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Il documento dei ‘dissidenti’. Le richieste anti crisi inviate al sindaco Mismetti

Redazione

Il documento dei ‘dissidenti’. Le richieste anti crisi inviate al sindaco Mismetti

Ven, 06/07/2012 - 20:28

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di Claudio Bianchini

Una volta passato il polverone, le situazione comincia a delinearsi e a diventare sempre più chiara, o se non altro, meno complicata. Certo, resta il fatto che in casa PD tra assenze giustificate, ingiustificate o giustificate in ritardo sono giorni di assoluta confusione, complice forse l’afoso caldo estivo che rende tutto più difficile.

Gubbini e Savina, assenti giustificati
Cominciamo con ordine: subito dopo lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale sul bilancio – che a dir la verità non ha mai avuto inizio – il dato di fatto, indiscutibile ed incontrovertibile era la clamorosa assenza di metà del gruppo consiliare piddino. Una situazione che ha determinato il rinvio dei lavori ed uno smacco sia per il sindaco Nando Mismetti che per l’intera amministrazione comunale. Successivamente si è chiarito che Paolo Gubbini ed Omero Savina – ex esponenti Ds – non hanno risposto all’appello per motivi personali e pertanto da considerare assenti giustificati.
Su facebook si apre la polemica Piccolotti – Gubbini
Nelle ore successive allo scioglimento della seduta, l’assessore alla Cultura Elisabetta Piccolotti rende noto l’episodio sulla sua pagina personale di facebook, stigmattizando l’episodio e contestando in particolar modo la posizione degli alleati del Partito Democratico. Sollecitata dai fruitori della rete, l’assessore pubblica i nomi dei consiglieri che non avevano preso parte ai lavori scatenando però le ire di Paolo Gubbini, il quale avrebbe gradito che venisse specificato il fatto che la sua assenza era stata giustificata.
I dissidenti margheritini in verità erano in tre
Considerata l’assenza giustificata degli ex Ds Gubbini e Savina, l’intera area dell’ex Margherita è stata considerata come la spina nel fianco dell’amministrazione Mismetti, ma Graziano Angeli fa sapere – a sorpresa – che la sua assenza era stata giustificata sia alla segreteria del sindaco che al capogruppo Patriarchi. Il gruppetto dei ‘malpancisti’ si riduce così a soli tre petali: Lorella Trombettoni, Leonardo Soli ed Alessandro Borscia.
Al vertice con Mismetti i falchi restano solo due
Stando a quanto riferito dal capogruppo Patriarchi e della segretaria Epifani, nel vertice di chiarimento convocato a Palazzo Orfini solo i consiglieri Borscia e Trombettoni hanno disertato il summit, lasciando quindi intendere che la posizione di Leonardo Soli – assente giustificato – è tornata ben presto sotto controllo. C’è poi un piccolo giallo legato all’assenza di Graziano Angeli, in un primo comunicato viene indicato come assente ingiustificato, poi una rettifica chiarisce che aveva motivato la sua assenza. Aumentando in verità la confusione generale.
Angeli, ‘dissidente’ solo a metà
Pur non avendo partecipato al Consiglio comunale sul bilancio ed al successivo vertice col sindaco per motivi personali regolarmente comunicati ai diretti interessati, Graziano Angeli ha comunque firmato il ‘documento delle priorità’ sottoposto questa mattina al sindaco Mismetti. “Ho minacciato di querelare chi ha cercato di far passare le mie assenze come assenze strategiche e legate a chissà quali significati politici – ha spiegato Angeli – il mio comportamento politico e personale è assolutamente chiaro e lineare”.
Consegnato stamattina il documento ‘salva legislatura’
Questa mattina – intorno alle 11.30 – è stato finalmente inviato sulla scrivania del sindaco Nando Mismetti il famoso documento in cui Lorella Trombettoni, Alessandro Borscia e Graziano Angeli indicano al primo cittadino l’agenda delle priorità per gli ultimi due anni di legislatura. I tre ‘dissidenti’ del Partito Democratico elencano punto per punto le ricette per il tanto invocato ‘cambio di passo’ nell’azione amministrativa.

Anche Sel assente giustificata
Gli esponenti vendoliani non hanno preso parte alla conferenza dei capigruppo di giovedì scorso in quanto impegnati fuori città per impegni personali: lo precisano gli stessi esponenti di Sinistra Ecologia e Libertà sottolineando il fatto che non si è verificata alcuna spaccatura interna alla coalizione, come sostenuto dal capogruppo del PDL Riccardo Meloni.

Martedì 19, la resa dei conti nel PD
E’ in calendario per martedì prossimo la direzione straordinaria del Partito Democratico, un centinaio di partecipanti, tra dirigenti e amministratori locali, per fare il punto della situazione e fissare le linee per proseguire il lavoro da qui ai prossimi due anni.

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Di seguito riportiamo il testo integrale del documento:

Oggetto: proposte ed azioni per il rilancio della città di Foligno da attuare nella seconda parte di legislatura

Caro Nando,
il presente documento viene sottoposto alla tua attenzione di Sindaco della città di Foligno quale contributo per il rilancio della azione politica e amministrativa, nella seconda e conclusiva parte della legislatura.
La proposta nasce dall'esperienza vissuta in questi anni, dall’analisi dei risultati conseguiti e individuati nel programma di legislatura e dalla consapevolezza che la crisi finanziaria, economica, produttiva e sociale che ha investito, in particolare, l’Europa e il nostro Paese e la ricaduta delle azioni di riforma avviate a tutti i livelli istituzionali incidono profondamente sullo sviluppo della nostra Città, ma anche sulla tenuta del tessuto produttivo e sociale e sulla stessa coesione sociale che abbiamo positivamente costruito, insieme ad altri prima di noi.
Pur costando il tuo impegno e quello della Giunta comunale, siamo fortemente preoccupati della situazione in atto e convinti che grandi e rilevanti crisi possono essere superate solo con uno sforzo collettivo, capace di individuare percorsi e azioni in grado garantire le condizioni per lo sviluppo della nostra Città. Occorre, pertanto, attuare senza indugio scelte che favoriscano una concreta e reale partecipazione, una sorta di chiamata generale in cui tutti, con le rispettive responsabilità, competenze, entusiasmi e passioni possano liberamente e fattivamente contribuire e fornire agli amministratori utili elementi per poter attuare scelte, a nostro avviso, oramai indifferibili.
Queste forme di partecipazione dobbiamo realizzarle: non il nome che vogliamo dargli, chi le convoca, quanto durano, ci interessa soltanto far capire a tutta la cittadinanza e ai suoi organismi che ogni proposta, ogni idea, ogni soluzione ha pieno diritto di essere espressa, che verrà seriamente presa in considerazione e che può realmente essere utilizzata.
Non nascondiamolo: oggi il livello di partecipazione alla cosa pubblica ha raggiunto livelli minimi e sta generando pericolosi fenomeni di antipolitica e ormai troppo frequentemente sentiamo dire (quasi fosse una convinzione radicata ed inestirpabile): “andate tutti a casa”.
Riteniamo che tali situazioni si verifichino, purtroppo, anche nella nostra Città, perché in questi ultimi tempi (magari inconsapevolmente o perché tutti troppo presi e distolti dalla pressante routine degli impegni quotidiani) il livello di partecipazione e di confronto è stato troppo blando, ma soprattutto si è pesantemente generata la convinzione che il contributo di idee che può essere fornito nella sostanza è inutile perché inascoltato, essendo di fatto un semplice e fastidioso atto formale.
Vi è poi la necessità di fare sintesi e scegliere, con coraggio, senza indugiare per dare concrete risposte ai bisogni insoddisfatti ed emergenti. Su questo piano sai bene che non abbiamo mai mancato di sostenere ogni iniziativa, ma dobbiamo constatare che non sempre come amministrazione ci siamo (come vedi ci sentiamo parte consapevole e responsabile) distinti per tempestività e decisionismo: troppe frenate, troppe paure, troppe insicurezze hanno purtroppo rallentato una azione amministrativa che comincia a dare segnali di stanchezza.
Crediamo che occorra un cambio di marcia, un passo più deciso e, per tale motivo, ti sottoponiamo alcune questioni il cui profilo, come nel seguito avrai modo di constatare, attengono esclusivamente ad aspetti programmatici, che permettano di affrontare e aggredire da subito, con azioni e scelte politiche concrete, il difficile momento che stiamo vivendo, permettendo alla città di ricreare le condizioni per favorire uno sviluppo e un benessere della comunità che è alla base delle nostre scelte e del nostro agire politico.
Queste, in sintesi, le questioni che ti rappresentiamo e sulle quali riteniamo necessario un pronunciamento politico e un confronto con tutte le forze della coalizione che sostengono l’ Amministrazione Comunale.
Tali proposte le presenteremo pubblicamente e le parteciperemo alla Città: la loro valutazione e il loro riconoscimento dovranno essere valutate anche prima della approvazione del bilancio, strumento per eccellenza di programmazione politica:

– Ruolo e dignità alla Città: Foligno, terza città della Regione e seconda della provincia di Perugia, sta assistendo troppo passivamente a uno svilimento del proprio ruolo; siamo tutti consapevoli dell’immane sforzo di razionalizzazione che saremo chiamati ad attuare nei prossimi anni, ma appare indiscutibile che in nessun'altra Città della Regione, e probabilmente in pochi altri casi in Italia, si stia verificando la scomparsa di presenze e servizi che minano la tenuta sociale per la contrazione qualitativa e quantitativa dei servizi, con evidenti e drammatici ricadute sulla occupazione e sulla qualità stessa della vivibilità quotidiana. Sono chiari i riferimenti alla situazione della giustizia (sede distaccata del Tribunale, Giudice di pace, trasferimento della competenza ad altro tribunale), alla riorganizzazione dei servizi pubblici territoriali, alla contrazione della presenza delle grandi imprese pubbliche nel territorio comunale (poste, ferrovie, istituti previdenziali su tutti), alla riforma del sistema sanitario regionale, alla ristrutturazione del sistema del credito, al ruolo dell'Università. È un brutto elenco e purtroppo di sole sottrazioni di cui si riesce appena ad intuire la drammaticità delle conseguenze per la nostra Città.
Siamo convinti che non tutto sia attribuibile all'Amministrazione Comunale, ma la situazione, inaccettabile, impone ora, subito e senza indugi, una chiara e ferma presa di posizione che affermi che le razionalizzazioni non possono pesare solo su alcuni, che la nostra città merita rispetto e considerazione anche da tutte le altre istituzioni, che non può essere utilizzata come merce di scambio e che, per inverso, si sostenga ancora una diversa idea di Regione che prosegua nella valorizzazione del policentrismo e riconosca dignità a tutti i territori.
– Valorizzazione e rispetto dei ruoli politici: il rispetto dei ruoli e il pluralismo delle idee debbono costituire il motore della proposta politica e quindi riteniamo imprescindibile che nel prosieguo della legislatura via sia una maggiore attenzione al ruolo che esercitiamo noi consiglieri comunali, senza atti di arroganza politica e di sufficienza, così come alle proposte che provengono da parte nostra e dalla comunità cittadina; la sensazione è che vi sia una considerazione puntuale ed attenta solo ad alcune realtà e situazioni;
-Ricambio e opportunità: il ricambio nei ruoli è sinonimo di democrazia e ne costituisce elemento sostanziale per realizzare una democrazia nel senso più ampio del termine; constatiamo una Città ingessata e troppo bloccata sulle stesse figure da troppi anni e che, per tale motivo, rinuncia ai tanti saperi e conoscenze che possono essere apportati da una comunità vivace che, se non trova sbocchi e opportunità, diventa asfittica e insofferente. Non si tratta di una battaglia generazionale, ma di introdurre nel nostro sistema concetti di rotazione che permettano la realizzazione di una comunità autentica, che fondi sull'opportunità e sulla valorizzazione delle risorse la propria essenza e, per tale motivo, proponiamo che in tutti gli enti, gli organismi e le società in cui il nostro Comune partecipa, esercita un ruolo di controllo o contribuisca finanziariamente alla attività, sia inserita la previsione statutaria o normativa della limitazione degli incarichi, ritenendo che due mandati consecutivi costituiscano, nella normalità, il lasso temporale per poter dare il giusto contributo;
-Lotta al precariato: la dignità del lavoro è cruciale, deve essere difesa e valorizzata in tutte le sue espressioni; la lotta al precariato va portata avanti in maniera decisa e vanno superate in tempi ragionevoli tutte le situazioni di precariato di lungo periodo che si riscontrano nella struttura comunale, nelle società partecipate e nelle realtà che collaborano con il Comune, senza fare distinzioni e riconoscendo che tale situazioni sono inaccettabili senza distinzioni;
-Tutela della montagna: il nostro Comune è costituito per la gran parte da territorio montano, con un tessuto economico e sociale fragile e meritevole di particolari attenzioni per assicurare alla popolazione residente condizioni di vita e di reddito adeguati e per preservare un patrimonio naturale di inestimabile valore; chiediamo che nello scorcio di legislatura che rimane venga predisposto un piano significativo per la tutela del territorio montano, che permetta la valorizzazione sotto l’aspetto ambientale e turistico e che favorisca l’avvio e il potenziamento delle iniziative imprenditoriali, in particolare nel settore agricolo;
-Ruolo delle partecipate: le società pubbliche hanno un ruolo importante nel nostro territorio, per i riflessi economici, occupazionali, per i servizi prestati e per la competitività stessa del sistema; troppe indecisioni e troppe attese hanno contraddistinto questa ultima fase. Occorre, preso atto delle recenti normative nazionali che impongono una progettualità ancora più puntuale ed attenta di quella svolta nel passato, avviare senza esitazione un piano operativo che veda coinvolte le tante risorse presenti per trasformare la situazione da difficoltà in opportunità, attuando una ridefinizione dei ruoli e degli obiettivi e permettere alle nostre aziende di poter svolgere un ruolo da protagoniste nel panorama regionale, individuando un piano che dia risposte ai tanti problemi che sono emersi (ampliamento delle farmacie, mercato del gas, situazione della discarica, servizi a rete, servizi di manutenzione). Va fatto presto e la conclusione del piano va avviata, previa definizione, entro il mese di settembre;
– Ridefinizione degli strumenti partecipativi: finita l’esperienza delle circoscrizioni si sente realmente la necessità di trovare strumenti operativi che permettano una partecipazione dei territori alla gestione della cosa pubblica, che favoriscano il rapporto tra le frazioni e comunità con l’Amministrazione comunale nell'individuazione e soluzione dei problemi, ma che rappresentino anche un efficace strumento di condivisione e di partecipazione democratica; da troppo tempo si attende una proposta dalla Giunta, un impegno a cui dare soluzione per poterlo da subito progettare ed attuare almeno con il prossimo mandato;
– Riorganizzazione dell’apparato comunale: in un momento storico in cui saremo tutti coinvolti nella ricollocazione e ridefinizione della spesa pubblica e con uno scenario di limitazione delle risorse pubbliche, la riorganizzazione della struttura comunale può essere una delle poche leve a disposizione per innalzare il livello qualitativo dei servizi, rientrando tra le azioni a costo zero per la P. A.; ancora troppe sono le estenuanti attese e i lunghi percorsi che vengono richiesti alla nostra comunità; semplificazione, risposte e tempi certi per i cittadini e le imprese nel comparto dell’edilizia, dell’iniziativa imprenditoriale, nel settore ambientale e nei servizi sociali debbono rappresentare e costituire elementi di rispetto e tutela del cittadino;
-Accelerazione sulle scelte per il centro storico: il pacchetto di soluzioni per il centro storico, non limitato solamente al dilemma chiusura o non chiusura al traffico veicolare, deve puntare con chiarezza ed in tempi certi alla definizione del ruolo che il centro storico deve avere per il futuro della nostra città;
-Città della cultura: l’Amministrazione comunale deve essere il perno attorno al quale far lavorare e coinvolgere le diverse realtà associative, e ridare dignità e ruolo al sistema museale; va inoltre attuato, con un diverso taglio e con un ampliamento dell'offerto rispetto a quanto sinora realizzato, un piano destinato a favorire la valorizzazione e la promozione all'esterno del nostro patrimonio artistico e culturale, programmando iniziative di richiamo e di spessore anche con il coinvolgimento e la compartecipazione di altri soggetti;
-Fiscalità e sussidiarietà: il momento attuale, le difficoltà che attraversano le nostre famiglie e le nostre imprese impediscono di richiedere incrementi delle imposte comunali e delle tariffe, lasciando le disponibilità per garantire la quotidianità delle persone e la esistenza e lo sviluppo delle imprese, anche nella consapevolezza che il risanamento dello Stato ha già chiesto sacrifici superiori alle reali possibilità. Nella gestione delle attività pubbliche, in particolare in quelle sportive, ludiche, di animazione e di aggregazione e nei servizi alle imprese e ai cittadini, occorre valorizzare e inserire forti elementi di sussidiarietà orizzontale che vedano il coinvolgimento e un diverso protagonismo di soggetti privati, in stretta collaborazione con la gestione pubblica.

Queste proposte ci appaiono meritevoli di attenzione e vengono fatte con l'intenzione di contribuire al miglioramento della qualità della vita nella nostra Città e con quel senso di responsabilità che sempre abbiamo manifestato, ma che tu, incomprensibilmente, non ci hai voluto riconoscere.
Auspichiamo una tua disponibilità ad avviare un sereno ed aperto confronto su questi temi per noi fondamentali per il futuro della nostra comunità.

“Non siamo irresponsabili e non vogliamo poltrone”
I tre esponenti piddini dell’ex Margherita, accompagnano la lunga e dettagliata proposta politica inviata a Palazzo Orfini con un comunicato stampa dove – tra le righe – rispondono per le rime alla nota congiunta del capogruppo bersaniano Giovanni Patriarchi e della segretaria cittadina Patrizia Epifani. “Il nostro agire politico – spiegano – è animato dalla volontà di promuovere lo sviluppo e il benessere della comunità. Questo documento si pone proprio in tale direzione. Non vi è, da parte nostra, alcun'altra intenzione o peggio ancora ambizione. Non cerchiamo visibilità né poltrone – ci tengono a sottolineare – come alcuni hanno strumentalmente tentato di far credere in questi giorni. Le nostre proposte sono finalizzate esclusivamente a rappresentare e soddisfare le esigenze della comunità. Non c'è, quindi, da parte nostra alcuna forma di irresponsabilità ma solo il bisogno di aumentare il dibattito per cercare le soluzioni più opportune in un momento estremamente difficile per la nostra città. In questo periodo di grandi cambiamenti, Foligno deve essere protagonistadi un autentico processo riformatore destinato a modificare il riassetto dell'Umbria. Auspichiamo che queste nostre idee vengano recepite e interpretate nella maniera più opportuna, per aprire una nuova e più autentica fase di confronto a servizio della comunità”.

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