di Aurelio Fabiani (*)
Alcune considerazioni sull’incontro promosso da Spoleto a 5 Stelle a S. Martino in Trignano sull'incenerimento alla Cementir. Un incontro riuscito, con un’ampia partecipazione, dove gli esponenti del movimento si sono dilungati in una attenta e rigorosa analisi sui pericoli dell’incenerimento dei rifiuti e sui vantaggi della raccolta differenziata.Una domanda però veniva spontanea tra i presenti, ed è la stessa, guarda caso, di tutti quelli che vedendomi mi sono venuti a salutare: “ma di Cementir non si parla ? e cosa si fa se bruceranno i rifiuti ?”La questione è infatti questa, per tutti.Che fare allora? La risposta è una sola, passare dall’analisi al movimento.Due sole esperienze a Spoleto hanno avuto risultati, sotto forma di interventi istituzionali riparatori, e sono quella delle Biomasse, dove un forte movimento popolare ha imposto al Comune di impedire la realizzazione dell’Impianto e quello contro l’”ecomostro” in cui una forte iniziativa di lotta ha “attivato” l’attenzione della magistratura che ne ha ordinato una ampia demolizione.Sono esperienze che parlano di mobilitazione e di Comitati Unitari di Lotta. L’analisi che fa Spoleto a 5 stelle la condividiamo, ma ora per tutti la questione vera è, la volontà o meno di costruire un Comitato di Lotta Unitario, che diventi punto di riferimento organizzativo per una mobilitazione popolare che abbia la forza di imporre precisi obiettivi di difesa del territorio.Chi ha parlato con la popolazione dell’ Alta Marroggia sa quali sono le preoccupazioni principali e quali problemi chiedono di affrontare in questo momento, cioè il nuovo Impianto di Novelli e l’ “inceneritore” della Cementir. Più in generale poi un salto di quantità nella raccolta differenziata non è ulteriormente rinviabile.Tre obiettivi chiari che non si possono risolvere con una concertazione istituzionale fatta tra i corridoi e le stanze del Palazzo Comunale.Ciò che chiediamo, non solo a Spoleto 5 Stelle ( che è ora che esca dal recinto autoreferenziale di Partito Ambientalista in cui si è collocata ), ma a tutti i soggetti ambientalisti reali del territorio sono le seguenti cose.1) La costituzione di un Comitato Unitario di Lotta 2) La condivisione dei tre obiettivi sopra richiamati.Ovviamente il tutto in un quadro politico che escluda a priori scelte di natura antisociale e antipopolare, come sarebbe se aleggiassero ancora discorsi, che ancora a San Martino si sono sentiti, sul passaggio dalla tassa alla tariffa ( si ritornerebbe indietro di 100 anni; negli anni ’70 si diceva: “alla pompa di benzina Agnelli e l’operaio FIAT sono uguali” ), e sulla gestione dei privati della raccolta differenziata.Uniti si insomma, ma nella giustizia sociale.
(*) CASA ROSSA Spoleto