L'AVVOCATO MARIO ROSSI, ZIO DELL'ONOREVOLE LUCIANO, HA DONATO UN PREZIOSO LIBRO SULL'UNITÀ D'ITALIA AL COMUNE DI FOLIGNO - Tuttoggi

L'AVVOCATO MARIO ROSSI, ZIO DELL'ONOREVOLE LUCIANO, HA DONATO UN PREZIOSO LIBRO SULL'UNITÀ D'ITALIA AL COMUNE DI FOLIGNO

Redazione

L'AVVOCATO MARIO ROSSI, ZIO DELL'ONOREVOLE LUCIANO, HA DONATO UN PREZIOSO LIBRO SULL'UNITÀ D'ITALIA AL COMUNE DI FOLIGNO

Ven, 18/03/2011 - 19:30

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Dopo aver donato un prezioso libro sull’Unità d’Italia al comune di Foligno, l’avvocato Mario Rossi ha inviato una lettera al sindaco di Foligno, Nando Mismetti, che si apre con la citazione di Goffredo Mameli “Noi siamo da secoli calpesti, derisi perché non siam popolo, perché siam divisi”. Ecco il testo: “In occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, l’avvocato Mario Rossi, già comandante del gruppo partigiano, sorto a Massa Martana, “Banda Guido Rossi”, collegato alla “Brigata Garibaldi”, comandata da Antero Cantarelli di Foligno, nonché già membro della commissione regionale di nomina governativa, per il riconoscimento della qualifica di “Partigiano combattente”, dedica in ricordo del tanto sangue sparso in tutte le guerre che hanno caratterizzato il Risorgimento italiano. Unisce al presente, in accordo con le associazioni partigiane di Spoleto e Foligno, il libro storico sulla lotta partigiana in Umbria. A memoria delle generazioni future affinché ricordino tutti coloro che hanno sofferto e sono caduti nell’offrire l’estremo sacrificio nella seconda guerra mondiale. Essi diedero la loro vita e la loro gioventù per amore di un ideale “la propria Patria unita e libera”. La mia speranza è che, nel leggere queste pagine, nel rivivere i fatti storici e dolorosi, si risveglino nel cuore di tutti quegli ideali e quei sentimenti che siano capaci di mantenere alta e viva la fiamma dell’amore per la propria Patria. Questo dono al Comune di Foligno è fatto dal sottoscritto con l’augurio che, portando a conoscenza di tutti le tristi vicende trascorse, in avvenire non si ripeta la Storia. Il mio desiderio è quello che, conservando il volume nella sala consiliare, sia di monito e sprone ad evitare aspre battaglie e rimanga a perenne ricordo dell’Unità d’Italia”.

(Modificato alle 21.35)

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