Marocchinate e uccise dai partigiani, una via per Rina e Annita - Tuttoggi

Marocchinate e uccise dai partigiani, una via per Rina e Annita

Redazione

Marocchinate e uccise dai partigiani, una via per Rina e Annita

La richiesta dell'Anvm alle amministrazioni di Terni e Polino
Sab, 26/10/2019 - 15:09

Condividi su:


Marocchinate e uccise dai partigiani, una via per Rina e Annita

Le hanno chiamate “marocchinate”. Sono le donne che durante la Seconda guerra mondiale, quando gli alleati riuscirono a fondare la linea Gustav, subirono le violenze della divisione franco-marocchina, composta da nordafricani agli ordine del generale Alphonse Juin. Analoghe violenze furono perpetrate dalle truppe coloniali inglesi. Tra le loro vittime anche bambine, anziane e suore. Ma anche uomini non furono risparmiati dalla violenza sessuale.

Ma in quei mesi, con l’Italia diventata un campo di battaglia, episodi di barbara violenza ci furono da una parte e dall’altra del fronte che si spostava verso nord. Come dimostrano le storie di due donne, Rina e Annita, entrambe assassinate nel 1944, a pochi chilometri di distanza l’una dall’altra. La prima per mano partigiana, la seconda dai soldati alleati.

Si tratta della tragica fine di Rina Petrucci e Annita Aquilanti. A prendersi carico del loro sacrificio è l’Associazione nazionale vittime delle marocchinate (Anvm) che ha scritto una lettera al sindaco di Polino per chiedere di intitolare una via e un concorso letterario a Rina Petrucci, uccisa dai partigiani il 25 aprile 1944. Analoga missiva è stata spedita al primo cittadino di Terni, per chiedere un eguale ricordo di Annita Aquilanti, la povera mamma assassinata il 19 luglio 1944 dai soldati indiani per aver difeso la figlia da uno stupro.

Le richieste avvengono dopo che, sabato scorso, una delegazione dell’Associazione, guidata dal ricercatore storico Pietro Cappellari, si è recata sui monti di Polino, nei pressi della località Salto del Cieco, per deporre una rosa sul cippo che ricorda il martirio di Rina Petrucci. Successivamente la delegazione si è spostata al cimitero di Collescipoli di Terni e ha deposto un mazzo di fiori sulla tomba di Annita Aquilanti.

Il presidente dell’Anvm, Emiliano Ciotti, ha lanciato un appello affinché “chi sa, parli”, perché sia finalmente possibile dare un volto e un nome agli autori della morte di Rina Petrucci e si faccia luce sugli aspetti ancora oscuri dell’intera vicenda.

Inoltre, l’Anvm ha inviato una lettera sia all’amministrazione comunale di Polino che a quella di Terni, chiedendo di dedicare una via a Rina e Annita in occasione del 25 novembre 2019, giornata mondiale contro la violenza sulle donne, e di indire un concorso letterario con cui si possano tramandare il ricordo e il sacrificio delle due donne.

Aggiungi un commento

"Innovare
è inventare il domani
con quello che abbiamo oggi"

Lascia i tuoi dati per essere tra i primi ad avere accesso alla Nuova Versione più Facile da Leggere con Vantaggi e Opportunità esclusivi!

true Cliccando sul pulsante dichiaro implicitamente di avere un’età non inferiore ai 16 anni, nonché di aver letto l’informativa sul trattamento dei dati personali come reperibile alla pagina Policy Privacy di questo sito.
"Innovare
è inventare il domani
con quello che abbiamo oggi"

Grazie per il tuo interesse.
A breve ti invieremo una mail con maggiori informazioni per avere accesso alla nuova versione più facile da leggere con vantaggi e opportunità esclusivi!