È stato un dibattito politico piuttosto pacato ma senza apportare grandi elementi di novità quello sul nuovo ospedale di Terni che ha visto confrontarsi la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti con la Terza commissione regionale e la Conferenza dei capigruppo del Comune di Terni, alla presenza anche del direttore generale dell’azienda ospedaliera “Santa Maria” Andrea Casciari e dell’assessore regionale Francesco De Rebotti.
Ufficialmente è stata l’occasione per presentare lo studio sulle “Aree idonee alla localizzazione del nuovo ospedale”, i cui contenuti erano stati presentati dalla Proietti a dicembre.
“Quello di oggi è un positivo momento di confronto” ha esordito la governatrice regionale dopo gli interventi dei consiglieri comunali e di quelli regionali, che hanno posto varie domande e perplessità. “Avvertiamo tutti – ha ripetuto più volte – il carattere di urgenza di questa opera. Il nuovo ospedale di Terni – ha spiegato – serve a tutta l’Umbria, anche per la sua funzione attrattiva verso l’alto Lazio. Lo studio sulle aree idonee è stato ragionevolmente impostato come primo passo per evitare che potessero nascere degli extra costi legati a condizionamenti esterni. Il Dea di Secondo livello a Terni è una necessità assoluta ed è in atto una discussione a livello nazionale sugli attuali parametri, che verranno probabilmente rivisti. Progettare oggi un nuovo ospedale all’interno della rete sanitaria regionale è molto più complesso che in passato, anche per una diversa e minore disponibilità di fondi per l’edilizia sanitaria”.
Nuovo ospedale Terni, nodo fondi e localizzazione
Quindi un elemento di novità: “Puntiamo ad un Irccs, in collaborazione con l’Università. Questo però dipende da valutazioni scientifiche e specialità di ricerca, ospedaliere e universitarie, di cui si dispone. L’Università avrà un ruolo fondamentale anche per l’ospedale di Terni e la sede universitaria non rappresenterebbe un problema, anche se venisse scelto un sito diverso dall’attuale. Il sito di Colle Obito non è stato escluso, si potrebbe ipotizzare una nuova struttura integrata con l’esistente, anche se il servizio non potrà certamente essere interrotto”. Sulle risorse regionali disponibili la Proietti ha osservato: “le risorse di parte corrente non possono essere usate per gli investimenti. Per questi serviranno risorse nazionali. La Regione potrà coprire i costi relativi al potenziamento del personale, che verrà ampliato. È in atto un ricalcolo degli indicatori dei fondi che spettano all’Umbria: il Fondo sanitario fino ad oggi era calcolato in base alla popolazione e questo ci penalizzava. Da quest’anno il riparto è stato ricalcolato in base alla dispersione territoriale dei suoi abitanti, elemento che incrementa i costi per l’assistenza. Servirà un progetto definitivo del nuovo ospedale per poter chiedere un riparto ‘ex articolo 20’, nell’ambito della prossima Legge finanziaria”. Quanto al project financing in sanità, “era stato bocciato da una commissione tecnica nella precedente legislatura e probabilmente subirebbe oggi la stessa sorte. Esso genera un esborso negli anni che risulta improponibile. Un crono programma realistico si potrà avere solo con il progetto preliminare, anche se una quantificazione economica di massima è stata fatta. La provincia di Terni deve ottenere le giuste attenzioni anche in ambito sanitario, superando quanto può essere avvenuto in passato. Il nuovo ospedale verrà inserito nel Piano Socio Sanitario, che conterrà dettagli e ubicazione della struttura, e verrà sottoposto all’Assemblea legislativa. Sulla rivalutazione dei costi, ci affidiamo appositamente ad uno Studio di ingegneria. Il progetto preliminare verrà redatto dopo la scelta della localizzazione. Un incontro tra tecnici regionali, comunali e della Asl mi sembra molto opportuno, soprattutto adesso che esiste una base tecnica di discussione. L’anno trascorso non è stato sprecato ma utilizzato per le interlocuzioni necessarie e per chiarire quale fosse la posizione del Comune. Siamo consapevoli delle eccellenze presenti nell’ospedale di Terni che non a caso riscontra la minore incidenza di mobilità passiva. Sulle risorse disponibili: 73 milioni ex articolo 20 (contributi a fondo perduto per l’edilizia sanitaria). Tutti destinati al nuovo ospedale di Terni. A fronte di un nostro progetto credibile chiederemo risorse nazionali. Potrebbero essere disponibili 280 milioni di fondi Inail se verrà presentato il progetto. Cassa depositi e prestiti può finanziare con il fondo rotativo la parte di progetto (alcuni milioni). La Regione farà la sua parte e concorrerà al piano finanziario dell’opera quando sarà definito il progetto preliminare”.
Francescangeli: siamo fermi alla casella di partenza
Critica su quanto emerso nella commissione congiunta la presidente del Consiglio comunale di Terni, Sara Francescangeli: “Oggi dalla presidente della Regione, nell’audizione nella sede Arpa non è arrivato nulla. Siamo fermi alla prima casella, qualla della partenza. La presidente Proietti non ci ha detto nulla sul luogo di realizzazione, non ci ha detto niente sui fondi da utilizzare, anzi ha chiesto altri undici mesi per sciogliere il nodo della location. Ha detto che sono passati 25 anni senza risposte e che quindi un altro anno poco sposta. Faccio notare che 20 anni sono passati a guida delle sinistre, incapaci di dare una risposta a Terni, alla città capoluogo di provincia, punto di riferimento per i servizi sanitari anche per una utenza extraregionale. Anche sulle risorse siamo in alto mare, la presidente continua a mischiare i fondi Inail con le risorse a fondo perduto della legge nazionale.
Siamo in alto mare persino con la classificazione dell’ospedale, ascolto con orrore che alcune forze politiche sono pronte a barattare l’alta specializzazione con l’stituto di ricovero e cura a carattere scientifico, l’Ircs. A mio parere sarebbe un autentico salto nel vuoto, una classificazione che poco si addice a una struttura solo in parte legata con l’università, così come è ora l’ospedale di Terni. La nostra città, così come Perugia, ha diritto a una alta specializzazione che possa offrire ai ternani e a tutti i residenti dei territori limitrofi sia prestazioni base che di secondo livello. Non può esistere che una città capoluogo di provincia, con 110 mila abitanti, venga ridotta a una seconda scelta”.
Nuovo ospedale di Terni, Simonetti soddisfatto del percorso di partecipazione
“Oggi a Terni presso gli uffici dell’Arpa si è compiuto un altro passo avanti per la realizzazione del nuovo ospedale” così il presidente della Terza commissione Luca Simonetti ha comunicato l’esito della riunione. “Per rendere i cittadini partecipi di questo importante lavoro, la seduta è stata trasmessa in diretta su YouTube. Questo gesto conferma la volontà di portare avanti un progetto basato sulla trasparenza e sulla vicinanza alle persone”.
“Il lavoro della Commissione poi non si ferma qui. Il percorso di ascolto – spiega Simonetti – proseguirà nelle prossime settimane coinvolgendo i sindacati, i comitati cittadini, l’Ordine dei Medici, come suggerito dalla consigliera Maria Grazia Proietti, e tutte le realtà che vorranno dare un contributo serio alla costruzione del progetto. Si tratta di un metodo di lavoro importante per il nostro territorio”. “L’obiettivo della maggioranza – prosegue Simonetti – è quello di rafforzare l’intero sistema sanitario umbro partendo proprio da Terni, situazione che viene considerata un tassello fondamentale anche in ottica di mobilità attiva, come ricordato anche oggi. Il nuovo ospedale cittadino dovrà lavorare in armonia con le altre strutture del territorio come l’ospedale di Narni – Amelia, nosocomio che segue un suo percorso già avviato. L’idea di fondo è quella di creare una rete sanitaria regionale pubblica, capace di rispondere ai bisogni di salute di tutta la comunità, attraverso investimenti pubblici e una programmazione attenta e condivisa. C’è ancora molto da lavorare – conclude – ma la strada è quella giusta”.
Le critiche di Fratelli d’Italia: grande farsa
“Ancora una volta la Giunta regionale di centrosinistra dimostra di non avere un programma certo per la realizzazione del nuovo ospedale di Terni. Messa spalle al muro, la presidente Proietti di fatto conferma di voler solo prendere tempo. Mischiando le carte, la presidente rimanda al Piano socio-sanitario l’individuazione dell’area per la costruzione del nosocomio; e se, in un primo momento, nomina ‘il prossimo giugno’ come scadenza per le scelte da compiere, subito dopo rimanda a ‘pochi mesi’, salvo sottolineare un attimo dopo ‘non più di 11 mesi'”. Lo dichiarano i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia in una nota condivisa dai consiglieri comunali dello stesso partito.”L’audizione dei capigruppo consiliari del Comune di Terni, chiesta e ottenuta da Roberto Pastura di Fratelli d’Italia, come sospettavamo, non fa altro che confermare quanto tutto questo sia solo una grande farsa, a discapito dei cittadini umbri. Da parte nostra, con il senso di responsabilità che da sempre ci contraddistingue – dichiarano la capogruppo a Palazzo Cesaroni, Eleonora Pace e il consigliere regionale Matteo Giambartolomei – è stata rimarcata l’apertura al dialogo e confronto oltre le divergenze politiche per il bene superiore della sanità. Tuttavia suscita perplessità il metodo adottato dalla Regione verso la realizzazione del nuovo ospedale. Commissionare uno studio sulle aree idonee, per capire dove sarebbe possibile l’intervento, senza che vi sia un’idea chiara di cosa e come si vorrebbe costruire, sono il segno tangibile di chi non vuole assumersi l’onere di decidere. Così facendo la Regione si prende gioco dei cittadini, che non possono attendere ulteriormente per un’opera così importante, né possono rinunciare a un Dea di II livello. Dal prospetto dei fondi per il nuovo ospedale di Terni emerge chiaramente — sottolineano i consiglieri di Fratelli d’Italia — che le risorse disponibili sono esclusivamente quelle stanziate dalla precedente Giunta di centrodestra, senza alcun nuovo impegno finanziario da parte dell’attuale amministrazione”.