Nomine commissari, così la Regione di centrodestra ridisegna la sanità pensando all'Azienda unica

Nomine commissari, così la Regione di centrodestra ridisegna la sanità pensando all’Azienda unica

Massimo Sbardella

Nomine commissari, così la Regione di centrodestra ridisegna la sanità pensando all’Azienda unica

Politica, integrazione territoriale, privati: il disegno
Mar, 30/06/2020 - 14:38

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Nomine commissari, così la Regione di centrodestra ridisegna la sanità pensando all’Azienda unica

Nell’Umbria “rossa” per conoscere i nomi dei vertici della sanità bastava attendere la fine dell’animosa riunione di partito. Per sapere quanto veniva lasciato agli alleati e, soprattutto, chi l’aveva spuntata tra le diverse correnti interne.

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La Giunta Tesei, la prima di centrodestra nella storia dell’Umbria, ha spiazzato i più con la scelta di tre dei quattro commissari delle sue Aziende sanitarie. E solo perché il quarto, Massimo De Fino, era stato incaricato nella Usl 2 appena lo scorso gennaio. Personaggi, i nuovi commissari, che sono stati presentati (tutti tranne Gilberto Gentili, impegnato nella chiusura delle consegne a Crotone) in conferenza stampa insieme al rettore Oliviero.

I nuovi commissari

Con Massimo De Fino confermato alla Asl 2, per la Asl 1 la scelta è caduta appunto su Gilberto Gentili, nato a Fossombrone nel ’58, già commissario straordinario Usl di Crotone.

Per la guida dell’Azienda ospedaliera di Perugia (a un anno dallo scandalo Sanitopoli di cui ora si iniziano a celebrare i processi) è stato scelto il giovane manager (cagliaritano, classe ’71) Marcello Giannico, già dirigente Area risorse economico finanziarie Direzione Regionale Salute Politiche Sociali della Regione Lazio.

Altro giovane manager, il tarantino classe Pasquale Chiarelli, per l’Azienda ospedaliera di Terni. Già direttore Uoc pianificazione controllo di gestione, del Irccs Casa del sollievo della sofferenza, Opera San Pio da Pietrelcina.

A parte il riconfermato De Fino, che ha parlato brevemente del lavoro fatto in questi mesi di emergenza Covid, i nuovi manager non si sono sbilanciati in proclami. Intendono “far parlare i fatti”, hanno detto. Ma più che dalle parole ascoltate in questa conferenza stampa, le scelte fatte mostrano alcuni segnali chiari su come la Giunta regionale di centrodestra intenda ridisegnare la sanità in Umbria.

Sanità & politica

Un tempo, dicevamo, al cronista bastava farsi raccontare l’esito della riunione di partito per anticipare i nomi degli apicali della sanità. E se ora (o, almeno finora) non è così, non è certo perché la politica non c’entri più nulla con la sanità.

Del resto, se la politica non c’entrasse, sarebbero stati confermati per altri sei mesi tutti e quattro i commissari “con i quali abbiamo lavorato benissimo nell’emergenza Covid“, come riconosciuto da Coletto.

Piuttosto, per il cronista, risulta più difficile origliare. La Lega che traina questa maggioranza non è ancora strutturata in Umbria come un partito, al di là delle nomine recentemente sancite. Decidono in pochi e spesso fuori dall’Umbria. Per avere anteprime, dunque, occorre telefonare fuori regione, piuttosto che appostarsi fuori dalle sedi locali del partito.

Il fatto, poi, che i quattro nomi siano stati pescati appunto tutti da fuori regione, ci dice ancora altre cose. Che nella sanità umbra, fuori dall’orto del centrosinistra, evidentemente è nato poco. E che se non ha in Umbria ancora una classe dirigente (almeno nei tecnici) pronta, il centrodestra non si fa problema nel farla venire da fuori regione.

Sanità pubblica & privati

Che la sanità privata “non sia un taboo”, come avevano annunciato i nuovi amministratori umbri, lo si è visto con alcune scelte fatte anche durante l’emergenza Covid. Come quella di attivare convenzioni per ospitare i medici ospedalieri nelle cliniche private per far ripartire gli interventi rimasti indietro causa Coronavirus.

Alcuni dei commissari scelti vantano ampia esperienza anche nella sanità privata. E questo il direttore Dario lo dice apertamente, sottolineandolo anche. Un segno evidente di come i tempi siano cambiati.

Manager & età

Io guardo al presente e al futuro” dice la governatrice Tesei se le si chiede se con queste scelte la Regione abbia voluto voltare pagina in sanità. La nomina soprattutto dei due manager per le Aziende ospedaliere una novità importante la segna. E non solo per ragioni anagrafiche.

Sanità & Università

Una scelta che la governatrice Tesei ha condiviso con il magnifico rettore Maurizio Oliviero. Che a dispetto di chi, durante la corsa al rettorato, era preoccupato per le etichettature politiche dell’eventuale nuovo corso, in questi mesi ha dimostrato di lavorare con grande sintonia con la presidente leghista. Un altro segno che i tempi sono cambiati, evidentemente.

Sanità & Aziende

Più volte, nel corso della conferenza stampa, si è parlato della necessità che i quattro commissari e le rispettive Aziende collaborino tra loro portando avanti un disegno unitario di sanità regionale.

Del resto, a ciascuno, oltre alla guida della propria Azienda, è stato assegnato un compito di consulenza complessiva alla Direzione regionale sanità. Giannico nella programmazione finanziaria. Gentili, nella gestione delle liste d’attesa. De Fino nell’accreditamento del settore privato (cooperazione e cliniche), ad ulteriore conferma che in Umbria ci potrà essere più spazio per la sanità privata. Chiarelli, infine, per l’elaborazione di quel Piano socio-sanitario che l’assessore Coletto ha comunicato di voler completare entro sei mesi.

Una visione unitaria che potrebbe aprire la strada alla definizione di un’Azienda unica. Come nelle vicine Marche, dove ha lavorato Gentili. Ipotesi che la presidente Tesei non esclude. Del resto, la convenzione con l’Università è stata siglata solo a gennaio e l’emergenza Covid ha impedito di lavorarci per declinarla. E i nuovi commissari hanno tempo fino alla fine del 2020 (il loro incarico dura sei mesi) per dimostrare di essere le persone giuste per il disegno che il centrodestra ha in mente per la nuova sanità umbra.