Il Riesame: “Barberini torni ai domiciliari” | Ma la misura cautelare per ora è sospesa

Il Riesame: “Barberini torni ai domiciliari” | Ma la misura cautelare per ora è sospesa

Annullata la revoca dei domiciliari, ma per ora rimarrà libero | Per i giudici “gravi indizi” circa l’ipotesi di associazione a delinquere per 7 indagati

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L’ex assessore regionale alla Sanità, Luca Barberini, dovrà tornare a gli arresti domiciliari. Il Riesame di Perugia ha accolto il ricorso dei magistrati della Procura che indagano sulla Sanitopoli perugina. I giudici del Riesame hanno annullato la revoca della misura cautelare che era stata firmata il 19 aprile al termine dell’interrogatorio di garanzia. Barberini però rimarrà libero.

Ai sensi dell’articolo 310 del codice di procedura penale, infatti, l’esecutività dei domiciliari è al momento sospesa: l’ex assessore regionale può infatti presentare ricorso (ed il suo avvocato è intenzionato a ricorrere in Cassazione). Prima, però, occorrerà attendere il deposito delle motivazioni da parte dei giudici perugini, che si sono riservati 45 giorni di tempo.

L’articolo in questione, che regolamenta l’appello contro le ordinanze in materia di misure cautelari personali, dice infatti che “l’esecuzione della decisione con la quale il tribunale, accogliendo l’appello del pubblico ministero, dispone una misura cautelare è sospesa fino a che la decisione non sia divenuta definitiva“.

Nel ricorso al Tribunale delle Libertà, la Procura faceva leva sul fatto che Luca Barberini si è sì dimesso da assessore, ma resta consigliere regionale (anche se non ha partecipato alle ultime due sedute). Per comprendere però i motivi esatti che hanno portato i giudici ad accogliere il ricorso dei pm bisognerà attendere alcune settimane.

L’altra novità importante è che i giudici del Riesame hanno accolto il riconoscimento dell’ipotesi di associazione per delinquere per 7 dei 9 indagati a cui i pm contestano il reato più grave.  Sull’accoglimento di questa tesi si basa gran parte dell’impianto accusatorio, teso a dimostrare “il sistema” per pilotare i concorsi di assunzione e le gare d’appalto all’ospedale ed alla Usl1.. Per i giudici del Riesame in merito all’ipotesi dell’associazione a delinquere sussistono “gravi indizi di colpevolezza”.

Nelle ultime ore, invece, il giudice per le indagini preliminari Valerio D’Andria ha respinto l’istanza di annullamento della misura degli arresti domiciliari per Gianpiero Bocci, nonostante il lungo interrogatorio dell’ex sottosegretario nella mattinata di martedì.

(aggiornato alle ore 15.20)

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