L’ostensione del corpo di San Francesco, a tutti i fedeli: sarà uno dei momenti clou dell’ottavo centenario del Transito in programma nel 2026, anticipato questa mattina a Roma nel corso della presentazione di “San Francesco un’esplosione di vita”, il programma che accompagnerà al prossimo quattro ottobre.
Ad anticipare la notizia il custode del Sacro Convento, fra Marco Moroni, durante la conferenza stampa del 2 ottobre a Roma: “Sarà un momento particolare che abbiamo voluto realizzare per parlare della vita di San Francesco, come da slogan che anticipa quello che vuole essere il nostro intento. Attraverso le sue spoglie mortali, vorremmo trasmettere e comunicare l’importanza della vita”. Moroni ha spiegato che “Sarà proposto un itinerario, come sarà spiegato su www.sanfrancescovive.org, sito che dal 4 ottobre conterrà tutti i dettagli”; per vedere il corpo del Santo e vivere questo percorso si dovrà prenotare.
E visto che “Dall’esperienza di un uomo è cresciuta una sensibilità, che è non solo dei frati ma di tutti”, l’auspicio di Moroni è che “San Francesco festa nazionale deve essere l’occasione per rifondare e riattraversare quegli elementi e quei valori che nella legge sono bene indicati: pace, inclusione, dialogo, attenzione all’ambiente. Ci prepariamo poi alla festa di San Francesco del 2026, che comincerà da dopodomani: e ci stiamo preparando a un momento di festa internazionale, perché San Francesco è patrono d’Italia ma nello stesso tempo desideriamo far conoscere al mondo San Francesco d’Assisi. Abbiamo invitato il Papa per questa e altre occasioni nell’anno francescano ad Assisi”.
Padre Francesco Piloni, provinciale dei minori, “ha parlato di slogan azzeccato per l’ottocentenario, ma ricordiamo anche che Francesco è credente, credibile e creduto ed è quello che vogliamo proporre con gli eventi che andremo a realizzare, avendo il desiderio che questa esplosione di vita sappia toccare le coscienze”. Nello specifico ogni primo sabato del mese del 2026 saranno realizzate le iniziative “Francesco ha gli occhi tuoi”, ossia “come leggere l’oggi con gli occhi di Francesco; e ancora, dal 19 al 22 marzo ci sarà un convegno su Sorella Morte, dal 3 al 6 agosto il Franciscan Young Meeting, una sorta di capitolo delle stuoie in versione giovanile, e poi ancora la giornata mondiale dei poveri, dal 9 al 15 novembre, tra Roma e Santa Maria degli Angeli. A settembre tornerà la Festa degli Angeli, il 20 settembre, preceduta dalla due giorni Amati da Dio un percorso per le famiglie che hanno un figlio in cielo. Il 2026 si aprirà però con “Forte come la morte è l’amore”, dal 9 all’11 gennaio, un ritiro per chi sta affrontando la vedovanza.
Tra le iniziative di livello nazionale e internazionale, oltre alla digitalizzazione della biblioteca del Sacro Convento di Assisi, il sottosegretario Alfredo Mantovano ha anticipato “l’intitolazione a San Francesco del Ponte dell’Industria di Roma, oggetto di restauro; e all’inizio sarà collocata una statua del Santo; sarà ripristinato e valorizzato la ‘stanza’ del Santo in San Francesco a Ripa in Trastevere; il carcere minorile all’Aquila sarà intitolato all’Assisiate; e ci sarà il dono di un campo da calcio in una zona disagiata dell’Egitto. Verranno inoltre lanciate due raccolte fondi per le attività del Patriarca di Gerusalemme e per Cuba, dove operano sempre i francescani”. Il presidente del comitato per l’ottocentenario, Davide Rondoni, ha anticipato diverse iniziative che resteranno nel tempo, come l’opera lirica commissoonata dal Carlo Felice di Genova, un concorso canoro per giovani che saranno selezionati da un festival di musica indipendente e da don Burgio. E ancora, l’accademia mondiale di Poesia dedicherà la giornata del 21 marzo a San Francesco, a Rieti partirà invece la scuola di giullari, diretta da Davide Riondino; e alcune università si sono mosse per dei corsi dedicati a Francesco e alla sua figura.
Presenti alla conferenza stampa anche Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria (“grazie al governo e alle famiglie francescane che ci consentono di parlare del Francesco di tutti e gioiamo nel vedere un riconoscimento ai valori di Francesco che sono propri di tutti gli italiani”), il sindaco di Assisi Valter Stoppini (“Assisi è stata protagonista del giubileo e lo sarà per l’ottocentenario. La giunta sarà accanto ai comitati e alle famiglie francescane per le celebrazioni”), e il vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino, che ha sottolineato come anche la “chiesa di Assisi, madre di Francesco, sta riscoprendo la storia di Francesco anche nei luoghi in cui abito, il vescovado, e lo fa anche con la grazia, arrivata dall’alto, di Carlo Acutis. Questo comitato ha fatto tanto per l’ottocentenario, ma non è da dimenticare anche il contributo della Chiesa di Assisi, qualcosa che rimarrà nei secoli e qualcosa che sboccia sul giardino di Francesco”.














