Matteo Manfucci, il tenore di 'Cuochi d'Italia' "Porto la lirica anche in cucina" - Tuttoggi

Matteo Manfucci, il tenore di ‘Cuochi d’Italia’ “Porto la lirica anche in cucina”

Davide Baccarini

Matteo Manfucci, il tenore di ‘Cuochi d’Italia’ “Porto la lirica anche in cucina”

Lun, 10/05/2021 - 12:55

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Il 20enne tifernate reduce dall'exploit in tv racconta le sue due grandi passioni per i fornelli e lo spettacolo. "A settembre rappresenterò ancora l'Umbria...."

A soli 20 anni fa già spettacolo con la maturità di un veterano, spaziando tra musica e cucina, mondi diversi che lui fonde insieme. Matteo Manfucci è un tifernate poliedrico e sorprendente che sogna e fa sognare. Lo ha dimostrato anche al suo debutto in tv (col botto) a Cuochi d’Italia.

L’exploit a Cuochi d’Italia

Il giovane aspirante chef partecipa al torneo culinario di Tv8 grazie anche alla “proposta” dell’Istituto “Patrizi-Baldelli-Cavallotti”, (la sua scuola) sfiorando addirittura la finale per un solo misero punto. “Feci un provino quasi per scherzo a ottobre, in pieno lockdown, e alla fine mi sono ritrovato a rappresentare l’Umbria. Psicologicamente è stata veramente una cosa particolare, che mi ha quasi scosso, perché fare da ambasciatore di una regione come la nostra, ricca di tanti bravissimi chef, non mi sembrava per niente facile ma anzi molto rischioso. Soprattutto per la mia giovane età. Per fortuna poi è andata bene, ho vinto 3 puntate consecutive e sfidato 4 regioni, cercando di portare ovviamente la mia tradizione rivisitando piatti tipici e ricevendo apprezzamenti da chef come Gennaro Esposito, Diego Rossi e Cristiano Tomei”.

“Per rappresentare Città di Castello cucinerei…”

Dopo aver “umbrizzato” in trasmissione prodotti come la carne d’asino ragusano e improbabili abbinamenti come pesce e formaggio – grazie ai quali ha battuto gli avversari di Sicilia e Trentino – Matteo è stato messo alla prova anche da noi, che gli abbiamo chiesto quale piatto cucinerebbe per rappresentare la sua Città di Castello: “Di sicuro andrei su un dolce. Ci sono tanti prodotti che potrei utilizzare. Ovviamente il dolce tipico nostro che ancora (per fortuna) è rimasto un emblema di Città di Castello sono le classiche castagnole. Quindi farei proprio un dolce tipico su questa linea. Però potrei pensare anche ad un semi freddo al mascarpone con una parte ‘croccante’ – perché alla fine i tifernati sono molto legati fra di loro con questo spirito un po’ ‘croccante’ – che darei sicuramente con il torrone”.

La passione per la cucina…

Una passione, quella per la cucina, esplosa già a 4 anni, quando metteva le mani in pasta con mamma e nonne, e coltivata sempre grazie ai 5 anni trascorsi all’istituto “Patrizi-Baldelli-Cavallotti” – dove si è diplomato a pieni voti all’indirizzo enogastronomico – durante i quali “si è quasi venuto a creare un rapporto figlio-genitori tra me, i docenti e la preside, che mi hanno sempre coinvolto in vari progetti”. In uno di questi, dove la scuola è arrivata seconda a livello nazionale, Matteo Manfucci ha creato anche un gelato all’olio d’oliva salato, “nato perché sbagliai a mettere le dosi ma ugualmente apprezzato nel Nord Italia”.

Oggi il tifernate, che non smette mai di studiare, insegna anche cucina come supplente in alcune scuole dell’Umbria.

…e quella per la musica

La passione per la musica, invece, nasce a 7 anni, quando iniziò a studiare fisarmonica. Poi una vita sul palco insieme ad un’orchestra – “quanto mi manca il pubblico” – a partire dai 12 anni, a cantare e suonare. Solo di recente, però, scopre la sua vera vocazione: la lirica. Diventato tenore solo da un paio di anni, ora studia al Conservatorio di Perugia per crescere ancora. Tanto è l’amore per la lirica che Matteo ha “introdotto” il canto lirico anche tra i fornelli di Cuochi d’Italia, coinvolgendo i giudici (e perfino gli avversari) a intonare famose arie tra un piatto e un altro.

Non so ancora – ammette – se nel mio futuro prenderà il sopravvento la passione per la cucina o per il canto. Al momento sto cercando con tutto me stesso di portarle avanti entrambe, buttandomi in progetti che riguardano l’una e l’altra. Per questo poi devo anche ringraziare le persone che lavorano per me: io alla fine ci metto la faccia ma dietro di me c’è sempre uno staff che mi sostiene”.

“Quando ho cantato con la città deserta”

Tra i tanti progetti di Matteo Manfucci, uno tra i più suggestivi è stato “Distanti oggi per un futuro all’unisono”, un emozionante video in cui il 20enne tifernate, si è esibito di notte con le immagini di una Città di Castello deserta, ad un anno esatto dall’inizio della pandemia (sotto il videoclip).

Un’idea nata in 10 giorni, molto improvvisata ma che sarebbe caduta ad un anno esatto dall’inizio della pandemia. Da musicista e cantante ho voluto ricordarlo proprio con la musica. Purtroppo lo scorso marzo le restrizioni era ancora forti e abbiamo dovuto chiuderci all’interno della Pinacoteca per evitare di far avvicinare chiunque. Non nego che mi ha fatto molto male perché comunque per un cantante il contatto con le persone è una parte fondamentale. E’ stato molto toccante anche cantare in mezzo ad un parco completamente desolato, con mascherine e distanze. Una realtà straniante che mai avrei potuto immaginare di vivere a vent’anni”.

Ancora sorprese per il futuro

Sul futuro Matteo Manfucci è molto criptico ma fa capire di avere molte novità in serbo, e sembra ancora in tv. “Sto già lavorando ad un progetto che spero andrà in onda a settembre. Come dico sempre qualcosa sta bollendo in pentola”. Il poliedrico artista di Città di Castello ci anticipa che rappresenterà ancora una volta l’Umbria ma “non dirò altro (ride): annuncio solo che sarà un’esperienza totalmente nuova anche per me”. Non resta che aspettare…

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