Parla il papà di Alex: "Non si può chiamare madre, spero sconti una degna punizione in Italia"

Parla il papà di Alex: “Non si può chiamare madre, spero sconti una degna punizione in Italia”

Massimo Sbardella

Parla il papà di Alex: “Non si può chiamare madre, spero sconti una degna punizione in Italia”

Lun, 04/10/2021 - 12:17

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Norbert Juhász dall'Ungheria racconta del passato di Katalin spogliarellista e pornostar, la causa per l'affido e quella terribile foto mandata agli amici

Da Budapest, dove vive, Norbert Juhász non si dà pace. Il suo Alex non c’è più. Sul computer, attraverso il quale abbiamo parlato con lui, manda le foto e i video del bambino. E’ sorridente mentre gioca con il papà. Con il pallone, su una moto giocattolo, sul carrello di un supermercato.

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Piccolo tesoro, non riesco a credere che non ci sia più…” continua a ripetere Norbert, 45 anni, chef di professione, che attualmente lavora come ispettore pe manufatti.

Ma la foto che ha impressa nella mente è quella, terribile, che ritrae il bambino disteso su una copertina bianca, gli occhi, fissi. La maglietta, anch’essa bianca, intrisa di sangue e con visibili i segni della lama del coltello che lo ha colpito più volte. Sul viso i segni di una mano sporca di sangue, come se lo avesse accarezzato sulla guancia e sulla fronte, fino ai capelli biondi.

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Gli inquirenti sono sicuri: la mano che ha impugnato quel coltello è della mamma, Erzsebet Katalin Bradacs, 44 anni, anche lei ungherese. A Chiusi ospite di un amico conosciuto quando lavorava in un night in Italia. Poco distante dall’ex cabina Enel di Po’ Bandino (nel comune di Città della Pieve, al confine con la Toscana) dove per gli inquirenti si è consumato l’infanticidio.

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“Non si può chiamare madre”

Il papà di Alex è disperato. Ma accetta di parlare della relazione con Katalin, della nascita del piccolo, il cui affido era conteso in Tribunale, a Budapest. Fino ai terribili momenti di venerdì, quando ha appreso della morte del figlio, in un modo atroce.

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“Avrebbe dovuto consegnarmi Alex, ma non era a casa”

Parte proprio da quella causa per l’affido del figlio, Norbert. Mostra il provvedimento con cui il Tribunale gli aveva affidato provvisoriamente il piccolo. Porta la data del 20 settembre.

Norbert, quando sarebbe dovuto iniziare l’affidamento temporaneo a suo favore del piccolo Alex? Il 23 settembre avrebbe dovuto consegnarmi Alex

Ma la mamma era già in Italia. Io non la chiamerei mamma, dopo quello che ha fatto…

Katalin non era a casa. No, al suo indirizzo non c’era più. E così mi sono rivolto alla polizia

E cosa le hanno risposto?Che avrei dovuto fare ricorso

Da allora vi siete sentiti? Sì, l’ho chiamata al telefono. Ho capito che era in Italia, dove ha dei conoscenti

Cosa vi siete detti?Le ho detto di riportare a casa il bambino, ma lei voleva dei soldi. E mi ha detto che non Avrei rivisto Alex per diverso tempo

Che giorno era? Il primo ottobre, verso le 12

“Ha mandato a diversi amici la foto di Alex sporco di sangue”

Come ha appreso la tragica notizia, proprio quel giorno?L’ho appresa dal figlio maggiore di Katalin, Claudio. Le aveva inviato la foto del mio tesoro tutto sporco di sangue. E’ stato orribile da vedere! C’era molto sangue su tutta la maglietta. E quei suoi occhi…“.

Katalin ha mandato anche a lei quella foto? A me no. Ma l’ha mandata a diversi amici. Scrivendo che ora non sarebbe stato di nessuno. Ha anche mandato un audio a un suo amico, nel quale dice che io avevo chiuso con mio figlio

Avete subito allertato la polizia ungherese?Certo, ma purtroppo non hanno fatto in tempo a salvarlo. Lui era indifeso…

E’ vero che il figlio maggiore di Katalin, quando era ancora minorenne, le era stato tolto dalla custodia?Sì. Lei si era sposata in Italia ed era nato Claudio. Poi è rimasta vedova. Nel 2014 l’ufficio di tutela le ha tolto il figlio e lo ha affidato alla nonna. Sfortunatamente l’ho scoperto dopo

“Prima spogliarellista, poi pornostar”

Quanto tempo vi siete frequentati lei e Katalin?Abbiamo avuto una breve relazione. Poi ha subito scoperto di essere incinta

E lei ha chiesto il test di paternità, cosa che l’ha fatta infuriare.Sì. Alex è nato il 25 maggio, prematuro di due mesi. I problemi sono arrivati durante la gravidanza. Quando ha iniziato a raccontarmi la sua vita”

Il fatto che in Italia avesse lavorato come spogliarellista?Spogliarellista nei night prima, e dopo si scopre che fa la pornostar. Penso che la vita notturna abbia avuto un ruolo in questa storia

Per questo l’ha lasciata? Lei ha lasciato me. Diverse volte

“Si picchiava la pancia in gravidanza”

E il bambino?Io ero felice di diventare padre

Katalin, invece, come ha vissuto la gravidanza? Non era felice di avere Alex. Durante la gravidanza si picchiava la pancia. Fumava tutto il tempo. E stava anche prendendo farmaci steroidei

Katalin agli inquirenti italiani ha detto che Alex era la sua vita.Purtroppo non è vero…

Dopo la nascita la lite giudiziaria per l’affido. “Lei non voleva restare in contatto. Voleva persino cambiare il nome del bambino

Lei sa se Katalin seguisse una qualche cura psichiatrica?Sì, prima che ci conoscessimo. Credo abbia avuto anche un problema con le autorità. E’ stata in un reparto chiuso, per curarsi, ma è scappata da lì. Poi l’ufficio di tutela le ha tolto la custodia del primo figlio

“Spero che sconti la sua pena in Italia”

Lei, Norbert, verrà in Italia? Ha qui un avvocato?No, non verrò in Italia. Ho un avvocato qui in Ungheria. Dove aspetto che torni il mio bambino

Se potesse, cosa vorrebbe dire a Katalin, che è in carcere? Non voglio dirle nulla. Voglio che sconti la sua pena. Ma in Italia, perché lì sono più severi che in Ungheria. Spero che riceva la sua degna punizione. Vedere la foto del proprio figlio tutto insanguinato. E’ stato orribile. Non lo auguro a nessuno. Spero che riceva la sua degna punizione…“.

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