Infanticidio a Terni, un giallo tra ombre e incongruenze

Parla l’avvocato della madre accusata di infanticidio

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“Ha abbasato gli occhi e ha avuto un moto di commozione”– questa la reazione della 27enne ternana, madre del neonato morto abbandonato in una busta della spesa, quando in obitorio ha espletato la formalità del riconoscimento della piccola salma.

Lo riferisce l’avvocato difensore della donna, Alessio Pressi, che nel pomeriggio di oggi TO ha avuto modo di incontrare per avere un quadro più chiaro della drammatica vicenda. “Credo che il rito alternativo sia la cosa più appropriata; vedremo gli sviluppi dell’indagine. Credo che difensivamente, questa strada, possa garantire alla donna una pena più lieve” – ha sottolineato l’avvocato visibilmente scosso dal tragico caso del quale si sta occupando.

Ricordiamo che, al momento, la donna è a disposizione dell’autorità giudiziaria indagata per infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale, ma nei suoi confronti il Pm titolare del fascicolo di inchiesta, la dottoressa Barbara Mazzullo, non ha ancora disposto misure cautelari. Il provvedimento, dopo la perizia autoptica svolta questa mattina dal prof. Bacci (che ha rilevato una morte post partum), dovrebbe arrivare nelle prossime ore, e la donna potrebbe essere reclusa in carcere, messa gli arresti domiciliari o trasferita in qualche struttura protetta.

Il legale difensore chiederà anche una perizia sulle condizioni psichiche della donna che, come sottolineato dall’avvocato “In alcuni momenti sembra essere assente e non cosciente”.

“Ho anche allertato la Asl per chiedere un intervento, visto che la donna è mamma di una seconda bambina”ha aggiunto l’avvocato.

Il giallo

Sono ancora molte le zone d’ombra sulle quali le indagini degli agenti della Questura devono far luce. L’immediatezza dell’intervento della Polizia e l’intuizione della Digos hanno permesso di risalire subito alla madre del neonato grazie a uno scontrino presente nella busta dove giaceva il corpicino; ma la confessione della donna, che avrebbe sostenuto di aver fatto tutto da sola non convince gli inquirenti.

A iniziare dai filmati registrati dalle telecamere di sorveglianza esterne al supermercato che avrebbero ripreso l’auto della donna entrare nel parcheggio a bordo di un’auto verde, all’interno del quale si sarebbe trovato anche un uomo, con buona probabilità il compagno.

Proprio il ruolo del compagno della donna è ora oggetto di approfondimenti da parte degli investigatori. La donna, nella sua confessione, avrebbe sostenuto che nessuno dei propri famigliari si sarebbe accorto della sua gravidanza, tantomeno il compagno, per via della sua corporatura robusta. Dettaglio che non convince gli inquirenti, visto che la donna è di corporatura media e non così robusta da poter nascondere una gravidanza in stato avanzato.

Anche le circostanze del parto lasciano molti dubbi. La donna avrebbe dichiarato di aver partorito in casa e di aver fatto tutto sola, per poi depositare il feto nella busta di plastica e abbandonarlo nel parcheggio due ore dopo il parto. A parte i filmati delle telecamere che avrebbero registrato anche un uomo a bordo dell’auto, sembra davvero inverosimile che una donna, dopo 2 ore soltanto da un parto, possa aver trovato la forza e il coraggio di fare tutto da sola.

Le prossime saranno comunque ore decisive per chiarire se il compagno della donna abbia avuto un ruolo decisivo nella vicenda oppure ne sia estraneo.

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