Il Csm trasferisce il procuratore aggiunto di Perugia dopo le indagini a suo carico

Il Csm trasferisce il procuratore aggiunto di Perugia dopo le indagini a suo carico

Antonella Duchini spostata dal capoluogo umbro ad Ancona


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Il procuratore aggiunto della Repubblica di Perugia Antonella Duchini è stata trasferita al  giudicante della Corte d’appello di Ancona dalla sezione  disciplinare del Csm. Lo rende noto l’Ansa, secondo cui il provvedimento – disposto in via  cautelare e d’urgenza dalla sezione disciplinare del Csm – sarebbe legato al fascicolo della procura di Firenze nel quale si ipotizzano a carico del magistrato  i reati di rivelazione di segreto d’ufficio e abuso d’ufficio.

Le nuove accuse (abuso d’ufficio) sono emerse a metà luglio: Duchini, titolare di inchieste più volte balzate agli onori delle cronache locali e nazionali, avrebbe rivelato a due carabinieri notizie relative al procedimento avviato a carico di Franco e Giuseppe Colaiacovo.

Sempre secondo la la magistratura toscana, Duchini avrebbe poi violato il dovere di imparzialità nell’esercizio della funzione pubblica, emettendo un decreto di sequestro preventivo di una quota di una srl del gruppo Colaiacovo. Per i pubblici ministeri fiorentini, il sequestro avrebbe causato problemi ai due imprenditori (rispettivamente nipote e fratello di Carlo) in quanto – secondo l’accusa – il provvedimento succitato sarebbe stato emesso “al solo scopo di impedire l’erogazione di finanziamenti a questi due imprenditori, favorendo Carlo Colaiacovo nel suo progetto di acquisizione di dette quote”.

Accuse respinte al mittente dagli avvocati del magistrato, Nicola Di Mario e Michele Nannarone: “Ogni addebito contestato alla dottoressa  Duchini – scrivevano i legali a metà luglio, sottolineando come la loro cliente non avesse peraltro mai avuto frequentazioni e amicizie con nessuno dei componenti della famiglia Colaiacovo – è privo di fondamento giuridico non avendo ella mai  rivelato a nessuno, in 37 anni di attività, notizie riservate  connesse alla propria funzione, né consumato condotte abusive  per favorire o danneggiare taluno”.

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