Negozi a Castelluccio, tra polemiche, chiarimenti e interrogazioni parlamentari

Negozi a Castelluccio, tra polemiche, chiarimenti e interrogazioni parlamentari

La presidente Marini: “La popolazione deve poter rimanere qui e qui poter vivere e proseguire la propria attività economica” | Ma Lucidi (M5s) chiede lumi in Parlamento

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Sul villaggio commerciale a Castelluccio di Norcia spunta anche un’interrogazione parlamentare, mentre le polemiche da parte degli ambientalisti non si fermano. Con le associazioni e gli operatori del luogo, però, che difendono il progetto, perché vogliono ripartire e probabilmente quella del contestato “deltaplano” è la situazione meno impattante possibile visto che l’alternativa sarebbero dei container con relative urbanizzazioni.


Negozi a Castelluccio, il progetto | Operatori: Fateci lavorare


L’ultimo scontro è andato in scena venerdì pomeriggio proprio  a Castelluccio, con i rappresentanti delle associazioni ecologiste che sono stati attaccati dai castellucciani. Mentre il caso è finito anche in Parlamento. Il senatore umbro del Movimento 5 stelle Stefano Lucidi, infatti, ha presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti; interrogazione che, spiega il parlamentare, è “un atto dovuto, viste anche le grandi polemiche che ha suscitato il progetto e gli articoli e prese di posizione pubblica contro l’iniziativa. Abbiamo appreso – evidenzia – che con un contributo della ProCiv di 2,5 milioni di euro, e per una estensione di circa 8mila metri quadrati, verrà realizzato un centro commerciale alle falde dell’insediamento abitativo di Castelluccio, nel versante che guarda verso il Pian Grande. Ma ancora non conosciamo nulla per quel che riguarda: le zone di sosta per auto e camper e tutte le opere di urbanizzazione e di viabilità connesse.  Non sappiamo se siano state vagliate ulteriori possibilità di collocazione della struttura in zone limitrofe, così da mantenere intatta la Piana Grande, che è il simbolo e la maggior attrazione turistica del luogo. Da ultimo permane il dubbio fondamentale che è sul termine: temporaneo che si sovrappone a quello di emergenza. Due parole che potrebbero andare d’accordo ma in questo caso non sembra. Le durate dell’emergenza e del temporaneo sembrano in questo caso non coincidere con i tempi della ricostruzione delle abitazioni civili. 15 o 20 anni di attesa non sono sicuramente assimilabili al concetto di temporaneo. Stanno circolando in rete in queste ore le prime immagini sull’impatto reale che avrà questa struttura e restano vane pertanto le parole dell’amministrazione Marini che hanno lasciato invece dubbi e perplessità. Non esiste una sola via (del PD) per far rinascere il territorio di Castelluccio, esistono alternative sostenibili sia ambientalmente che politicamente, iniziamo a percorrerle sganciandoci dalle logiche del passato”.

A cercare di chiarire ancora una volta i dubbi, dopo l’incontro di qualche giorno fa a Perugia, è stata la Regione, con una nuova riunione pubblica a Castelluccio, venerdì scorso.

Abbiamo voluto presentare pubblicamente qui, a Castelluccio, un progetto di altissima qualità architettonica che potrà ospitare temporaneamente le attività economiche e produttive le cui strutture sono state gravemente danneggiate dal terremoto. Si tratta quindi di un progetto di protezione civile che consentirà la delocalizzazione di queste attività in una struttura temporanea, che abbiamo voluto condividere fino in fondo con tutta la collettività dei castellucciani”: è quanto ha affermato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, alla presentazione del progetto del centro di servizi che sarà realizzato a Castelluccio, nel sito Diana, ex cava oggi abbandonata e che sarà bonificata, progetto poi illustrato dall’architetto Francesco Cellini che lo redatto, in collaborazione con le strutture della protezione civile della Regione Umbria e con il Dipartimento di ingegneria dell’Università degli studi di Perugia. Il progetto è stato realizzato anche con il contributo del Ministero per le politiche agricole e con Nestlè, che ha promosso la raccolta fondi. La presidente Marini – davanti ai castellucciani ma anche ai rappresentanti di un paio di associazioni ambientaliste – ha voluto sottolineare come la Regione, sin dall’indomani degli eventi sismici, consapevole della particolarità e della straordinaria bellezza e delicatezza di Castelluccio e della Piana, ha sostenuto la necessità di realizzare qui una struttura comune “per evitare che si realizzasse una delocalizzazione diffusa – che era nel diritto degli operatori – di tutte le attività, questa sì invasiva ed impattante”. “Ciò a cui abbiamo voluto opporci e dire no – ha affermato Marini – era all’idea di chiudere Castelluccio, perché la popolazione deve poter rimanere qui e qui poter vivere e proseguire la propria attività economica, il proprio lavoro. E questa struttura risponde proprio a questa esigenza, esprimendo una qualità architettonica davvero esemplare, funzionale ed esteticamente inserita in questo magnifico ambiente. Soprattutto in queste aree dobbiamo essere consapevoli – ha concluso la presidente – che la ricostruzione imporrà tempi necessari a garantire alla stessa ricostruzione qualità, sicurezza e legalità”.

Nicola Alemanno, sindaco di Norcia, aprendo i lavori della presentazione, ha ribadito che “questo è il primo grande progetto di rinascita di Castelluccio” ed ha ricordato anche che “qui stiamo parlando di delocalizzazione di attività economiche e di realizzazione di una struttura temporanea. Devo dare atto alla Regione Umbria – ha detto – di avere voluto con forza sostenere questo progetto con la Protezione civile, avendo colto la necessità di impedire che qui si procedesse alla semplice e singolare delocalizzazione delle attività. Devo inoltre dare atto alla comunità di Castelluccio, ed a tutti gli operatori economici, di aver accettato e sostenuto questo percorso che ha imposto anche tempi un po’ più lunghi. E un progetto che apprezziamo – ha concluso – per la sua qualità, perché la bellezza di Castelluccio è patrimonio di tutti”.

Il punto dal quale siamo partiti, e dal quale non abbiamo mai voluto recedere – ha affermato Fabio Paparelli, vice presidente della Regione, che ha seguito direttamente il progetto ed il confronto con gli operatori e con chi lo ha redatto – è stato quello di un equilibrio alto tra le esigenze degli operatori e quelle della tutela di questo magnifico ambiente e paesaggio. Il progetto che presentiamo oggi, al di là di quanto scrivono sui social persone comodamente sedute nelle loro poltrone, realizza un equilibrio altissimo tra queste diverse esigenze”.  “In alternativa a questa struttura, sulla quale sono circolate cose che definire bufale è riduttivo – ha sottolineato Paparelli –  c’era l’ipotesi di più di 50 container lungo la strada della Piana. A questa ipotesi abbiamo voluto dire no, ed in questo siamo stati confortati dagli stessi abitanti ed operatori di Castelluccio, dell’Ente Parco e di molte altre associazioni ambientaliste”.

L’architetto Cellini, nell’illustrare il progetto, ha detto  “che si tratta di una grande scommessa, perché concentrerà in una unica struttura delle individualità alle quali sarà anche imposta una certa promiscuità nell’uso di spazi comuni e ciò, sono sicuro, alimenterà una positiva competitività”. L’architetto ha poi ribadito l’assoluta “temporaneità della struttura che è stata concepita per essere realizzata ‘a secco’, per poter essere smontata così come sarà montata, mentre per i materiali è stata scelta la soluzione di elementi ambientalmente non aggressivi, quali legno, canapa, acciaio”.

   Alla presentazione hanno partecipato, insieme alla presidente Marini ed al vice presidente Paparelli, anche tutti i membri della Giunta regionale e la presidente dell’Assemblea legislativa, Donatella Porzi, rappresentanti dell’Ente parco nazionale monti sibillini, ed il professor Paolo Verducci dell’università degli studi di Perugia che ha collaborato alla realizzazione del progetto

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