Finisce alla ribalta nazionale il caso dell’ospizio lager di Assisi, un’indagine risalente al 2016. A occuparsene Le Iene, domenica 7 ottobre. Il servizio di Giovanna Nina Palmieri ha ripercorso la vicenda, esplosa dopo un esposto anonimo del dicembre del 2015 nel quale si segnalavano “ripetuti comportamenti violenti da parte degli operatori sanitari ai danni di diversi pazienti di una comunità terapeutica” situata nella frazione di Torchiagina.
La struttura era riconosciuta dalla Regione e ospitava soggetti di ambo i sessi con patologie psichiatriche, specializzata in finalità riabilitative e di reinserimento delle persone con problemi pure di tossicodipendenza attraverso interventi di tipo relazionale. In realtà, però, essa – almeno stando alle prime risultanze investigative – sarebbe stata una vera e propria casa degli orrori, con i pazienti lasciati senza pranzo e cena, riempiti di sonniferi per farli stare calmi e risparmiare (“così dormivano e non mangiavano”), presi a calci, colpiti con pugni e bastonate e addirittura ammutoliti tappandogli la bocca con nastro adesivo.
Il magistrato che ha coordinato l’inchiesta del Nucleo antisofisticazione dei carabinieri dell’Umbria contesta a tutti gli indagati il reato di concorso in maltrattamenti parlando di “reiterati atti di aggressione fisica e psicologica”, di “costante ricorso alla violenza fisica” e “atti di afflizione psicologica”. Ad aprile 2018, il giudice per l’udienza preliminare Valerio D’Andria, a inizio anno, aveva stabilito che per le undici persone rinviate a giudizio – a vario titolo – per maltrattamenti, sequestro di persona, maltrattamenti, lesioni e percosse, il processo comincerà nel dicembre 2019.
Nel servizio, di dieci minuti circa, viene tra l’altro intervistato Alessandro, il fratello di Francesca, una delle ospiti della comunità che sarebbe stata vittima dei maltrattamenti. “I ragazzi erano terrorizzati. Uno degli operatori veniva chiamato Bulldog”, racconta l’operatrice che ha denunciato i maltrattamenti che sarebbero avvenuti nella comunità. La Iena ha parlato anche con il fondatore della comunità, Fulvio Fraternale.
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