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Impianti energia rinnovabile, modificata la legge regionale

Redazione

Impianti energia rinnovabile, modificata la legge regionale

Gio, 19/03/2026 - 18:59

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L’Assemblea legislativa ha approvato le modificazioni alla legge regionale 16 ottobre 2025 n. 7 (Misure urgenti per la transizione energetica e la tutela del paesaggio umbro) adeguandola al nuovo quadro normativo nazionale definito dai nuovi articoli del Dlgs 190/2024 e agli impegni presi nelle interlocuzioni con il Governo nazionale.

“Abbiamo fatto una modifica in tempi record per consegnare regole certe nella semplificazione della realizzazione degli impianti. Un’accelerazione segnata dalla volontà di dare risposte concrete alla crisi energetica in atto. Per una volta la politica è riuscita a stare al passo con la realtà e per questo voglio ringraziare tutti i consiglieri della maggioranza del Patto Avanti” commenta l’assessore regionale all’ambiente e all’energia Thomas De Luca.

La modifica, contenuta nell’atto 287 ‘Modificazioni di leggi regionali cosiddetto Omnibus’, della LR 7/2025 risponde, innanzitutto, all’esigenza di recepire quanto disposto a livello statale per effetto dell’entrata in vigore delle novità del DLgs 190/2024 in materia di disciplina dei regimi amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili. “Abbiamo tenuto fede agli impegni assunti dalla Presidente Stefania Proietti con il Governo, nello spirito di leale collaborazione, a seguito dell’interlocuzione con i Ministeri competenti. Mentre siamo rimasti assolutamente fermi sulle aree non idonee. Non possiamo in alcun modo accettare che il nostro territorio sia oggetto di una predazione senza alcuna pianificazione” prosegue l’assessore De Luca.

Aree non idonee

Quanto alle aree non idonee viene, infatti, richiamato il decreto del Ministro dello sviluppo economico del 10 settembre 2010, ancora vigente, che le delinea. Viene, altresì, chiarito che tale classificazione non origina un divieto assoluto di installazione. In queste aree, piuttosto, gli obiettivi di protezione sono tali da rendere molto probabile un esito negativo in sede di valutazione. Viene modificato e rivisto il precedente “principio di prevalenza di idoneità” alla luce delle nuove disposizioni statali e dei rilievi posti dal Governo. Nello specifico, il regime semplificato disposto per le aree idonee si applica soltanto qualora l’impianto da fonti rinnovabili ricada interamente all’interno delle aree idonee individuate dalla Regione Umbria. Ulteriori modifiche sono in sostanza conseguenza dell’accoglimento dei rilievi formulati dai Ministeri in sede di esame della legittimità costituzionale della LR 7/2025 che la Regione si è resa disponibile a recepire.

“Nello spirito di leale collaborazione che contraddistingue questa amministrazione – precisa l’assessore De Luca – abbiamo lavorato per adeguare il testo regionale al mutato quadro normativo nazionale a seguito del decreto Transizione 5.0. Tuttavia, la nostra direzione resta ferma e coerente: la transizione energetica per l’Umbria è quella che mira all’autonomia energetica senza abdicare al governo del territorio e al contempo tutelando il nostro patrimonio paesaggistico da grandi impianti sovradimensionati e da rischi di speculazione. L’Umbria è stata la prima regione a definire idonee le aree per progetti a servizio delle CER perché crediamo che autoprodursi energia sia un diritto dei cittadini e delle imprese locali, non un terreno di conquista”.

Mappatura per l’eolico

Le modifiche definiscono un quadro di maggiore certezza normativa circoscrivendo con precisione le “ulteriori aree idonee” individuate dalla Regione Umbria. Viene inoltre confermata una mappatura delle aree a bassa esposizione panoramica per impianti eolici, da condividere con la Soprintendenza dell’Umbria.

“Con questo atto – conclude De Luca – vogliamo superare l’incertezza normativa che rischiava di bloccare i piccoli progetti destinati al tessuto economico regionale. L’adeguamento ai rilievi ministeriali non intacca la nostra visione: una transizione energetica democratica, diffusa e governata dalle istituzioni locali, capace di conciliare la produzione di energia pulita con la difesa identitaria del cuore verde d’Italia”.

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