Il test di gravidanza, il porno, la battaglia per Alex: Norbert racconta i giorni con Katalin

Il test di gravidanza, il porno, la battaglia per Alex: Norbert racconta i giorni con Katalin

Massimo Sbardella

Il test di gravidanza, il porno, la battaglia per Alex: Norbert racconta i giorni con Katalin

Sab, 09/10/2021 - 11:39

Condividi su:


Il papà del piccoloucciso a Po' Bandino racconta come ha conosciuto la 44enne ora in carcere, i mesi vissuti con lei, il bimbo conteso

Si sono conosciuti a un corso serale Norbert Juhasz, chef che attualmente lavora a Budapest come ispettore di prodotti, e Katalin Erszebet Bradacs. Lei ha un passato difficile. Spogliarellista in Italia, anni fa. Poi il matrimonio, da cui ha un primo figlio, oggi maggiorenne. Quando muore il marito Katalin torna in Ungheria. Il figlio, quando è ancora minorenne, le viene tolto e affidato alla nonna. Perché lei aveva avuto problemi psichiatrici, per i quali era stata in cura nel 2014.

Norbert: “Non si può chiamare madre
per quello che ha fatto”

Il night, il matrimoio in Italia, il ritorno in Ungheria:
la vita di Katalin fino al carcere a Perugia

La scoperta del porno

Norbert, quando inizia a frequentare Katalin, sa del suo passato da spogliarellista di night. Il resto lo scopre dopo. Anche del suo lavoro “come pornostar”. Due anni fa Cicciolina, di fronte alla richiesta di aiuto della donna, l’aveva messa nuovamente in contatto con Kovi, nome d’arte di István Kovács, il potente patron della più importante casa di produzione di film porno, la Luxx.

Del porno l’ho scoperto dopo – dice Norbert – allora sapevo solo che aveva fatto la spogliarellista di night club“. E questo non aveva impedito l’inizio di una relazione tra i due quasi coetanei (Norbert ha 45 anni, Katalin 44).

Alcuni conoscenti dicono che i due sembrassero felici insieme. Fino a quando, poco dopo l’inizio ella relazione, lei gli comunica di essere incinta. Norbert le chiede il test di paternità. E da quel momento le cose iniziano a precipitare, fino alla tragedia finale.

Test di paternità, la chat

Katalin, poi, pubblicherà sui social la chat dei messaggi tra lei e Norbert.

Potremmo fare un test di paternità. Di venerdì” le propone lui.
Test di paternità???” la risposta sorpresa di Katalin.

Perché???
Ti vuoi opporre?

Katalin pubblica sulla bacheca Facebook dell’ex compagno anche una chat tra lei e una sua amica. Sono i giorni drammatici in cui deve decidere se tenere il bambino. Il problema è il rapporto con il futuro padre. “Prova a parlargli con calma” le suggerisce l’amica. “Non voglio litigare. Sai chi sono” la risposta di Katalin.

La nascita di Alex, conteso in una battaglia legale

Il bambino, Alex, nasce il 5 maggio 2019. Ma il rapporto tra Norbert e Katalin ormai è compromesso. E il figlio viene conteso in una battaglia legale, fino al tragico epilogo in un edificio abbandonato a Po’ Bandino, in Italia, nel confine tra Umbria e Toscana.

Il 22 settembre Katalin si era vista respingere dal Tribunale di Budapest la richiesta di avere con sé il bambino, affidato al padre. A cui avrebbe dovuto consegnarlo il giorno successivo. Per poterlo vedere per 3 ore ogni tre settimane, in presenza di un assistente sociale. Da qui, probabilmente, la scelta di fuggire in Italia con il piccolo.

La battaglia anche sui social

Una battaglia che, oltre che nelle aule di tribunale, Katalin combatte anche sui social. “Come si chiama un uomo che concepisce con una donna da cui non piace avere un figlio?” scrive con rabbia Katalin commentando una fotografia postata su Facebook da Norbert mentre tiene in braccio il piccolo Alex appena nato.

Norbert oggi racconta il rapporto con la donna che si trova attualmente in carcere a Perugia per la terribile accusa di aver ucciso il piccolo Alex.

“Abbiamo vissuto due mesi insieme”

Abbiamo vissuto due mesi insieme” dice l’uomo. “I problemi sono sorti durante la gravidanza“. Norbert dice che Katalin si picchiava la pancia e assumeva sostanze steroidee. “Lei non amava Alex e non amava me“.

Nega che lui l’abbia lasciata quando ha saputo del suo lavoro nel porno: “E’ lei che mi ha lasciato. Più volte lo aveva fatto. Anche in quei due mesi in cui abbiamo vissuto insieme, se ne è andata più volte. Ma io ero contento di essere padre“, giura.

Poi la definitiva rottura e la battaglia giudiziaria per l’affidamento del bambino. “Ha fatto di tutto perché io non avessi più contatti con mio figlio. Si spostava continuamente“.

“Natale e le feste senza mio figlio”

Norbert – che martedì sarà a Perugia per essere sentito dalla Procura che indaga sulla morte del figlio – mostra le foto dei pochi momenti vissuti insieme al piccolo Alex. E racconta in lacrime il dolore per quelle ricorrenze in cui è non è potuto stare con suo figlio: il compleanno, l’onomastico, il Natale.

“Spero che ad un certo punto possiamo recuperare il Natale, figlio mio” aveva scritto su Facebook, lo scorso gennaio, commentando la foto dell’albero di Natale in casa con i regali ancora da scartare. Non sapeva che non avrebbe mai più avuto la possibilità di trascorrere il Natale con il piccolo Alex.

Burocrazia e sottovalutazione:
“Alex poteva essere salvato”


"Innovare
è inventare il domani
con quello che abbiamo oggi"

Lascia i tuoi dati per essere tra i primi ad avere accesso alla Nuova Versione più Facile da Leggere con Vantaggi e Opportunità esclusivi!

true Cliccando sul pulsante dichiaro implicitamente di avere un’età non inferiore ai 16 anni, nonché di aver letto l’informativa sul trattamento dei dati personali come reperibile alla pagina Policy Privacy di questo sito.
"Innovare
è inventare il domani
con quello che abbiamo oggi"

Grazie per il tuo interesse.
A breve ti invieremo una mail con maggiori informazioni per avere accesso alla nuova versione più facile da leggere con vantaggi e opportunità esclusivi!