Sit in permanente fuori da Palazzo Cesaroni a Perugia “a difesa dell’ospedale di Terni“. Si alza lo scontro politico, già molto forte, tra Regione Umbria e Comune di Terni sulla realizzazione del nuovo ospedale. Con il sindaco ternano Stefano Bandecchi che dopo i vari botta e risposte delle ultime settimane annuncia un presidio in piazza Italia a partire da lunedì 26 gennaio e fino a venerdì 6 febbraio.
“Ho bisogno di persone di Terni che hanno voglia come me e come tanti altri come me – è l’appello del primo cittadino – di far fare questo ospedale a Terni”. Annunciando che verranno distribuiti volantini, con l’obiettivo di far presente “ai consiglieri regionali che 220 milioni sono meno dei 780 milioni che loro hanno deciso di spendere per il nostro ospedale“.
La maggioranza regionale, però, difende la propria linea e replica duramente al sindaco ternano. “Apprendiamo che Stefano Bandecchi – scrivono in una nota i gruppi di maggioranza, e dunque il Patto Avanti – intende organizzare nei prossimi giorni una presenza continuativa sotto la sede della Regione Umbria, annunciando iniziative e proteste sul tema dell’ospedale pubblico di Terni. Un’iniziativa che appare quantomeno contraddittoria e di cui, francamente, non è nemmeno chiaro l’obiettivo.
Bandecchi è lo stesso che ha costruito la propria azione politica e amministrativa attorno al progetto di uno stadio-clinica privata. È quindi singolare che oggi si proponga come difensore della sanità pubblica, quando il suo interesse è sempre stato rivolto a un modello fondato sul privato, un elemento che assume contorni ancora più gravi se si considera il clamoroso conflitto di interessi che riguarda il sindaco di Terni, che da un lato si presenta come paladino dell’ospedale pubblico e dall’altro ha promosso e sostenuto direttamente progetti di sanità privata. La maggioranza che governa la Regione Umbria lavora, invece, per rafforzare la sanità pubblica. Ci interessa davvero l’ospedale di Terni, il suo futuro e il suo ruolo strategico non solo per la città ma per l’intera Umbria. È su questo obiettivo che stiamo concentrando il nostro impegno, lontano da passerelle, ambiguità e strumentalizzazioni.
In questi mesi abbiamo posto basi solide per un progetto importante come il nuovo ospedale di Terni, che deve essere centrale nel sistema sanitario regionale. Non annunci, ma atti concreti e scelte chiare: a partire dallo studio sulle aree idonee alla realizzazione del nuovo ospedale, un lavoro necessario che avrebbe dovuto essere fatto già anni fa e che nessuno aveva mai portato avanti con serietà.
Va inoltre sottolineato il percorso di confronto istituzionale avviato, che a breve vedrà l’audizione in Terza Commissione a Terni dei capigruppo delle forze politiche presenti in consiglio comunale. Un passaggio importante, che dimostra la volontà di ascolto e di costruzione condivisa delle scelte strategiche sul futuro della sanità ternana.
Continuiamo a lavorare anche per recuperare il tempo che è stato fatto perdere a questo territorio negli anni passati. Non va dimenticato, infatti, che l’ipotesi di project financing per il nuovo ospedale è stata bocciata per ben due volte, l’ultima nel 2024 sotto la guida del governo regionale Tesei. Scelte che hanno rallentato il percorso e che oggi impongono un lavoro serio e responsabile per rimettere il progetto sui giusti binari. Preoccupa che, mentre si rilancia un modello già respinto e senza ancora una chiara comprensione di ciò di cui si sta parlando, si rischi concretamente di far perdere a Terni altri dieci anni. Non è chiaro, infatti, contro cosa sia realmente diretta questa protesta: contro l’impegno della Regione Umbria per dare finalmente a Terni un nuovo ospedale pubblico? Per l’Umbria e per i ternani vogliamo un ospedale nuovo, moderno e attrattivo, capace di essere un vero centro di eccellenza, in grado di trattenere e attrarre professionalità, garantire qualità delle cure e rispondere ai bisogni di salute dei cittadini. La sanità pubblica si costruisce con il lavoro quotidiano e con decisioni responsabili, non con annunci o occupazioni simboliche. Noi continuiamo a lavorare per una sanità pubblica forte, nell’interesse dei cittadini e delle cittadine e del diritto alla salute pubblica in Umbria”.
Una presa di posizione, quella del Patto Avanti, che non è piaciuta a Bandecchi, che sui social è tornato ad attaccare, con una risposta piuttosto sguaiata, contro “i disperati della maggioranza della Regione”. Contestando le cifre che secondo la Regione servirebbero per realizzare un nuovo ospedale a Terni: per il primo cittadino ne basterebbero un terzo: dai 220 ai 280 milioni di euro, mentre il Governo regionale ne vorrebbe “spendere 780 per costruire a Colle Obito”.
(foto di repertorio)