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La ditta di pulizie non versa gli stipendi, appello al rettore: ci paghi l’Università

Redazione

La ditta di pulizie non versa gli stipendi, appello al rettore: ci paghi l’Università

Gli otto dipendenti non prendono lo stipendio da agosto
Dom, 12/01/2020 - 12:10

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La ditta di pulizie non versa gli stipendi, appello al rettore: ci paghi l’Università

Lunedì mattina i dipendenti di una società che svolge servizi di pulizie per l’Università degli studi di Perugia (presso il polo di Medicina) si presenteranno presso il Rettorato per chiedere un incontro con il rettore Maurizio Oliviero. Gli 8 dipendenti ancora in forze (cui si aggiungono due ex lavoratrici che hanno cessato il rapporto nel mese di dicembre) non percepiscono infatti la retribuzione dal mese di agosto (oltre alla 14ma mensilità che avrebbero dovuto prendere a Giugno).

Questa vicenda si inserisce nella lunga e travagliata storia dell’appalto di global service della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli studi di Perugia (che successivamente alla costruzione del polo universitario comprendeva l’erogazione del servizio di riscaldamento, la manutenzione ordinaria e, appunto il servizio di pulizie). Un servizio per il quale il dieci anni si sono alternate ben quattro aziende.

L’ultima ha pagato regolarmente i dipendenti fino alla mensilità di marzo del 2019. Successivamente sono iniziati i primi ritardi, fino all’attuale blocco totale delle retribuzioni: la mensilità di luglio è stata pagata ad ottobre e da allora le lavoratrici attendono la quattordicesima, la mensilità di agosto e tutte le successive (comprese dicembre e 13ma) per un totale sette mensilità.

La crisi del Gruppo

Eppure il Gruppo Manital conta 10.000 dipendenti circa tra diretti e consorziati (Alitalia ne ha circa 11.000 e l’ex Ilva di Taranto circa 10.700) e gestisce il servizio di pulizie in numerose pubbliche amministrazioni un po’ in tutta Italia. Dall’inizio dello scorso anno è sprofondato in una grave crisi, che sembrava risolta con la acquisizione, il 16 Ottobre2019, da parte del fondo IGI Investimenti, specializzato nell’acquisto di aziende in crisi e in startup aziendali. Contrariamente alle aspettative, la situazione non è affatto migliorata, anzi sembra essere precipitata: alla fine del mese di gennaio il Tribunale di Torino tornerà ad esaminare le numerose istanze di fallimento che sono state presentate.

Secondo quanto comunicano i lavoratori perugini, Manital, allo scopo di ridurre la mole dei propri debiti e scongiurare così la dichiarazione di fallimento, ha chiesto agli enti ai quali eroga i propri servizi, in appalto e/o in subappalto, di pagare direttamente gli stipendi dei propri dipendenti, come previsto, peraltro, anche dal codice degli appalti.

“Ci paghi l’Università”

In questo quadro numerose pubbliche amministrazioni, in tutta Italia hanno pagato direttamente i dipendenti della Manital Idea, detraendo le somme erogate dai compensi dovuti all’appaltatrice. L’Università di Perugia, al corrente della situazione fin dal mese di agosto, ha sì sollecitato l’appaltatrice e la subappaltatrice al rispetto del contratto ed al versamento di quanto dovuto ai lavoratori, ha bloccato il pagamento delle fatture per il servizio di pulizia, ma rifiuta di pagare direttamente i dipendenti.Eppure l’Ateneo perugino – lamentano i lavoratori – si trova nella stessa identica situazione di tutte le altre pubbliche amministrazioni che, al contrario, si sono surrogate nel pagamento dei dipendenti delle appaltatrici“.

I dipendenti, dal canto loro, con grande senso di responsabilità hanno comunque erogato e tutt’ora erogano il servizio, nei limiti del personale rimasto in forza all’appalto, ma sono letteralmente esasperati e, prima di procedere con le azioni giudiziarie contro le due imprese e contro l’Università, hanno deciso di fare questo ultimo tentativo, sperando di riuscire ad avere un incontro con il Rettore ed in un suo intervento risolutivo.


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