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Oggi Francesco in Umbria, il Papa torna ad Assisi | Il racconto della giornata

Redazione

Oggi Francesco in Umbria, il Papa torna ad Assisi | Il racconto della giornata

L'arrivo del Santo Padre in visita alla Porziuncola tre anni dopo la prima visita nella terra del patrono d'Italia | FOTO E VIDEO
Gio, 04/08/2016 - 13:48

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Oggi Francesco in Umbria, il Papa torna ad Assisi | Il racconto della giornata

E’ arrivato in anticipo a Santa Maria degli Angeli ed ha fatto il suo ingresso in basilica intorno alle 15.40 Papa Francesco. Dal campo sportivo dove è atterrato in elicottero è arrivato poi fino al sagrato della chiesa a bordo di una utilitaria. Ad accoglierlo fuori dalla porta della basilica i superiori dell’Ordine dei francescani, poi l’ingresso in chiesa (qui il video), dove ha salutato e benedetto i tanti fedeli presenti, prendendo in braccio alcuni bambini. Una visita piena di sorprese quella del santo padre, che dopo l’arrivo in anticipo, un breve momento di preghiera (circa 13 minuti ndr.) in silenzio all’interno della Porziuncola ed un’omelia incentrata sul significato del Perdono, si è messo a disposizione per confessare i fedeli presenti.

VIDEO: L’INGRESSO DI PAPA FRANCESCO IN BASILICA

Le autorità- Tra le prime file della basilica papale di Santa Maria degli Angeli le massime cariche istituzionali umbre, tra cui il sottosegretario del ministero degli Interni Gianpiero Bocci, la vicepresidente della Camera Marina Sereni, il prefetto di Perugia Raffaele Cannizzaro, la presidente della Regione Catiuscia Marini, la presidente del Consiglio regionale Donatella Porzi, il procuratore generale di Perugia Fausto Cardella, il sindaco di Assisi Stefania Proietti (e la sua giunta quasi al completo), le massime cariche delle forze dell’ordine dell’Umbria. Accanto al santo padre, invece, cardinali e vescovi, tra cui gli otto vescovi dell’Umbria.

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Le parole del pontefice

Cari fratelli e sorelle, mi piace ricordare oggi, prima di tutto, le parole che, secondo un’antica tradizione, San Francesco pronunciò proprio qui, davanti a tutto il popolo e ai vescovi: ‘Voglio mandarvi tutti in Paradiso’.  Cosa poteva chiedere di più bello il Poverello di Assisi, se non il dono della salvezza, della vita eterna con Dio e della gioia senza fine, che Gesù ci ha acquistato con la sua morte e resurrezione? Il Paradiso d’altronde, che cos’è se non quel quel mistero di amore che ci lega per sempre a Dio per contemplarlo senza fine?“.

DSCN2026 (Copia)Quella del perdono – ha detto poi – è certamente la strada maestra da seguire per raggiungere il paradiso. E qui alla Porziuncola tutto parla di perdono! Che grande regalo ci ha fatto il Signore insegnandoci a perdonare per farci toccare con mano la misericordia del Padre. Perché dovremmo perdonare una persona che ci ha fatto del male? Perché noi per primi siamo stati perdonati. Ognuno di noi potrebbe essere quel servo della parabola che ha un grande debito da saldare, ma talmente grande che non potrebbe mai farcela. Anche noi, quando nel confessionale ci mettiamo in ginocchio davanti al sacerdote, non facciamo altro che ripetere lo stesso gesto del servo. Diciamo: ‘Signore, abbi pazienza con me’. Sappiamo bene, infatti, che siamo pieni di difetti e ricadiamo spesso negli stessi peccati. Eppure, Dio non si stanca di offrire sempre il suo perdono ogni volta che lo chiediamo”.

“Cari fratelli e sorelle il perdono di cui san Francesco si è fatto canale qui alla Porziuncola continua a generare paradiso ancora dopo otto secoli. In questo Anno Santo della Misericordia diventa ancora più evidente come la strada del perdono possa davvero rinnovare la Chiesa e il mondo. Il mondo ha bisogno di perdono; troppe persone vivono rinchiuse nel rancore e covano odio, perché incapaci di perdono, rovinando la vita propria e altrui piuttosto che trovare la gioia della serenità e della pace. Chiediamo a san Francesco che interceda per noi, perché mai rinunciamo ad essere umili segni di perdono e strumenti di misericordia. Possiamo pregare su questo, ognuno come lo sente, invito i frati, i vescovi ad andare ai confessionali, anche io ci andrò per essere nella disposizione del perdono. Ci farà bene riceverlo oggi qui, insieme”.

Le fasi finali della visita

Lo scambio dei doni – Dopo un’ora di confessioni, Papa Francesco è uscito dal confessionale per recitare il Padre Nostro insieme ad i fedeli ed impartire la benedizione solenne. Il custode della Porziuncola, padre Gugliotta gli ha quindi consegnato un dono, un’opera che rappresenta San Francesco che abbraccia Gesù. Il pontefice  a sua volta ha donato ai frati le quattro pietre delle porte sante. Quindi si è recato nell’infermeria dei frati francescani, dove non sono ammesse riprese.  Al termine uscirà sul sagrato della basilica. A seguire la visita per due ore è stata fino alle 17,30 Rai Uno.

DSCN1973 (Copia)La confessione – Ha destato particolare attenzione  il fuori programma della confessione  in cui Papa Bergoglio ha ricevuto  nel confessionale ben 19 tra religiosi, scout e semplici  partecipanti all’evento.

Il caldo – Il grande caldo ha causato più di un  malore tra i partecipanti (si parla di una quindicina di interventi, con solo un ricovero in via precauzionale ndr.), tanto che la gran parte dei presenti ha cercato riparo nella parte alberata intorno alla Basilica di Santa Maria degli Angeli, lasciando il sagrato con le sue pietre bianche e arroventate.

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L’incontro con l’Imam di Perugia

Altro importantissimo fuori programma di Papa Francesco che nella sua nuova visita in Umbria sta lasciando  tracce profonde anche nel dialogo interreligioso. Il Santo Padre ha infatti avuto un incontro privato in Basilica con l’Imam di Perugia, Abdel Qader Mohammad, che già nella giornata del 31 luglio aveva partecipato in Basilica alla messa dedicata al ricordo di Padre Hamel, ucciso da terroristi dell’Is nella sua chiesa in Francia. Tutti gli osservatori sono concordi nel valutare questo incontro come un fatto di grande valore sociale ed umano, oltre che un preciso segnale nel contesto del dialogo con la comunità musulmana.

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“Qualcuno non ha bisogno di perdono?”

 Il Papa, dopo aver salutato i malati sulla piazza della Basilica, si è fermato per un ultimo saluto tutti i presenti, “Vi ringrazio tanto della vostra accoglienza, chiedo al Signore che vi benedica. Vi ringrazio di questa voglia di essermi vicino, non dimenticatevi: bisogna sempre perdonare, perdonare dal cuore. Se noi perdoniamo, il Signore ci perdona, tutti noi abbiamo bisogno di perdono. Qualcuno non ha bisogno di perdono? Se qualcuno non ha bisogno di perdono, alzi la mano. E per favore pregate per me. Arrivederci!”


Le ore prima dell’arrivo

Sale l’attesa per la visita di Papa Francesco ad Assisi: nella città serafica la macchina organizzativa gira a pieno regime dalle prime luci dell’alba e stanno già trovano posto gli oltre duecento giornalisti giunti da ogni angolo del mondo, per seguire il Santo Padre nel suo pellegrinaggio alla Porziuncola dove San Francesco iniziò il suo percorso religioso e dove il Patrono d’Italia capì che doveva vivere secondo il Santo Vangelo.

Proprio da questo luogo sacro, San Francesco inviò i primi frati ad annunciare la pace. Ed oggi sarà Papa Francesco a raccogliere, idealmente il Suo testimone storico e religioso: il Pontefice arriva  a due giorni dall’ottavo centenario del Perdono di Assisi, ovvero, l’indulgenza plenaria che libera in parte o in tutto dalla pena temporale dovuta per i peccati. Alla Porziuncola – viene sottolineato – i pellegrini possono ottenere l’indulgenza plenaria tutti i giorni dell’anno, una volta al giorno.

assisi papafrancesco chiesa057Ed oggi, nell’Anno Santo della Misericordia, ai piedi di Assisi si inginocchierà un pellegrino speciale, il Francesco del terzo millennio. Sono ancora impresse nella mente e nel cuore dei fedeli, le immagini e le emozioni della precedente visita ufficiale il 4 ottobre del 2013 proprio in occasione della Festività di San Francesco: un itinerario che – a distanza di qualche settimana dall’elezione sul Trono di Pietro – portò Francesco a toccare tutti i luoghi francescani del territorio assisiate.

Ad accogliere il Papa una maxi infiorata realizzata dagli infioratori di Spello

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“La Provvidenza sempre ci accompagna e spesso ci sorprende. Chi avrebbe potuto prevedere che, per l’VIII centenario del Perdono di Assisi, avessimo un papa di nome Francesco? E come indovinare che questo anniversario cadesse nell’anno dedicato alla misericordia?”. Monsignor Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi, commenta in questi termini il pellegrinaggio in forma privata, annunciato a sorpresa, di Papa Francesco alla Porziuncola, in programma domani. “Sono circostanze che destano stupore e fanno intuire un disegno di Dio”, prosegue il vescovo in un’intervista al Sir, lanciandosi in una sorta di profezia che lo riguarda: “Al mio predecessore Teobaldo, nel 1310, toccò confermare, contro voci critiche, l’indulgenza della Porziuncola che Francesco aveva ottenuto da papa Onorio III. A me forse tocca, nell’attuale contesto storico, spiegarne il senso e l’attualità”. “Da Onorio III, che concesse questo dono alla Porziuncola, a papa Francesco, che viene a visitarla per ricevere egli stesso questo dono, brilla in Porziuncola il servizio del successore di Pietro alla santità della Chiesa”, la sintesi in anticipo della visita del Papa: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa”, si legge nel Vangelo di Matteo: “Gesù non cessa di onorare la sua promessa”, il commento del vescovo, che per gli ottocento anni dell’indulgenza della Porziuncola ha indirizzato ai fedeli della diocesi e ai pellegrini una lettera pastorale dal titolo: “Perdono di Assisi, cammino di Chiesa”. Come si prepara Assisi ad accogliere per la seconda volta il Papa, tre anni dopo la sua storica visita? “È provvidenziale che, in questo Anno della misericordia – risponde Sorrentino – papa Francesco abbia scelto di venire alla Porziuncola, pellegrino tra i pellegrini. Lo accogliamo con gioia. Aderiamo al suo magistero. Preghiamo per lui. E come non sentirlo, ad Assisi, particolarmente caro, quasi doppiamente “nostro”, quale primo Papa che porta il nome del nostro Santo? La sua visita, come quella del 4 ottobre 2013, infonde nuovo slancio al nostro cammino pastorale”.

Ad accogliere il Papa una maxi infiorata realizzata dagli infioratori di Spello

(aggiornato alle 16.38)


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