"Nuvole", le pedalate del Giusto Bartali arrivano nelle scuole umbre - Tuttoggi

“Nuvole”, le pedalate del Giusto Bartali arrivano nelle scuole umbre

Redazione

“Nuvole”, le pedalate del Giusto Bartali arrivano nelle scuole umbre

Un testo teatrale per raccontare di come il campione abbia salvato tanti ebrei dalla persecuzione nazista
Mar, 12/03/2019 - 10:06

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“Nuvole”, le pedalate del Giusto Bartali arrivano nelle scuole umbre

“Nuvole: da Firenze ad Assisi con la libertà nascosta nella bicicletta di Bartali” è l’iniziativa ideata dall’associazione Ritmi per far conoscere ai giovani, attraverso la straordinaria vicenda civile e sportiva di Gino Bartali, il significato dei valori autentici dello sport ed il difficile cammino per la riconquista della libertà. Ma, soprattutto, tenere accesi i riflettori su una figura speciale di campione dello sport, non un personaggio esclusivamente concentrato su se stesso, ma un uomo capace di prendersi cura degli altri e di affrontare i rischi con coraggio e senso di responsabilità.
Presentata alla Sala Partecipazione di Palazzo Cesaroni dal curatore del progetto, Paolo Mirti, ha visto la partecipazione della presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Donatella Porzi, del presidente del Consiglio comunale di Perugia, Leonardo Varasano, e del professor Marco Mazzoni e Maria Mazzoli, rispettivamente presidente e consigliere del Corecom Umbria, il Comitato per le comunicazioni regionale che ha contribuito al sostegno del progetto, uno spettacolo teatrale rivolto alle scuole secondarie di primo e secondo grado, che riporta in luce la storia di come Bartali ha salvato gli ebrei di Umbria e Toscana.

Proprio settantacinque anni fa, nel tratto Firenze-Assisi – ha spiegato Paolo Mirti – il campione pedalava per la libertà nascondendo nella canna della bicicletta documenti d’identità falsi che avrebbero procurato la salvezza di centinaia di ebrei e rifugiati politici arrivati nella nostra terra. L’opera, interpretata da Stefano Venarucci con il commento musicale di Giuseppe Barbaro, vede coinvolte le scuole dei comuni di Assisi (sarà al Lyrick il 18 marzo), Bastia, Bettona, Perugia, con incursioni nelle Marche (Corinaldo, Arcevia). E tanti altri comuni umbri che stanno via via facendo pervenire il loro interesse ad ospitare lo spettacolo. Attraverso questo testo che ho scritto, raccontando la storia di Gino Bartali vogliamo proporre ai giovani un modello diverso di campione sportivo”.

È importante radicare e svolgere questo tipo di eventi negli anniversari – ha sottolineato la presidente Porzi -, ma figure come Gino Bartali vanno celebrate sempre, tutti i giorni. E farlo in un cammino che unisce i nostri Comuni, coinvolgendo le nostre scuole – ha aggiunto Porzi – è un valore aggiunto. Per questo è rilevante che una data si possa svolgere anche all’interno della nostra Assemblea legislativa, per mettere a disposizione un lascito di valori e ideali importantissimo che ‘Ginaccio’ ci ha lasciato“. Leonardo Varasano si è soffermato, invece, sul  valore dei Giusti tra le Nazioni, ricordando oltre Bartali, le figure importanti di Perugia (come don Federico Vincenti e don Ottavio Posta) per la loro opera di aiuto e salvataggio di ebrei.

Il Comitato Regionale per le Comunicazioni dell’Umbria – ha evidenziato Mazzoni – con particolare entusiasmo sostiene questa interessante iniziativa che permettere di ricordare alle giovani generazioni un evento che fa parte della memoria storica del nostro paese e della nostra regione, attraverso il teatro, la forma di comunicazione più efficace per veicolare contenuti profondi e per trasmettere valori umani puntando sul coinvolgimento emotivo degli spettatori, che in questi caso sono giovani studenti”. “Nuvole” racconta quindi le imprese del grande ciclista toscano campione della libertà, attraverso la fascinazione di un uomo che da bambino ha visto Bartali correre a Nuvole, la frazione di Città di Castello nella quale Gino ha soggiornato. In particolare l’opera si sofferma sul ruolo che ha avuto per la salvezza degli ebrei nascosti ad Assisi.

A spiegare nel dettaglio l’opera teatrale è stato il regista e attore dello spettacolo, Stefano Venarucci. Che ha raccontando anche alcune curiosità legate all’entusiasmo suscitato nei ragazzi che vengono coinvolti interattivamente nell’iniziativa. “Colpiti dal gesto eroico di un campione che mette a repentaglio, dopo tutto il successo, la sua stessa vita – ha detto – è il segno tangibile che in quel momento il seme gettato si è innestato”.

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