Operazione "Taxi", smantellata la piramide del sesso a pagamento / Giro d'affari da 1 milione, ragazze picchiate e sfruttate - Tuttoggi.info

Operazione “Taxi”, smantellata la piramide del sesso a pagamento / Giro d'affari da 1 milione, ragazze picchiate e sfruttate

Redazione

Operazione “Taxi”, smantellata la piramide del sesso a pagamento / Giro d'affari da 1 milione, ragazze picchiate e sfruttate

Sab, 12/04/2014 - 12:01

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Alessia Chiriatti

Una struttura piramidale con al vertice albanesi, romeni in posizione intermedia e di organizzazione logistica, e italiani che fungevano da tassisti. Da qui il nome dell'operazione, denominata “taxi”, portata avanti dai Carabinieri di Assisi, con il maggiore Marco Sivori, congiuntamente ai militari di Ancona, che ha portato a sgominare un giro di favoreggiamento, sfruttamento e induzione alla prostituzione nei confronti di un centinaio di ragazze, tutte rumene, tra le quali c'è anche una minorenne, e di transessuali sudamericani.

Le ordinanze – Sono dunque 12 le ordinanze disposte dal Gip di Perugia Alberto Avenoso, su richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Petrazzini, a seguito dell'operazione dei Carabinieri di Assisi, di cui 3 con obbligo di dimora per i “tassisti” e 9 in carcere. Altre 6 sono state disposte dalla Procura di Ancona.

La droga – Le indagini sono partite da un canale di droga seguito proprio dai militari di Assisi, che li ha portati direttamente a Perugia: erano le prostitute a chiedere lo stupefacente per i clienti, da inserire nel “menù” durante la prestazione. Da lì i Carabinieri hanno scoperto un giro di prostitute e transessuali, immesse sul mercato nella zona di Olmo e Ferro di Cavallo (via Trasimeno Ovest e via Firenze).

La piramide – Una struttura piramidale, dunque, articolata su tre fasce: il capo al vertice, un albanese, gestiva tutto il giro, aiutato da un braccio destro della stessa nazionalità ancora ricercato. La sede operativa e logistica del vertice era a Perugia. Venivano poi i rumeni al secondo gradino, i quali fungevano da intermediari e si occupavano del collocamento su strada della ragazze. Queste ultime sono state ben indottrinate sul comportamento da seguire in caso di controlli, e venivano avvertite su qualunque possibile controllo operato su strada, tramite delle vedette italiane e rumene. Il gradino più basso era composto da italiani, ora colpiti da ordinanze di custodia cautelare. Erano proprio gli italiani a fare i tassisti, e dunque ad accompagnare su strada le giovani. Inoltre foraggiavano le prostitute con contraccettivi, schede telefoniche, bibite, alimenti. Come sottolineato dal Maggiore Sivori, nell'era della globalizzazione cambia anche la gestione della prostituzione, con il relativo sostentamento logistico. Il controllo del territorio diviene così ancora più capillare, volto a “eliminare” la concorrenza con azioni di counter surveillance. Le ragazze, inoltre, che offrivano anche servizi a domicilio, durante il periodo estivo venivano trasferite nella zona di Ancona. Questo per evitare di essere rintracciate, oltre che per approfittare della maggior presenza turistica nelle zone di mare ed offrire “sesso a pagamento” ai turisti in trasferta.

Il volume di affari – I militari hanno inoltre effettuato una stima del volume di affari del giro di prostituzione che fruttava fino a un milione di euro: su 10 ragazze il ricavo era di circa 300€ a testa per una serata, di cui le giovani tenevano per sé 40€. L'attività era in corso h24. Sui familiari delle giovani all'estero veniva effettuata una certa pressione fisica e psicologica, e le stesse ragazze venivano picchiate dai loro aguzzini. Una di loro, sempre rumena, era riuscita a far carriera, legandosi sentimentalmente ad uno dei capi e scalando la piramide fino a ricoprire funzioni al vertice.

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