Minniti “L'Europa ha risolto il nodo delle rotte balcaniche, ora si occupi della Libia” - Tuttoggi

Minniti “L’Europa ha risolto il nodo delle rotte balcaniche, ora si occupi della Libia”

Redazione

Minniti “L’Europa ha risolto il nodo delle rotte balcaniche, ora si occupi della Libia”

Il ministro dell’Interno a Spoleto ha dato il via agli Incontri di Paolo Mieli 2017 | Ospite anche il capo Prociv Curcio: "Sisma da 6.5 gradi senza vittime"
Sab, 08/07/2017 - 00:44

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Minniti “L’Europa ha risolto il nodo delle rotte balcaniche, ora si occupi della Libia”

“L’Europa deve prendere a cuore i flussi migratori provenienti dalla Libia così come ha fatto con le rotte balcaniche”. Marco Minniti sceglie Spoleto per lanciare un appello agli altri paesi dell’Ue all’indomani del vertice di Tallinn.

Il faccia a faccia del ministro dell’Interno con l’ex direttore del Corriere della Sera ha tenuto a battesimo l’edizione 2017 degli Incontri di Paolo Mieli, il format concepito dal gruppo Hdrà che da quattro anni è parte integrante del programma del sessantesimo Festival dei Due Mondi di Spoleto.

Minniti: “Il 97% degli sbarchi dalla Libia”

“Nei primi 6 mesi dell’anno – ha spiegato Minniti – in Italia sono sbarcate 85mila persone, il 97% delle quali provenienti dalla Libia. Negli scorsi anni un grande flusso di migranti si è mosso lungo la direttrice dei Balcani, ma l’Europa si è mobilitata, con il risultato che nel 2016 la rotta balcanica orientale ha fatto segnare un -84%, quella occidentale -72%, mentre quella del Mediterraneo centrale è aumentata del 18%. Non ci si vuole rendere conto che il confine sud sahariano della Libia non è un’anticamera dell’Italia, ma rappresenta il vero confine dell’Europa. L’ho spiegato a Tallinn e spero che abbiano compreso”.

La stretta attualità e in particolare il delicato fronte libico hanno attraversato gran parte della conversazione tra Mieli e Minniti. Al giornalista, che ha ricordato la recente esternazione di Emma Bonino, secondo la quale le navi approdano in Italia perché a suo tempo fu lo stesso governo italiano a chiederlo, il ministro ha risposto tentando di fare luce sulla questione. “Dopo l’affondamento di un’imbarcazione che provocò un numero impressionante di vittime a largo di Lampedusa, l’Italia organizzò una missione nazionale, che poi ricevette il sostegno dell’Europa. Sono passati anni e adesso la missione è europea. La vera ipocrisia oggi è quella di chi pensa di poter salvare vite in mare senza occuparsi dell’accoglienza a terra”. E ancora: “Dobbiamo lavorare per la stabilità della Libia, a partire dalla lotta al traffico di esseri umani. In questi sei mesi l’Italia ha fatto un ruolo di apripista. Siamo andati sul territorio, abbiamo realizzato molte cose e le abbiamo portate al cospetto dell’Europa, che ora deve fare la sua parte. Se vogliamo governare i flussi non abbiamo alternative”.

Il terremoto visto da Fabrizio Curcio

Dopo Minniti è stata la volta del  capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio. Che ha ricordato come il 30 ottobre 2016 la scossa di terremoto con epicentro a Norcia ha fatto segnare un livello di 6,5 punti sulla scala Richter, la più forte in Italia dal 1980. Le conseguenze sono state devastanti per il territorio, ma non ci sono stati morti. “Un 6,5 che non ha portato morti è un fenomeno praticamente unico – ha spiegato Curcio – ed è un risultato figlio di un’azione importante di prevenzione e formazione fatta sul territorio. Paradossalmente, però, la mancanza di vittime non ha restituito all’opinione pubblica la reale percezione di un dramma tremendo che ha ferito il territorio”. E proprio Spoleto con il suo territorio, pronto al riscatto e al rilancio dopo il sisma, rappresenta il tema conduttore della rassegna di Mieli, che vede sfilare 10 grandi protagonisti della vita politica, economica, sociale e culturale del nostro Paese.

Curcio vede nella società 2.0 un rischio, più che un’opportunità nella gestione dell’emergenza. “La sequenza di scosse del 2016 – ha spiegato – è la prima avvenuta da quando c’è l’uso massivo dei social, che creano uno stato d’ansia costante che non aiuta i cittadini che vivono questa situazione, costantemente avvisati dagli smartphone magari soltanto per un sisma del 2,1, che altrimenti non avrebbero nemmeno sentito o sarebbe stato confuso con il passaggio di un autobus. Questo non aiuta a restituire serenità”. “Il web – ha aggiunto – può essere un generatore d’ansia costante se non c’è adeguata preparazione e conoscenza del fenomeno attraverso una formazione e un’informazione che consentano di valutare gli eventi con i giusti parametri. Ognuno pretende risposte o previsioni, ma soprattutto in tema di terremoti le risposte molto spesso non possono essere date. E fatalmente una società moderna abituata ad avere risposte su tutto questo non lo accetta”.

I prossimi incontri in programma

Dopo le conversazioni con Minniti e con il Capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, sabato 8 luglio sarà la volta di Carlo Ratti, urbanista di fama internazionale, mentre domenica mattina toccherà a due figure legate alla letteratura e al giornalismo come Teresa Ciabatti e Aldo Cazzullo. Nell’ultimo weekend saranno con Paolo Mieli Alessandro Amato, geologo e vulcanologo, Vincenzo Barone, direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, il regista e attore Pif e due importanti scrittori, Camilla Baresani ed Edoardo Nesi.

La rassegna è un format di Hdrà a cura di Maria Carolina Terzi, Maddalena Maggi e Paolo Giaccio. Tutti gli incontri saono in diretta su Twitter su #Mielincontra e fruibili sui social seguendo l’hashtag #Mielincontra. Agli Incontri di Paolo Mieli, Hdrà, con il Comune di Spoleto e il Festival dei 2Mondi, ha voluto affiancare due momenti di riflessione e di confronto, il 14 e il 15 luglio, con istituzioni nazionali, regionali e locali, stakeholder e ospiti internazionali per ripensare insieme Spoleto, la città che ospita il più antico e importante festival teatrale italiano, come luogo ideale dove vivere, fare impresa e cultura.

A sostenere per il primo anno “Gli Incontri di Paolo Mieli” è JTI Italia, società del Gruppo Japan Tobacco, uno dei maggiori produttori di tabacco a livello internazionale. Da sempre impegnata nella valorizzazione dell’arte e della cultura come volano per lo sviluppo della società e per la crescita delle comunità locali, JTI Italia quest’anno ha scelto di puntare sugli Incontri di Mieli.

HDRÀ

Si scrive Hdrà, si legge Accadrà. Un gruppo di comunicazione integrata tutto italiano, guidato da Mauro Luchetti, che fa del confronto un vero punto di forza per offrire a ogni cliente una strategia taylor made. Cinque le business unit che compongono il gruppo: Aleteia per la comunicazione ATL e BTL, Consenso per le relazioni istituzionali e le media relations, You&Web per la comunicazione social, Overseas per l’organizzazione di eventi e Skydancers per la produzione di film e video. Hdrà partecipa al Festival dei 2Mondi per il sesto anno consecutivo con un proprio format integrato nella programmazione ufficiale di Spoleto60.


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