MARCIA PERUGIA-ASSISI, SIAMO 100.000 E ABBIAMO SETE DI PACE. AMNESTY APRE CORTEO CON UN BULLDOZER (Foto) - Tuttoggi.info

MARCIA PERUGIA-ASSISI, SIAMO 100.000 E ABBIAMO SETE DI PACE. AMNESTY APRE CORTEO CON UN BULLDOZER (Foto)

Redazione

MARCIA PERUGIA-ASSISI, SIAMO 100.000 E ABBIAMO SETE DI PACE. AMNESTY APRE CORTEO CON UN BULLDOZER (Foto)

Dom, 16/05/2010 - 22:30

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Sono tornate alla ribalta anche quest'anno le bandiere multicolore della Marcia della Pace, conclusasi da poco nella piazza della basilica di S. Francesco, ad Assisi. Una marcia quest'anno voluta contro la guerra e contro la violenza, ma soprattutto contro il diffuso cinismo che gira intorno a questi temi, che siamo abituati a vedere quotidianamente “nel mondo, in tv”. La settimana di pioggia ha concesso qualche tregua, specie sul finire, alle migliaia di persone (centomila, per gli orgasnizzatori) che comunque non si sono scoraggiate e hanno affrontato le 3-4 ore di marcia per manifestare la loro “sete di pace” e di non violenza, percorrendo a piedi i 24 km che separano Perugia da Assisi. Pochi simboli né particolari passarelle di politici quest'anno: con le niche eccezioni di Vendola, Bersani, Bindi e Giordano. La manifestazione è stata invece multicolore, con una forte presenza di giovanissimi, spesso aggregati intorno a nuclei del mondo scout.

Tante le associazioni che hanno aderito all'iniziativa umbra. Tra queste alcuni gruppi di profughi in rappresentanza delle aree più critiche del mondo per i conflitti e l'assenza di libertà: dall'Iran all'Iraq, dalla Somalia alla Palestina e al Darfur. Ma anche la violenza e l'intolleranza “nostrane” hanno trovato i loro spazi nella denuncia della Marcia. Tra questi l'appello di Amnesty Inernatinal, che ha aperto il corteo con un bulldozer, per denunciare le ruspe che stanno spazzando via interi campi Rom a Roma al fine di fare spazio ad una pista di Formula 1, come ha denunciato dal palco, al termine della manifestazione, il portavoce dell'associazione. E ancora, altre sigle e movimenti, da Libera e i familiari delle vittime di mafia, all'Avis, Legambiente e via dicendo per un totale di 1.130 organizzazioni, centinaia di istituzioni locali e diverse sigle sindacali, a ricordare, tra i tanti temi, anche quello del lavoro.

Tra i vari “popoli” presenti, anche quello delle Carriole dell'Aquila, i rappresentanti con impermeabili bianchi, uniti per richiamare l'attenzione sui ritardi di ricostruzione degli edifici della capitale abruzzese, disrutta dal terremoto poco più di un anno fa. Diversi gli stand “sulla via”: a Ponte S. Giovanni quello per la raccolta firme per il referendum sull'acqua pubblica e lo stand della Lega Anti Vivisezione, che nei giorni scorsi aveva accolto gon grande favore l'inserimento tra i temi della marcia anche della violenza contro gli animali.

Per raggiungere grandi obiettivi “bisogna camminare insieme” ha affermato in chiusura l'organizzatore della Marcia, Flavio Lotti, facendo riferimento anche all'attualità, ricordando in un passaggio, la questione dell'ospedale di Emergency in Afghanistan, chiuso ormai da un mese, dopo le vicende dei tre medici italiani arrestati e poi rilasciati, che hanno tenuto banco tra le cronache nazionali alcune settimane fa.

(Francesco De Augustiniis)


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