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IL CONSIGLIO PROVINCIALE APPROVA LA VARIANTE AL PTCP

Redazione

IL CONSIGLIO PROVINCIALE APPROVA LA VARIANTE AL PTCP

Mer, 11/02/2009 - 18:01

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Possibilità di installare circa 50 pale eoliche (per una produzione massima di 100 megawatt) sul territorio provinciale e divieto assoluto di aprire nuove cave nei luoghi ad alta esposizione paesaggistica. Sono rimasti invariati, rispetto all'impostazione iniziale, questi e gli altri punti caratterizzanti la variante tematica al Ptcp (Piano territoriale di coordinamento provinciale) che il Consiglio provinciale di Perugia ha approvato definitivamente all'unanimità nella seduta di martedì scorso. Il documento, dopo un iter durato quasi due anni, culminato nella Conferenza istituzionale di ottobre ‘08, è tornato in Consiglio per la sua ultima approvazione. La Regione Umbria, da parte sua, nel prendere atto dei risultati della stessa Conferenza, ha espresso una valutazione favorevole, stabilendo solo lo stralcio del punto relativo alla compatibilità dei siti dove smaltire e recuperare rifiuti, in quanto è in corso di adozione il nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti. E' dal 2005 che si è iniziato a ravvisare la necessità di un adeguamento e aggiornamento del Ptcp, per poter interpretare al meglio la funzione che gli spetta, quella cioè di sostegno e co-pianificazione nella stesura dei Prg comunali. La sua revisione, come ricordato dal vicepresidente Palmiro Giovagnola, ha interessato maggiormente gli aspetti relativi alla diffusione della produzione di energia eolica e l'individuazione delle aree sensibili all'inquinamento elettromagnetico. Se nel caso dell'inquinamento elettromagnetico, l'Ente si è limitato sostanzialmente a recepire le disposizioni normative nazionali e regionali derivanti dalle nuove funzioni e competenze trasferite all'Ente, è soprattutto sul tema dello sviluppo dell'energia eolica, oltre che sullo sfruttamento del territorio ai fini delle attività estrattive (cave e miniere) e sulla realizzazione di grandi opere infrastrutturali (viabilità, linee e reti energetiche e tecnologiche), che è stato condotto uno studio approfondito, prima di giungere alla definizione delle linee di indirizzo da introdurre in variante. Scendendo nello specifico, relativamente agli impianti per la produzione di energia da fonte eolica, la Variante individua le aree incompatibili, quelle cioè “ad alta esposizione panoramica” dove l'installazione di impianti è preclusa in quanto, per la loro alta visibilità dal sistema viario principale, non conciliabile con l'obbiettivo strategico della tutela e valorizzazione dell'immagine dell'Umbria; le aree “a compatibilità condizionata”, che comprendono le “Fasce di rispetto delle aree ad alta esposizione panoramica”, in cui dovrà essere effettuato uno studio preventivo riferito prevalentemente alla localizzazione e la messa in opera di microimpianti che dovrà accertare la non visibilità dalla rete viaria principale nonché l'adeguata ventosità ai fini della funzionalità degli stessi; le aree “potenzialmente compatibili”, dove l'istallazione di impianti è consentita purché sussistano, contestualmente, tutta una serie di condizioni desumibili e accertate tramite uno studio preventivo. Rispetto invece all'apertura di nuove cave, è confermata l'incompatibilità in ambiti soggetti a tutela paesaggistica e panoramica, mentre nelle aree “ad alta esposizione panoramica” è riconosciuta una condizione di incompatibilità per le attività di coltivazione di cave e miniere di versante. Nei casi in cui l'attività estrattiva, per dimostrata rarità e qualità del prodotto, non possa essere altrove localizzata, essa è consentita per interventi che prevedano fronti di cava di altezza inferiore a 4 metri ed ampiezza di estensione inferiore a mq. 200. Infine, per quanto riguarda le grandi opere infrastrutturali, le aree “ad alta esposizione panoramica” rappresentano contesti di primario interesse per la tutela dell'immagine dell'Umbria in cui i progetti e gli interventi dovranno affrontare il tema della tutela e valorizzazione dell'area evitando di sovrapporre ad essa elementi estranei. Di norma pertanto sono da evitare antenne per la radiotelecomunicazione e per la telefonia mobile, tralicci per gli elettrodotti o forti sbancamenti per la viabilità, preferendo localizzazioni alternative, linee sotterranee e gallerie.


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