MANOVRA FINANZIARIA: LE RIFLESSIONI DELL'ANMIC SPOLETO SUI DETTAGLI - Tuttoggi.info

MANOVRA FINANZIARIA: LE RIFLESSIONI DELL'ANMIC SPOLETO SUI DETTAGLI

Redazione

MANOVRA FINANZIARIA: LE RIFLESSIONI DELL'ANMIC SPOLETO SUI DETTAGLI

Gio, 03/06/2010 - 16:01

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di Enrico Mariani*

Ci risiamo di nuovo. Nuova manovra finanziaria, o manovra finanziaria correttiva, ed ecco rispuntare un altro giro di vite sugli invalidi civili. E pensare che noi tutti del settore, dirigenti e operatori dell'Anmic, credevamo che più di quello che era stato fatto ai danni della categoria degli invalidi civili non si potesse fare. Si pensava a ciò perché oggettivamente non c'era più spazio di manovra, perché l'unica cosa rimasta erano briciole non in grado di lenire in alcun modo la fame e il disagio del disabile. Ora, con questa ulteriore stretta, possiamo dire che è stata pulita la tovaglia e non è rimasto più nulla.

Le principali misure, possiamo ben dire, anti invalidi civili, possono essere così riassunte:

  • a partire dalla data di entrata in vigore del decreto legge approvato, per accedere all'assegno mensile di invalidità civile la percentuale passa dall'attuale 74 all'80 per cento.

  • sono stati previsti programmi di visite straordinarie per gli anni 2011 e 2012 nell'ordine di 200 mila unità per anno.

  • è stato modificato l'accertamento delle condizioni di handicap che sarà effettuato sulla base della classificazione internazionale dell'Organizzazione mondiale della sanità;

  • le Regioni sono chiamate a concorrere alle spese per l'invalidità civile, prevedendo l'accantonamento del 45% a valere sui trasferimenti dovuti a ciascuna di esse;

  • è fissata una responsabilità per danno economico a carico del personale sanitario che, intenzionalmente, attesta falsamente uno stato di malattia o di handicap, cui consegua il pagamento di trattamenti economici di invalidità civile o handicap.

Una breve disamina di queste decisioni, ci inducono a fare una conseguente ed amara riflessione: perché tanto accanimento e cattiveria verso una categoria già profondamente ferita? Come potete notare fino ad ora ho parlato di misure anti invalidi civili. Si è proprio così, queste non sono misure contro i falsi invalidi, i quali sono stati sempre contrastati anche dall'ANMIC, queste sono misure punitive per tutta la categoria degli invalidi e disabili. E al 90% la categoria è composta da persone umane corrette, scrupolose, che nella loro sofferenza cercano di vivere nella maniera più dignitosa possibile. E' logico che il furbo c'è, come c'è in tutte le altre categorie e in tutti gli altri campi, ma per scovare giustamente il furbo non si deve assolutamente fare in questo modo, mettendo alla berlina l'intera categoria degli invalidi civili, come si suol dire fare di tutta l'erba un fascio.

Ritornando alle misure sopra descritte ci si pongono degli interrogativi le cui risposte sono talmente scontate che portano ad una convalida della mia precedente considerazione.

1) Se si alza il limite per poter usufruire di un beneficio economico, questo che significa punire chi sta male o scovare il falso invalido?

2) Se si predispongono addirittura 200.000 visite all'anno, significa andare a infastidire i veri invalidi oppure andare a scovare quelli falsi? Non voglio credere che uno Stato di diritto avanzato come il nostro paese, per scovare un falso invalido abbia come unica soluzione questo metodo, che ha come risultato il creare un enorme disagio a tutti gli invalidi.

3) Se una parte delle spese per l'invalidità civile deve essere presa in carico dalle Regioni, ciò provocherà la scoperta del falso invalido o gravi perdite di tempo nell'erogazione del beneficio pensando al fatto che le Regioni i Comuni, e gli Enti Locali in genere economicamente sono in grave sofferenza?

4) Il sottolineare la responsabilità civile e penale nei confronti del personale sanitario atto a riconoscere lo stato di invalidità civile, mi sembra del tutto fuori luogo perché non è da ora che quando si commette una truffa ai danni dello Stato si rischiano tutte le sanzioni del caso, per cui sembra che l'unico scopo sia quello di impaurire ed irrigidire le Commissioni cercando, nel dubbio, di non dare anche a chi ne ha diritto.

Tra l'altro, ritornando ai 200.000 controlli l'anno, vorrei dare un dato sulle verifiche svolte fin qui. E' un dato che testimonia la scarsa efficacia di questo metodo: solo 18.000 rischiano oggi di perdere i benefici economici, ma sicuramente faranno ricorso alla magistratura ordinaria. Si prevede un recupero del 20-25% di questi. Insomma, alla fine quanto avremo speso per colpire 10.000 falsi invalidi? Avrebbe molto più senso – ed è questa la proposta dell'Anmic – che le commissioni, libere da pressioni o intimidazioni, fossero messe in condizione di filtrare all'inizio le domande, anziché spendere tanto per le revisioni. Sempre in merito ai controlli, si ricorda il disagio che è stato procurato a tanti invalidi, che per le loro condizioni non sarebbero dovuti essere convocati.

Infine la manovra rischiava di riportare negli istituti centinaia di invalidi, ma per fortuna sembra che il pericolo sia scampato: l'Associazione nazionale mutilati e invalidi civili, a seguito di un duro confronto con gli organi istituzionali ha fatto si che sia stata abbandonata l'ipotesi che il testo preveda, in materia di riduzione della spesa per l'invalidità, l'introduzione di un tetto di reddito per l'ottenimento dell'indennità di accompagnamento. Il documento, che arriva oggi in Consiglio dei ministri ma di cui nei giorni scorsi già tanto si è detto sui giornali, quasi certamente non conterrà alcun limite di reddito per gli invalidi.

Per noi era una grande preoccupazione perché riteniamo che l'indennità di accompagnamento rappresenti un vero e proprio ammortizzatore sociale per le famiglie delle persone invalide, che oggi rischiano di scoppiare. E proprio la mancanza di altri fondi, insieme all'invecchiamento della popolazione, più forte in alcune regioni come in particolare proprio l'Umbria, spiega quell'aumento del numero di indennità che il governo denuncia. Questo strumento è fondamentale per le famiglie, anche se copre circa un quinto delle loro necessità: infatti si calcola che un invalido costa alla sua famiglia circa 2.500 euro al mese.

Detto ciò, l'ANMIC pur fortemente amareggiata, non intende alzare bandiera bianca, e sarà sempre disponibile al dialogo con ogni forza politica, ma non accetterà più decisioni basate su preconcetti che portano, come fin qui avvenuto, a forti danni e disagi sia economici che morali della categoria che rappresenta. Non potremo fermare il trasporto, ne la produzione delle industrie, ne i servizi sanitari, ne creare disagio alcuno, ma per far capire che gli invalidi civili ci sono potremo fare ancora più male, potremo rendere pubbliche le loro realtà, frutto del disagio causato da queste decisioni, e colpire in maniera netta e dolorosa le coscienze di coloro che per rimettere a posto i conti pubblici, decidono di farlo sempre risicando e togliendo, non so più che cosa, agli invalidi civili con l'unica, e a questo punto oserei dire ridicola, scusa della lotta ai falsi invalidi.

*Responsabile ANMIC Spoleto-Valnerina, Consigliere Regionale e Delegato Nazionale


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