Pd choc, chieste dimissioni dei ‘traditori’ / E spunta un altro ‘buco’ di bilancio

Pd choc, chieste dimissioni dei ‘traditori’ / E spunta un altro ‘buco’ di bilancio

Dopo i veleni su Fb e il voto contro Capitani / Qua la zampa? Anche no / Annaspa il provinciale

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I “traditori” devono dare le dimissioni. E’ la clamorosa richiesta avanzata dal circolo del Partito democratico dell’Alta Marroggia, il più ascoltato, almeno fino all’era renziana, e tra quelli a vantare il maggior numero di iscritti. Motivo del contendere la mancata elezione nel Consiglio provinciale di Perugia di Massimiliano Capitani, il candidato portato, almeno a parole, dal piddì spoletino. Il segreto dell’urna ha però svelato un’altra realtà: dei 15 voti su cui l’attuale consigliere comunale poteva fare affidamento – garantito dal ‘sigillo’ messo sull’accordo intercomunale dal Segretario provinciale Dante Andrea Rossi (Capitani puntava su 6 voti dei colleghi di partito di Spoleto, 6 di Foligno e 3 di Città di Castello) – alla fine dello spoglio ne sono stati arrivati appena 7.

Sgambetti della politica, pardon dei politici, che hanno così escluso un rappresentante della città del festival dal consesso guidato dal neo presidente Nando Mismetti (in Provincia è stato comunque eletto Giampiero Panfili, Rinnovamento, la lista che ha interrotto il potere del centrosinistra a Spoleto).

La bagarre su Fb – ad alimentare l’incendio divampato all’esito delle urne è stato un messaggio su Facebook con il quale la consigliera Laura Zampa si complimentava per l’elezione di Mismetti (Pd) augurando buon lavoro. Lo scambio di post che ne è seguito ha fatto alla fine sbottare Capitani che, rivolto alla collega, è intervenuto con un astioso: “…complimenti per la faccia tosta!!! Potrei utilizzare altri vocaboli…ma è meglio soprassedere…comunque ringrazio Andrea e Carla (Rossi ed Erbaioli, n.d.r.) che sono stati gli unici consiglieri di Spoleto ad avermi votato…alla faccia della città”. Indice puntato, quello di Capitani, nei confronti della Zampa ma, per esclusione, anche di altri due eletti nelle file dei democratici, Paolo Martellini e Stefano Lisci. Tutti e tre comunque ribattono picche e si appellano al segreto dell’urna, anche se non sfugge l’aver rimarcato di “non essere stati coinvolti nella scelta del candidato”. Che ai più è sembrato una sorta di confessione, un autogol.

Dimettetevi – di fronte all’ennesima figuraccia ha preso posizione il Circolo dell’Alta Marroggia che, riunito d’urgenza ieri sera, ha non solo “deliberato all’unanimità di respingere la richiesta di uscita dal Pd del consigliere Massimiliano Capitani” ma “sottolineando la gravità della mancata elezione e del danno causato alla città e all’etica del Partito” chiesto “le dimissioni dei consiglieri comunali eletti nel PD che non hanno sostenuto la candidatura della città in consiglio provinciale, privilegiando, nel sostegno di candidati di altri territori, una politica individualistica a scapito dei principi fondamentali che contraddistinguono qualsiasi comunità democratica”.

Partito allo sbando – continua dunque il periodo buio del Pd festivaliero che, alla sonante sconfitta elettorale di giugno scorso, registra continue lacerazioni interne. E pensare che a reggere il partito provinciale è proprio lo spoletino Dante Andrea Rossi, capogruppo in comune, sempre più in difficoltà anche fuori dal comprensorio. Ancora pochi giorni fa, di fronte alla necessità di un intervento risolutivo, il segretario continuava a tergiversare tra l’ipotesi di commissariamento e quella di andare a congresso. Evidentemente una scelta non facile, attesa anche la fibrillazione in vista delle regionali della primavera 2015, per le quali si registrano già fin troppe candidature per una poltrona che il pd spoletino sembra sempre meno in grado di garantire: negli ultimi 50 anni, anche quando il governo era saldamente nelle proprie mani, ben poche volte ci si è riusciti. Figurarsi fra sei mesi con il consiglio regionale che passerà da 30 a 20 eletti. La lista dei pretendenti si allunga comunque di ora in ora: fra coloro che sperano in una candidatura, stando ai bene informati, ci sarebbero l’attuale consigliere regionale Giancarlo Cintioli, la Zampa, l’ex assessora Margherita Lezi (che sul proprio futuro deve aver cambiato idea, visto che ancora a maggio scorso invitava tutti a fare il fatidico “passo indietro” per rispetto al sentimento di antipolitica che scuote la penisola) e lo stesso Rossi.

Un altro ‘buco’ – Il caos venutosi a creare va inevitabilmente tutto a vantaggio dell’attuale maggioranza di centrodestra che governa piazza del Municipio. Non ultimo dei pensieri degli attuali ‘reggenti’ il Partito, nominati a seguito delle dimissioni del segretario Andrea Bartocci, e del tesoriere Simone Sensi, il ‘buco’ di bilancio che si registra nei conti di viale Trento e Trieste. Non bastasse quello lasciato in Comune. Fonti interne parlano di una cifra che supera i 60-65 mila euro, tra fornitori che attendono da anni di essere pagati e forse anche qualche istituto previdenziale. Un importo spropositato, su cui pesano le ultime campagne elettorali, e che non può essere coperto con le sole entrate delle tessere (400 circa, 7-8mila euro l’anno) e il generoso contributo che da sempre l’onorevole Marina Sereni elargisce al partito (6mila). Qualcuno vorrebbe proporre ai 50 membri dell’Assemblea di autotassarsi, con importi variabili tra i 50 e i 100 euro al mese per almeno un anno, a seconda degli incarichi ricoperti anche in passato. Sarà per questo che alle riunioni del partito non si vede più nessuno, o quasi.

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