Sparatoria: il Pd "vuole" Romizi a San Martino, lui rilancia con la videosorveglianza - Tuttoggi

Sparatoria: il Pd “vuole” Romizi a San Martino, lui rilancia con la videosorveglianza

Redazione

Sparatoria: il Pd “vuole” Romizi a San Martino, lui rilancia con la videosorveglianza

Paura per i banditi ancora in fuga, lo scontro tra i banditi e i poliziotti davanti all'asilo | Telecamere nelle uscite della E45 e del Raccordo
Mer, 12/12/2018 - 15:30

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Sparatoria: il Pd “vuole” Romizi a San Martino, lui rilancia con la videosorveglianza

La sicurezza diventa sempre più terremo di scontro politico, dopo lo scontro di martedì tra agenti di polizia e rapinatori a San Martino in Campo. Il Pd attacca la Giunta, ritenuta colpevole di non tutelare i cittadini (insieme al Governo nazionale) e “chiama” Romizi a San Martino in Campo per un confronto pubblico con i cittadini su quanto avvenuto. Il sindaco non replica al Pd, ma si rivolge direttamente alla cittadinanza, assicurando che i fatti criminali non saranno sottovalutati e rilanciando il progetto di videosorveglianza in tutti gli svincoli del Raccordo autostradale e della E45.

Rimarrà alta l’attenzione su questa parte di territorio interessata, negli ultimi mesi – ammette il sindaco – da un alto numero di furti o tentativi, per contrastare i quali sono stati già attivati dispositivi e azioni dedicati. Anche alla luce dei presenti accadimenti – informa il primo cittadino – risulta ancora più importante il progetto presentato dall’Amministrazione comunale, che prevede un nuovo sistema di videosorveglianza intelligente, ossia in grado di rilevare le targhe degli autoveicoli, al fine di presidiare tutti gli svincoli del raccordo autostradale intorno a Perugia e della E45”.

Romizi rivolge poi un ringraziamento agli uomini della polizia di Stato per il loro intervento: “Sono grato agli agenti della polizia di Stato per la celerità e professionalità con cui hanno operato ieri pomeriggio a San Martino in Campo, anche a rischio della propria incolumità. Un’ulteriore dimostrazione dell’impegno che le forze dell’ordine mettono nella lotta al crimine nella nostra città”.

Il Pd all’attacco

Insomma, senza citare il Pd, il sindaco respinge le accuse rivolte dai circoli dem di San Martino in Campo e di San Martino in Colle, che attraverso una nota dei segretari Alessio Persichini e Alessandro Sdoga, chiedono gli chiedono di spiegare in un incontro pubblico quali azioni sono state attuate dall’amministrazione comunale per garantire la sicurezza di queste frazioni e delle zone limitrofe.


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La richiesta dei due circoli del pd è appoggiata da tutti il gruppo consiliare del Pd: “Tutti i cittadini – scrivono gli esponenti dem – devono avere la possibilità di essere informati, non solo una ristretta delegazione selezionata in modo arbitrario“. Nel mirino c’è l’amministrazione comunale, accusata di non essere in grado, attraverso le relazioni con il Governo nazionale, di garantire la sicurezza anche in una delle frazioni più tranquille della città. Di non aver saputo attivare i fondi dei bandi pubblici per la vigilanza pubblica, né di essersi opposta al declassamento della Questura di Perugia.

Tra l’altro, si rileva come lo scontro tra i malviventi ed i poliziotti sia avvenuto davanti ad un asilo nido, nell’ora in cui i genitori, di ritorno dal turno di lavoro pomeridiano, vanno a riprendere i propri figli. Per gli esponenti dem non si è trattato di fatalità. Lamentano infatti di aver sollecitato più volte il Comune ad intervenire, visto che da settimane gli abitanti della zona (che si allarga a Sant’Andrea d’Agliano, San Martino in Colle e Santa Maria Rossa) lamentano di essere bersagliati da furti ed episodi di microcriminalità.

A questo si aggiunge ora la paura per quattro rapinatori in fuga. “Nessuno vuole un primo cittadino sceriffo – scrivono gli esponenti del Pd – o una Giunta di giustizieri. E’ lecito però che la popolazione pretenda di essere tutelata“.

Insomma, il tema della sicurezza, sollevato dal centrodestra nelle elezioni amministrative come in quelle nazionali dello scorso anno, rischia di diventare un boomerang per l’amministrazione comunale perugina.

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