità continua a parlare al cuore dell’umanità. Ricordare la sua morte significa celebrarne la vita e l’impatto che, a 800 anni di distanza, continua a ispirare il nostro cammino. L’intero mese sarà arricchito da un fitto calendario di appuntamenti liturgici e culturali, pensati per favorire la partecipazione e la riflessione.
L’ispirazione di fondo che guida l’evento dell’ostensione è la parabola evangelica del seme (Gv 12,24): ciò che muore nell’amore germoglia e porta frutto. E questa consapevolezza, manifestata in modo eloquente dai resti mortali di san Francesco, vuole essere un invito a considerare la vita personale di ciascuno in un’ottica analoga: come Francesco ciascuno è chiamato a donarsi generosamente nelle relazioni, per diventare quest’albero vivo di fraternità che continua a donare frutto nella storia della Chiesa e del mondo. A questo proposito è molto eloquente il dipinto dal titolo “frate Francesco”, realizzato dalla pittrice Elisa Galardi – che ringraziamo sentitamente – che è la copertina del numero di febbraio del mensile “San Francesco”.
Il numero monografico su San Francesco
La rivista mensile San Francesco patrono d’Italia racconta il Santo di Assisi con un numero speciale da collezione per il mese di febbraio. Un volume pensato per esplorare la figura del Santo e il francescanesimo dalle origini ai giorni nostri, un’eredità che continua a ispirare il mondo.
Il numero monografico, dal titolo “San Francesco vive”, si inserisce così nelle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte del Santo di Assisi. Attraverso tre sezioni tematiche – “Francesco”, “Francesco dopo Francesco” e “Ancora Francesco” – il testo offre un racconto sintetico e approfondito di una storia che da 800 anni parla al cuore dell’umanità. Questa edizione speciale si distingue anche per la sua fattura, con 160 pagine arricchite da contributi inediti e immagini d’arte e documentazione di valore.
Tra gli altri appuntamenti, il 21 febbraio alle ore 21 ci sarà concerto di “The Schola Cantorum of the London Oratory School”, diretto da Charles Cole; il 28 febbraio, il 7 e il 21 marzo sempre alle 19.30 l’iniziativa Sacrae Passionis Concentus a cura della Cappella Musicale della Basilica papale di san Francesco in Assisi, diretta da fra Peter Hrdy. E ancora, il 10 marzo alle ore 21 il concerto dei Knoxville Catholic High School Singers -Tennessee, USA diretti da Phillips Holloway; e il 17 il concerto dell’Orchestra da Camera Fiorentina, diretta da Lior Shambadal. I concerti si svolgono sempre nella chiesa superiore della Basilica, sono gratuiti e ad accesso libero, senza prenotazione, fino ad esaurimento posti. Il 14 e 15 marzo si svolge il Meeting Francescano Giovani, dal titolo “Sorella morte. Un’esperienza da scartare”, dedicato a ragazzi e ragazze da tutta Italia, che vogliono approfondire e vivere insieme i valori francescani: al momento sono iscritti circa 400 giovani da tutta Italia.
La raccolta per l’hospice pediatrico
Le offerte raccolte, oltre a sostenere i costi dell’iniziativa dell’ostensione, sosteranno l’hospice pediatrico oncologico che sarà realizzato come da recenti deliberazioni della Regione Umbria.
È stata allestita nel chiostro anche una mostra sul ritrovamento del corpo di san Francesco nel XIX secolo e saranno aperti anche il museo del Tesoro e lo store “Ricordi francescani”.
Maggiore accessibilità
L’iniziativa dell’ostensione ha contribuito a numerosi interventi volti a migliorare l’accessibilità di gran parte delle aree del complesso monumentale della Basilica e del Sacro Convento. Dopo l’installazione delle mappe tattili, realizzate in occasione del G7 sulla disabilità e l’inclusione, negli ultimi mesi è stato installato un nuovo ascensore, situato all’uscita del transetto destro, per consentire l’accesso al chiostro dalla chiesa inferiore. Inoltre, è stato reso disponibile un ascensore per raggiungere il chiostro superiore, e sono state posizionate pedane che hanno eliminato le barriere architettoniche in tutta l’area. Questi interventi rappresentano un significativo passo avanti nel miglioramento dell’accessibilità di un edificio così prezioso, antico e complesso. Anche l’attuale penitenzieria, situata nella cappella Frate Leone all’interno del convento, è ora accessibile alle persone con disabilità motoria.





